In un’epoca in cui il traffico urbano sembra diventare sempre più insostenibile, ci sono persone che scelgono di ribaltare la situazione. Marco Fardelli, architetto di Busto Arsizio, è uno di questi. La sua scelta di utilizzare la bicicletta come mezzo principale per gli spostamenti quotidiani non è solo una preferenza personale, ma una vera e propria filosofia di vita.
Ogni giorno, Marco pedala per andare al lavoro, per portare i nipoti a scuola e per fare la spesa. La sua esperienza dimostra che la bicicletta può essere un’alternativa concreta e vantaggiosa all’auto, non solo per il singolo utente ma per l’intera comunità.
L’inizio di un viaggio a due ruote
La passione di Marco per la bicicletta è nata diversi anni fa, quando ha realizzato quanto fosse più funzionale e sostenibile rispetto all’auto. Niente code, meno problemi di parcheggio e un impatto ambientale ridotto sono solo alcuni dei vantaggi che ha riscontrato. Tuttavia, è consapevole che non tutti possono permettersi di fare questa scelta, ma sottolinea che ogni ciclista in più sulle strade rappresenta un’auto in meno, con benefici per tutti.
Nel corso degli anni, Marco ha percorso circa 4000 km all’anno in bicicletta, sia d’estate che d’inverno. Oggi, con l’aggiunta di una cargo bike long tail per trasportare i nipoti, ha ridotto leggermente i chilometri, ma non ha mai smesso di pedalare.
La routine di un ciclista urbano
I percorsi di Marco sono diventati abitudinari nel tempo, spesso sovrapponendosi a quelli con meno traffico. Questo gli permette di ottimizzare i suoi spostamenti e di evitare le zone più congestionate. Tuttavia, non sono solo i percorsi a fare la differenza, ma anche la capacità di adattarsi alle condizioni atmosferiche.
Contrariamente a quanto si possa pensare, pedalare d’inverno è più facile che farlo d’estate. Basta vestirsi a strati e coprirsi adeguatamente mentre in estate il caldo può essere un ostacolo. Le e-bike aiutano molto in questo senso, rendendo la pedalata più agevole anche nelle giornate più afose.
La sicurezza prima di tutto
Le difficoltà maggiori per Marco non sono le temperature, ma il traffico distratto e la scarsa visibilità. Di sera e d’inverno, è fondamentale essere ben visibili con luci potenti e intermittenti per emergere dall’illuminazione di fondo delle città.
Le infrastrutture ciclabili: un punto cruciale
Le piste ciclabili e le corsie riservate sono una gran comodità, ma Marco sottolinea che sarebbero meno necessarie se ci fosse un maggiore rispetto del codice della strada. Il numero dei ciclisti morti da inizio anno parla già da solo e questo è un problema che riguarda tutti, non solo chi va in bicicletta.
Marco utilizza la bicicletta per qualsiasi spostamento, combinandola spesso con il treno. Questo gli permette di essere flessibile e di adattarsi a diverse situazioni. Tuttavia, riconosce che le prime fasi di approccio a questo nuovo modo di mobilità possono essere complesse, richiedendo una riorganizzazione profonda degli spostamenti quotidiani.
L’importanza di una scelta collettiva
Marco Fardelli è un esempio di come una scelta individuale possa avere un impatto collettivo. Ogni ciclista in più sulle strade significa meno traffico, meno inquinamento e una qualità della vita migliore per tutti. La sua esperienza dimostra che la bicicletta non è solo un mezzo di trasporto, ma un vero e proprio stile di vita.
In un mondo in cui la mobilità sostenibile è diventata una priorità, storie come quella di Marco ci ricordano che il cambiamento è possibile, basta avere il coraggio di pedalare.



