Durante il 17° Congresso dell’International Biathlon Union, tenutosi a Berchtesgaden, la federazione ha scelto il sloveno Tim Farcnik come nuovo presidente. L’elezione è avvenuta all’unanimità, Farcnik è stato l’unico candidato in corsa, succedendo a Otto Dahlin, che aveva guidato l’organismo per otto stagioni. In occasione del suo discorso inaugurale, Farcnik ha sottolineato l’importanza di consolidare i risultati raggiunti e di spingere il biathlon verso maggiore competitività, innovazione e sostenibilità.
Tim Farcnik eletto presidente unico dell’IBU
Il nuovo leader, 46enne, ha ricevuto il pieno supporto della federazione svedese tramite Sofia Domeij, nominata vicepresidente, e dell’Austria con Christian Scherer, designato tesoriere. La cerimonia ha evidenziato una continuità di intenti: Farcnik ha infatti affermato che la sua priorità sarà «rinnovare gli eventi, ampliare le opportunità commerciali e salvaguardare la governance e l’integrità sportiva». Il suo mandato, di quattro anni, si aprirà su una fase in cui il biathlon vuole rafforzare la propria presenza televisiva e digitale, puntando su tecnologie avanzate e formati più dinamici per attirare nuovi spettatori.
Il percorso organizzativo di Farcnik
Prima di entrare nella dirigenza mondiale, Farcnik aveva curato la gestione del centro di Pokljuka sede dei Campionati mondiali di biathlon del 2021. La sua esperienza spazia anche all’organizzazione di gare di canottaggio, del Festival olimpico giovanile europeo e di tappe del Giro d’Italia. Inoltre, ha ricoperto incarichi nei comitati di federazioni internazionali come la FISA (canottaggio accademico), la FIS (sci di fondo) e la LEN (nuoto europeo). Questo curriculum gli conferisce una visione trasversale del mondo sportivo, utile per guidare l’IBU verso nuove collaborazioni inter-disciplinari.
La nuova leadership: ruoli e nazionalità
L’Executive Board dell’IBU si è così configurata: al vertice troviamo Tim Farcnik (Presidente, Slovenia), Sofia Domeij (Vicepresidente, Svezia) e Christian Scherer (Tesoriere, Austria). Accanto a loro, il consiglio include Tore Boygard (Norvegia), Atanas Ivanov Furnadshiev (Bulgaria), Tarmo Karsna (Estonia), Nathalie Santer (Italia), Stefan Schwarzbach (Germania), Tamara Wolf (Svizzera), Simon Esser (Austria, rappresentante degli atleti), e Max Cobb (Stati Uniti, Segretario Generale). Il Comitato Tecnico, responsabile delle norme sportive, riunisce Knut Kuvas Brevik (Norvegia), Fabrizio Curtaz (Italia), Selina Gasparin (Svizzera), Ulrika Oberg (Svezia), Sara Studebaker-Hall (Stati Uniti), Emőke Szocs (Ungheria), Kimmo Turunen (Finlandia), Christophe Vassallo (Francia) e Hillar Zahkna (Estonia).
Tra gli italiani, la presenza è doppia: Nathalie Santer ha ottenuto un seggio all’Executive Board, mentre Fabrizio Curtaz è stato nominato membro del Comitato Tecnico. Entrambi hanno dichiarato la volontà di promuovere la crescita del biathlon in Italia, puntando su maggiore visibilità delle gare nazionali e su un potenziamento dei percorsi di formazione per giovani atleti.
Implicazioni per l’Italia e per la situazione internazionale
La continuità della sospensione di Russia e Bielorussia, confermata dalla monitor-group dell’IBU, rimane uno dei temi più delicati. La squadra di controllo non ha rilevato variazioni sostanziali che giustificherebbero una revisione dello status, mantenendo così gli atleti di quei paesi esclusi dalle competizioni internazionali nella stagione invernale. Questa decisione è stata accolta con favore da diverse federazioni, che la vedono come un segnale di coerenza rispetto alle sanzioni sportive internazionali.
Per l’Italia, la presenza di Santer e Curtaz nella governance globale rappresenta un’opportunità di influenza strategica. I due dirigenti hanno annunciato iniziative volte a rafforzare i legami con le federazioni europee, a facilitare la partecipazione di squadre italiane a eventi di alto livello e a incentivare investimenti nelle strutture di allenamento. Inoltre, hanno sottolineato l’importanza di promuovere l’integrità sportiva e la sostenibilità ambientale nei futuri circuiti del biathlon.
Il nuovo quadrimestre di Farcnik si preannuncia quindi ricco di sfide: bilanciare la spinta verso l’innovazione con la necessità di mantenere stabilità istituzionale, garantire la continuità delle sanzioni internazionali e, al contempo, dare voce a federazioni emergenti come quella italiana. Resta da vedere come questi obiettivi si tradurranno in politiche concrete e quali impatti avranno sul calendario delle gare della prossima stagione.



