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20 Luglio 2026

Olimpiadi Milano Cortina 2026: i numeri preoccupanti e le questioni giuridiche

La Fondazione Milano-Cortina 2026 affronta un deficit crescente e controversie legali sulla sua natura privatistica. Scopri i dettagli.

Olimpiadi Milano Cortina 2026: i numeri preoccupanti e le questioni giuridiche

Le Olimpiadi milano cortina 2026 stanno diventando un caso complesso, sia dal punto di vista finanziario che giuridico. La Fondazione incaricata dell’organizzazione, pur utilizzando fondi pubblici e costruendo opere pubbliche opera in regime di diritto privato una scelta che ha sollevato numerose critiche e inchieste.

La Corte costituzionale ha recentemente dichiarato inammissibili le questioni di costituzionalità sollevate dalla Procura di Milano, confermando la natura privatistica della Fondazione. Questo ha aperto un dibattito sulla trasparenza e sulla gestione degli appalti, con accuse di gare pilotate e appalti gonfiati.

Il deficit finanziario e i debiti della Fondazione

Nel 2026, il deficit di bilancio della Fondazione Milano cortina 2026 è aumentato di 39 milioni di euro raggiungendo un totale di 176,5 milioni di euro. Inoltre, i debiti accumulati superano un miliardo di euro. Questi dati, contenuti nel bilancio approvato il 30 giugno 2026, sono stati acquisiti dalla Procura regionale della Corte dei Conti del Veneto.

Il procuratore Paolo Crea ha illustrato nella relazione di parifica del bilancio della Regione Veneto che le perdite di esercizio portano il deficit totale a una cifra preoccupante. Inoltre, i debiti che dovessero restare insoluti alla data di liquidazione della Fondazione ricadrebbero sullo Stato, sulle Regioni Lombardia e Veneto e su una parte degli enti locali che hanno partecipato all’organizzazione delle gare.

Le previsioni e gli accantonamenti

La Lombardia ha accantonato 199 milioni di euro e il Veneto 99,4 milioni di euro in via precauzionale, visto che saranno chiamate a partecipare alla distribuzione dei passivi. Il procuratore Crea ha osservato che, nonostante le Olimpiadi siano un’esperienza di prestigio istituzionale, i debiti insoluti potrebbero gravare pesantemente sulle finanze pubbliche.

La relazione di gestione dell’amministratore delegato Andrea Vernier ha indicato che i contratti di sponsorizzazione avrebbero raggiunto i 460 milioni di euro con oltre 30 accordi di licensing mentre la vendita di biglietti avrebbe assicurato un incasso di 133 milioni di euro. Tuttavia, questi dati non sono sufficienti a coprire il deficit accumulato.

La natura privatistica della Fondazione e le controversie legali

La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibili le questioni di costituzionalità sollevate dalla giudice per le indagini preliminari di Milano, Patrizia Nobile, sulla disciplina dell’ente incaricato della gestione dei Giochi olimpici e paralimpici invernali del 2026. La Consulta ha respinto i dubbi di costituzionalità sull’articolo 11 del decreto-legge ribattezzato Salva-Olimpiadi ritenendo che la giudice rimettente avesse costruito le proprie censure su un’erronea interpretazione del quadro normativo.

La giudice Nobile aveva sostenuto che trasformando la Fondazione Milano-Cortina in un ente di diritto privato, il governo Meloni aveva arbitrariamente sottratto all’applicazione di norme di diritto pubblico creando una zona franca nella quale i dipendenti godono di una sostanziale ‘immunità’. Tuttavia, la Corte costituzionale ha affermato che una norma c’era già, ovvero l’articolo 2, comma 2, del decreto-legge n. 16 del 2026, che stabiliva che la Fondazione operasse in regime di diritto privato.

La scelta normativa adottata dal legislatore aveva l’obiettivo di consentire al comitato organizzatore di operare con maggiore rapidità, sottraendolo alle procedure di evidenza pubblica tipiche delle amministrazioni. La disposizione introdotta nel 2026 non aveva un carattere innovativo, ma solo confermativo della norma precedente.

La Corte costituzionale ha precisato che non era chiamata a pronunciarsi sulla scelta politica compiuta dal legislatore di configurare la Fondazione come soggetto operante in regime privatistico. Tale opzione è stata adottata evidentemente sulla base dell’idea che la Fondazione non rientrasse nella nozione di organismo di diritto pubblico.

Le controversie legali e le questioni finanziarie continuano a sollevare dubbi sulla gestione delle Olimpiadi Milano Cortina 2026, mettendo in discussione la trasparenza e l’efficienza dell’organizzazione. Mentre i debiti aumentano e le inchieste si susseguono, resta da vedere come si risolveranno queste complesse questioni prima dell’inizio dei Giochi.

Autore

Marco Tessari

Marco Tessari, giornalista trentino specializzato in sport invernali e montagna, segue da anni Coppa del Mondo di sci, Olimpiadi invernali e alpinismo; racconta gare, atleti e cultura della montagna con competenza tecnica e passione per le terre alte.