Salta al contenuto
22 Giugno 2026

Team Melli sotto accusa: Ghalenoei denuncia ritardi e visti ai Mondiali 2026

Il ct Amir Ghalenoei ha espresso dure rimostranze sull'organizzazione dei Mondiali 2026: ritardi nelle comunicazioni, visti negati a membri dello staff e trasferimenti estenuanti che hanno complicato la preparazione del Team Melli in vista delle gare con Belgio ed Egitto.

Team Melli sotto accusa: Ghalenoei denuncia ritardi e visti ai Mondiali 2026

La tensione cresce attorno alla nazionale della Repubblica Islamica dell’Iran ai Mondiali 2026mentre la squadra si prepara alla partita contro il Belgio prevista a Los Angeles alle 12 locali (le 21 in Italia). Il ct Amir Ghalenoei ha reso pubbliche critiche sull’organizzazione del torneo, mettendo in luce problemi concreti che, a suo dire, hanno avuto impatto diretto sulla preparazione atletica e psicologica dei giocatori.

Le dichiarazioni del tecnico contengono osservazioni puntuali su ritmi di viaggio, gestione dei visti e tempistiche di notifica, elementi che secondo Ghalenoei hanno reso complicata la routine del gruppo. Nelle sue parole emergono anche delusione e frustrazione per la mancanza di sostegno esterno.

Tempistiche e comunicazioni insufficienti prima della partita con il Belgio

Ghalenoei ha insistito sul fatto che la squadra non ha ricevuto le notifiche nei tempi promessi: “Non abbiamo presentato un reclamo formale, abbiamo solo espresso le nostre lamentele.” In particolare il ct ha ricordato un impegno preso dall’organizzazione riguardo alle informazioni sulle finestre di spostamento e agli orari: “Ci avevano promesso 24 ore prima di ogni partita, stavolta ce ne hanno date meno di 16.” Secondo il tecnico, questa variazione di tempistica ha causato l’interruzione degli allenamenti e un generale aumento dello stress operativo.

Impatto sugli allenamenti e sulla concentrazione

Al centro delle lamentele c’è la sospensione della seduta di allenamento: “Abbiamo dovuto interrompere l’allenamento a metà.” Ghalenoei sottolinea come queste interruzioni, insieme a finestre di notifica ristrette, abbiano reso la preparazione “molto difficile“. A detta del ct, il continuo adeguarsi a cambi dell’ultimo minuto influisce non solo sulla condizione fisica ma anche sulla pianificazione tattica che un Mondiale richiede.

Visti negati e viaggio logorante: accuse all’organizzazione

Un altro punto caldo sollevato riguarda i permessi di ingresso per lo staff che accompagna la squadra: Ghalenoei ha puntato il dito contro i visti negati a membri del personale di supporto, definendo la situazione inaccettabile in sede di competizione internazionale. “Un simile comportamento non è adatto a un Mondiale. Non inviti una squadra per poi non accettare il suo staff di supporto.” Per il tecnico, la mancanza di risorse umane adeguate al seguito finisce per “fiaccare il morale e affaticare la testa della squadra”.

Parallelamente ai problemi burocratici, il ct ha citato anche i trasferimenti estenuanti tra le città sede delle partite come fattore che peggiora la condizione del gruppo. La combinazione di spostamenti prolungati e di staff incompleto ha creato un contesto logistico difficile, secondo la descrizione fornita dal tecnico.

Le ripercussioni sulle responsabilità tecniche

Ghalenoei ha rimarcato come queste criticità abbiano sottratto tempo prezioso alla sua attività principale: “Soprattutto per quanto riguarda me, che vorrei concentrarmi su questioni tecniche e invece non ne ho avuto il tempo“. Con meno personale operativo e continui interventi organizzativi da seguire, il lavoro tecnico e tattico con i calciatori risulta ridotto rispetto a quanto pianificato.

Promesse di Infantino e la questione Seattle-Egitto del 26 giugno

Il ct ha citato anche un impegno pubblico del presidente della FifaInfantinoche avrebbe garantito un arrivo anticipato del Team Melli a Seattle prima della partita contro l’Egitto in calendario il 26 giugno. Ghalenoei ha riportato: “L’onorato presidente della Fifa Infantino” – ha spiegato – ha promesso di fare arrivare il Team Melli a Seattle due giorni prima del match. “Spero mantenga la parola, ma sarebbe stato giusto farlo anche prima“, ha aggiunto, segnalando come l’anticipo sarebbe stato utile per il recupero e la preparazione.

Questa promessa, se confermata e rispettata, potrebbe mitigare parte dei problemi logistici segnalati, ma al momento rimane un impegno che il ct spera venga mantenuto per consentire alla squadra di lavorare con più serenità nelle ore antecedenti l’impegno contro l’Egitto.

Delusione per la mancanza di solidarietà tra colleghi

Oltre alle critiche organizzative, Ghalenoei ha espresso amarezza per l’assenza di contatti da parte di colleghi e avversari: “Nessuno mi ha chiamato. Non ci speravo, ma se fosse successo a un’altra squadra io avrei reagito“. Questa frase evidenzia una sensazione di isolamento percepita dallo staff iraniano in una manifestazione che per natura richiederebbe momenti di scambio e di sostegno reciproco tra addetti ai lavori.

Il quadro descritto da Ghalenoei mette in evidenza sia ostacoli pratici, come visti e trasferimenti, sia un senso di mancanza di supporto esterno che, combinati, rischiano di compromettere la performance sportiva del Team Melli nei prossimi impegni ai Mondiali 2026.

Autore

Camilla Bellini

Camilla Bellini, ex guida turistica fiorentina, trasformò la visita a Santa Maria Novella in un progetto multimediale: ora dirige approfondimenti su patrimoni locali. In redazione sostiene itinerari slow, firma dossier sulle piccole botteghe e conserva il primo badge di guida della città come ricordo unico.