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4 Giugno 2026

Turismo Veneto 2026: le località montane guidano la crescita

Il Veneto registra un aumento del 3,1% negli arrivi e del 3,5% nelle presenze turistiche nel primo trimestre 2026, con le località montane che guidano la crescita

Turismo Veneto 2026: le località montane guidano la crescita

Il Veneto si conferma una delle mete turistiche più apprezzate d’Italia, con dati che mostrano una crescita significativa nel primo trimestre del 2026. Le località montane, in particolare, stanno vivendo un vero e proprio boom, attirando un numero sempre maggiore di visitatori sia italiani che stranieri.

Secondo i dati diffusi dalla Regione Veneto, gli arrivi sono aumentati del 3,1% e le presenze del 3,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un risultato che ha suscitato grande entusiasmo tra gli operatori del settore, soprattutto alla luce della crescente internazionalizzazione del turismo regionale.

Le Dolomiti in prima linea

Tra le località montane che stanno registrando i maggiori incrementi, spiccano quelle del Bellunese. Il Cadore ha visto un aumento del 15,5% degli arrivi, Cortina d’Ampezzo dell’11,4% e l’area Marmolada-Civetta dell’11,6%. Questi dati confermano il crescente interesse per le destinazioni alpine, che offrono un mix unico di natura, sport e relax.

Cortina d’Ampezzo: un caso a sé

Cortina d’Ampezzo rappresenta un caso particolare. Mentre in altre località montane la crescita è trainata principalmente dai turisti italiani, a Cortina si registra una diminuzione degli arrivi dalla penisola, compensata però da un forte aumento dei visitatori stranieri, in particolare americani. Questo fenomeno riflette una tendenza più ampia che vede le destinazioni alpine italiane sempre più apprezzate a livello internazionale.

Altre province in crescita

Non solo il Bellunese: anche altre province venete stanno registrando incrementi significativi. La Lessinia, nel Veronese, ha visto un aumento del 16,6% dei pernottamenti, mentre il Bassanese, nel Vicentino, ha registrato un +9,5%. Anche il delta del Po e Asolo stanno vivendo un periodo di grande fermento turistico, con aumenti rispettivamente del 17,7% e del 10,2%. Nel Veneziano, Chioggia si distingue con un +12,1%.

Venezia: la più internazionale

Venezia si conferma l’area più aperta ai flussi esteri, con l’86,6% delle presenze attribuite a turisti stranieri. L’occupazione media giornaliera dei letti disponibili è del 39%, un dato che testimonia la capacità di attrazione della città lagunare. Cavallino Treporti, invece, si distingue per il peso dell’economia turistica sul tessuto locale: il 44,3% dei lavoratori opera nel settore e, per cinque mesi consecutivi, da maggio a settembre, il numero dei turisti supera quello dei residenti.

L’importanza dei dati

L’assessore regionale al Turismo, Lucas Pavanetto, ha sottolineato l’importanza di conoscere e studiare i dati per governare al meglio il settore. ‘Il turismo è complessità’, ha affermato Pavanetto. ‘Per questo è fondamentale partire dalla cultura del dato per rispondere alle esigenze del mercato e delle comunità, creando valore reale per i territori.’

I dati diffusi dalla Regione Veneto offrono un quadro dettagliato della situazione turistica regionale, evidenziando le tendenze in atto e le opportunità di crescita. Le località montane, in particolare, stanno dimostrando una grande capacità di attrarre visitatori, contribuendo in modo significativo alla crescita del settore turistico veneto.

Autore

Beatrice Beretta

Beatrice Beretta, basata a Bologna, annotò per la prima volta itinerari durante una notte al portico di San Luca: da allora coordina rubriche sui viaggi urbani. In redazione promuove reportage su mobilità sostenibile e porta con sé una mappa tascabile dei vicoli bolognesi come talismano professionale.