Il mondo dello sci alpino è in lutto per la scomparsa di Roland Collombin, leggenda svizzera della discesa libera. A 75 anni, l’atleta ha chiuso un capitolo di una carriera straordinaria, segnata da vittorie, rivalità epiche e un legame speciale con l’Italia.
Collombin, nato nel 1951, ha dominato le piste negli anni ’70, un’epoca d’oro per lo sci alpino. La sua abilità nella discesa libera lo ha reso un nome familiare per gli appassionati di tutto il mondo. Ma la sua storia va oltre i traguardi sportivi, intrecciandosi con le radici bellunesi della sua famiglia.
Una carriera costellata di successi
La carriera di Roland Collombin è stata un susseguirsi di vittorie e riconoscimenti. Ha vinto otto gare in Coppa del Mondo, tutte in discesa libera, tra cui due trionfi a Kitzbühel, tre a Garmisch e una a Wengen. Le sue due Coppe di specialità, conquistate nel 1973 e nel 1974, testimoniano la sua supremazia nella disciplina.
Alle Olimpiadi di Sapporo 1972, Collombin ha conquistato la medaglia d’argento nella discesa libera, un risultato che ha cementato la sua rivalità con il connazionale Bernhard Russi. Questa competizione, nota come il duello infinito ha appassionato gli appassionati di sci per anni.
Le cadute che hanno segnato la fine della carriera
La carriera di Collombin è stata interrotta da due gravi cadute a Val d’Isère, entrambe nello stesso punto, ora rinominato Bosse à Collombin in suo onore. Questi incidenti hanno causato seri infortuni alla schiena, costringendolo a ritirarsi prematuramente dalle competizioni.
Un legame speciale con l’Italia
Oltre ai successi sportivi, Roland Collombin ha mantenuto un legame profondo con le sue radici italiane. La madre, Livia Tegner, era originaria di Sospirolo, in provincia di Belluno. Collombin ha frequentato regolarmente la frazione di Roe e il comune di Sospirolo per far visita ai parenti, dimostrando un attaccamento autentico e mai interrotto con la terra d’origine della sua famiglia.
L’Associazione Bellunesi nel Mondo ha espresso il proprio cordoglio per la scomparsa di Collombin, sottolineando il suo esempio straordinario di come le radici bellunesi possano resistere al tempo e alla distanza. Il presidente Oscar De Bona ha ricordato la sua presenza discreta e periodica in provincia di Belluno, l’ultima delle quali risale a circa un mese e mezzo fa.
Gli ultimi anni e l’eredità
Negli ultimi anni, Collombin ha lottato contro due tumori, alla gola e al fegato. Nonostante le difficoltà, ha continuato a essere un simbolo di resilienza e determinazione. La sua scomparsa lascia un vuoto nel mondo dello sci, ma la sua eredità vivrà attraverso le sue imprese e il suo legame con le comunità che ha amato.
Roland Collombin è stato molto più di un atleta: è stato un esempio di come lo sport possa unire le persone e mantenere vive le tradizioni. Il suo ricordo rimarrà vivo nelle piste che ha dominato e nei cuori di coloro che lo hanno ammirato.



