Salta al contenuto
8 Luglio 2026

Artista Laura Ghirardi investita e uccisa da un camion a Milano

Laura Ghirardi, pittrice, scultrice e ceramista milanese, è morta investita da un camion mentre pedalava in via Gattamelata. La sua vita, dedicata all'arte, si è conclusa tragicamente.

Artista Laura Ghirardi investita e uccisa da un camion a Milano

Milano piange la scomparsa di Laura Ghirardi, una artista di 67 anni che ha dedicato la sua vita alla pittura, alla scultura e alla ceramica. La sua morte, avvenuta il 7 luglio 2026, ha scosso la comunità artistica e non solo. Laura è stata investita da un camion mentre pedalava in via Gattamelata, all’incrocio con via Colleoni, nella zona di CityLife.

L’incidente che ha sconvolto Milano

L’incidente è avvenuto poco prima delle 13 di martedì 7 luglio. Secondo le prime ricostruzioni, il camion, guidato da un 33enne, stava svoltando a destra quando ha investito Laura. Il mezzo era dotato di un sensore per l’angolo cieco ma nonostante ciò, l’impatto è stato fatale. La ciclista è stata immediatamente trasportata all’ospedale Niguarda, dove purtroppo è deceduta poco dopo il suo arrivo.

Le indagini sono ancora in corso per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente. Gli agenti stanno esaminando le telecamere di videosorveglianza della zona per capire se Laura stesse attraversando sulle strisce o se stesse viaggiando a fianco del camion. La speranza è che i filmati possano fornire chiarimenti decisivi.

Una vita dedicata all’arte

Laura Ghirardi era una forza della natura come la descrivono i suoi vicini di casa. Pittrice, scultrice e ceramista, aveva trasformato la sua passione in un lavoro dopo aver abbandonato una carriera ventennale nel 2007. La sua arte era conosciuta e apprezzata, tanto che aveva aperto la Galleria Long a Iseo tre anni fa e stava per inaugurare un nuovo spazio culturale a Milano, l’Atelier9, a settembre.

“Dipingevo e modellavo per istinto, fin da bambina”, diceva Laura. La sua curiosità per sperimentare tecniche diverse l’ha portata a viaggiare in tutto il mondo, da Parigi a Buenos Aires. Nel 2026, ha deciso di ribaltare tutto e ricominciare solo con il suo nome: Laura Ghirardi. A giugno di quell’anno, ha inaugurato un personalissimo spazio culturale con vista lago a Iseo, un luogo che sentiva particolarmente vicino al suo cuore.

Il ricordo di chi l’ha conosciuta

Chi la conosceva bene la descrive come una persona sempre sorridente, con mille interessi e altrettante amicizie. Il portinaio dello stabile in cui viveva, in via Ajraghi, aveva incrociato Laura la sera prima dell’incidente e le aveva sistemato la catena della bici: “Sentivo che faceva un po’ di rumore e gliel’ho rimessa a posto”.

Laura lascia due figli, spesso fuori città. Gli agenti della polizia locale sono riusciti a rintracciare uno di loro, residente in zona Mac Mahon, per comunicargli la triste notizia. La madre di Laura raccontava di aver viaggiato in tutto il mondo perché le appassionava esplorare territori remoti, reali e non.

La sua arte era una parte fondamentale della sua vita. “Preferisco lasciar parlare le mie opere. Sono opere che raccontano storie. Come la mia”, diceva Laura. Le sue creazioni erano il suo biglietto da visita, un modo per comunicare con il mondo. “Non credevo che dipingere fosse così bello. Laura, sei speciale”, è una delle recensioni pubblicate sul suo sito web.

Un angolo cieco fatale

L’incrocio dove è avvenuto l’incidente è noto per essere pericoloso, soprattutto per i ciclisti e i pedoni. Secondo le prime informazioni, il camion era munito di un sensore per rilevare la presenza di veicoli o persone negli angoli ciechi. Tuttavia, nonostante questa tecnologia, l’impatto è stato inevitabile.

La bicicletta di Laura è rimasta incastrata sotto il camion dopo l’impatto. I soccorsi sono arrivati immediatamente, ma purtroppo non c’è stato nulla da fare. La donna è stata trasportata in codice rosso all’ospedale Niguarda, dove è deceduta poco dopo.

Le indagini continuano per capire se ci siano state negligenze o se l’incidente sia stato causato da un errore umano. Intanto, Milano piange la perdita di una donna che ha dedicato la sua vita all’arte e alla sua città.

Autore

Marco Tessari

Marco Tessari, giornalista trentino specializzato in sport invernali e montagna, segue da anni Coppa del Mondo di sci, Olimpiadi invernali e alpinismo; racconta gare, atleti e cultura della montagna con competenza tecnica e passione per le terre alte.