La stagione che ha ruotato attorno ai Giochi Olimpici ha lasciato indicazioni chiare per il prossimo quadriennio: è il momento della riorganizzazione tecnica e del consolidamento delle basi. Ivo Pertileconfermato dalla FISI come direttore tecnico per il salto con gli sci e la combinata nordica, sintetizza i punti fermi emersi dall’ultimo ciclo e illustra come impostare il lavoro per i prossimi anni.
Il racconto parte dai momenti salienti dell’inverno e dalle difficoltà affrontate dagli atleti: risultati di prestigio, alcune assenze pesanti per infortunio e la necessità di stringere le fila sul settore giovanile e sugli staff tecnici. Nel dialogo emergono riferimenti precisi a persone, luoghi e numeri che segnano l’attualità del movimento.
Bilancio olimpico e prestazioni individuali
In chiave olimpica Pertile valuta l’esito complessivo come positivo: «A livello generale, penso che per l’Italia sia stata un’Olimpiade molto positiva» recita una sua sintetica valutazione. Tra le gare di maggiore rilievo spicca il quarto posto in combinata ottenuto da Aaron Kostner e Samuel Costa nella Team Sprint, risultato che viene letto come il terzo migliore nella storia del settore dopo gli esiti di Alessandro Pittin a Vancouver e il quarto a Sochi. Pertile sottolinea che, sebbene il quarto posto non valga una medaglia, è comunque una prova di valore agonistico.
Nel salto femminile il riferimento principale è ad Annika Sieffautrice di una stagione in linea con i migliori momenti, mentre la situazione di Lara Malsiner è condizionata da un infortunio subito all’inizio dell’estate che ha impedito la partecipazione olimpica. Pertile osserva che «Sicuramente tornerà in forma e ancora più motivata per il futuro», ma avverte anche sui tempi di recupero e sulla prudenza medica.
Ritorni e resilienza: il caso Bresadola
Il capitolo maschile mette in luce la gara positiva di Giovanni Bresadolarientrato dopo la grave caduta a Planica nel 2026. Pertile sottolinea il valore del carattere dell’atleta: «Giovanni è stato bravissimo, il giorno della gara ha dimostrato un carattere incredibile. Con tutto quello che ha passato, riuscire a tirare fuori il meglio della stagione in quel momento dimostra che ha veramente grande carattere.
Staff, ricambio e il ruolo dei gruppi sportivi
Nel passaggio al prossimo quadriennio la FISI punta a valorizzare figure interne: «La policy della FISI è quella di puntare soprattutto su allenatori interni», afferma Pertile, motivo per cui molti ex atleti trovano ora ruoli tecnici e di supporto. Tra questi figurano nomi noti che hanno scelto di restare nei ranghi federali dopo il ritiro agonistico, contribuendo con esperienza e conoscenza del sistema.
Il direttore tecnico ricorda la collaborazione con i gruppi sportivi come le Fiamme Gialle e i Carabinierifondamentali per sostenere il reclutamento e il lavoro sul territorio. La strategia prevede un percorso graduale per gli ex atleti che intraprendono la carriera di tecnico: prima esperienza sul settore giovanile, poi progressivi inserimenti nelle squadre maggiori per maturare competenze specifiche.
Predazzo e il rilancio delle infrastrutture
L’apertura piena degli impianti di Predazzo è descritta come una risorsa strategica: avere trampolini che vanno dall’avviamento fino alle quote olimpiche consente una continuità di lavoro prima impensabile per il movimento italiano. Pertile ricorda i lunghi trasferimenti obbligatori del passato verso centri esteri e sottolinea come oggi sia possibile ridurre i tempi di viaggio, aumentare le ore di allenamento e contenere i costi.
La presenza di strutture come la Scuola Alpina di Predazzo e le caserme delle Fiamme Gialle nella zona facilita l’organizzazione dei raduni estivi e prepara meglio gli atleti in vista delle gare di alto livello, tra cui i Mondiali che vedranno la partecipazione degli azzurri nel prossimo inverno a Falun. Pertile spiega che una minore mobilità favorisce il mantenimento degli automatismi necessari soprattutto nella combinata nordica.
Infine, sulla programmazione delle squadre, Pertile delinea criteri chiari per l’assegnazione degli status A, B e C, basati su piazzamenti in Coppa del Mondo, punti ottenuti e risultati in Coppa Continentale o Alpencup. La scelta tecnica include il mantenimento di figure chiave nello staff femminile e una riorganizzazione della combinata con nuovi riferimenti tecnici.