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1 Novembre 2026

Olimpiadi Milano-Cortina 2026: tunnel annullato, slittino a Sigulda

Tunnel interrotto, slittino in pista e una mostra a Bolzano raccontano il futuro delle Olimpiadi 2026

Olimpiadi Milano-Cortina 2026: tunnel annullato, slittino a Sigulda

Le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina hanno lasciato un segno profondo sul territorio alpino, non solo per le imprese sportive ma anche per le scelte infrastrutturali e culturali che ne seguiranno. A pochi mesi dalla chiusura dei giochi, tre temi emergono con forza: la sospensione di un importante tunnel sotto le Tofane, il ritorno in pista della nazionale di slittino e una esposizione a Bolzano che mette a fuoco l’eredità dell’evento.

Tunnel Tofane: la decisione di fermare il progetto

Nel consiglio comunale di Cortina è stato annunciato il blocco definitivo del secondo lotto della variante prevista nel DPCM olimpico, ovvero la galleria di 4,5 km che doveva attraversare le Tofane collegando Cojana a Fiames. Il lavoro, stimato in circa mezzo miliardo di euro, si è trovato di fronte a un ricavo mancante di 280 milioni, rendendo la realizzazione economicamente insostenibile. La decisione, condivisa da amministrazione locale e Regione, prevede la revisione dell’intero piano con una nuova intesa Stato-Regione.

Alternative storiche e sostenibili

Gli esperti regionali hanno riproposto una variante più tradizionale, nota come passante di Zuel, già discussa da decenni e incentrata su una mobilità più leggera: parcheggi scambiatori, navette elettriche e una rete di percorsi pedonali per sviare il traffico pesante dal centro storico. Parallelamente, il consiglio ha approvato la variante del lotto 0, che consiste nell’allargamento di via Lungoboite e nella creazione di una rotonda fra Campo e via Guide Alpine, collegata al nuovo parcheggio ex Battistella. Queste opere minori sono ritenute prioritarie perché meno invasive e più coerenti con la mobilità sostenibile promossa dalla comunità.

Slittino azzurro: il raduno di Sigulda

La nazionale italiana di slittino si prepara a riprendere gli allenamenti sulla pista di Sigulda, in Lettonia, dal 3 all’8 novembre 2026. Dopo aver dominato i giochi di Milano-Cortina, gli azzurri, guidati dal direttore tecnico Armin Zoggeler, hanno radunato sedici atleti delle categorie A e Juniores, affiancati da un gruppo di tecnici di alto profilo: Klaus Kofler, Oswald Hselrieder, Christian Oberstolz, David Schwarz, Wilfried Huber e Anna Gottardi.

Gli atleti in campo

Tra i partecipanti spiccano nomi come Dominik Fischnaller, Leon Felderer, Simon Kainzwaldner, Fabian Malleier, Ivan Nagler, Lukas Peccei, Emanuel Rieder e Philipp Brunner, oltre alle giovani promesse Verena Hofer, Annalena Huber, Nadia Falkensteiner, Nina Zöggeler, Katharina Sofie Kofler e Alexandra Oberstolz. Il loro obiettivo è consolidare la forma fisica e tecnica in vista delle prossime competizioni di Coppa del Mondo, mantenendo alta la motivazione generata dal trionfo olimpico.

Arte a Bolzano: la mostra “Cosa resta?” sul lascito olimpico

Dal 3 al 30 novembre la Galleria Civica di Bolzano ospita la mostra collettiva “Cosa resta?”, curata da Giuseppe Scalia e promossa dall’Associazione degli artisti della Provincia autonoma di Bolzano. L’esposizione riunisce le opere di sei autori – Barbara Natter, Franco Garasi, Omar Balzanelli, Daniela Atzwanger, Paola Bradamante e Silvano Tacus – che interrogano le conseguenze ambientali, economiche e sociali delle Olimpiadi milano-Cortina.

Temi e linguaggi

Le opere affrontano diversi aspetti: Natter mette in luce la fragilità degli ecosistemi alpini; Garasi recupera simboli tradizionali delle Stoanerne Mandln per contrastare il marketing turistico; Balzanelli distorce gli anelli olimpici per evidenziare le dinamiche di potere; Atzwanger utilizza l’immagine di un’aquila intrappolata come metafora di un ambiente limitato; Bradamante esprime, con colori, le trasformazioni del paesaggio; Tacus confronta la maestosità della montagna con le cicatrici dell’intervento umano. L’intera installazione funge da “laboratorio aperto”, stimolando il dibattito su quale sviluppo sia davvero sostenibile.

Il periodo post-olimpico si sta delineando tra decisioni critiche sull’infrastruttura stradale, la continuità delle eccellenze sportive e una riflessione culturale profonda. Le scelte di oggi determineranno se l’eredità delle Olimpiadi di Milano-Cortina sarà un impulso verso una crescita più responsabile o un “boomerang” di problemi non risolti.

Autore

Marco Tessari

Marco Tessari, giornalista trentino specializzato in sport invernali e montagna, segue da anni Coppa del Mondo di sci, Olimpiadi invernali e alpinismo; racconta gare, atleti e cultura della montagna con competenza tecnica e passione per le terre alte.