Rigenerare le valli: cultura, economia e turismo per le comunità montane

Radici future porta ricerca e partecipazione in Valtellina e Valchiavenna per immaginare alternative sostenibili al turismo predatorio

Le montagne oggi non sono più soltanto scenari da cartolina: sono spazi dove si manifestano con forza problemi sociali ed economici come il spopolamento, la crisi del commercio locale, la precarietà del lavoro e il turismo invasivo. Questi fenomeni non sono separati ma intrecciati, e interessano soprattutto le aree interne, intese qui come territori che conservano reti sociali, saperi tradizionali e fragilità infrastrutturali. Capire le relazioni tra questi elementi è il primo passo per progettare interventi che non svuotino le vallate di senso e persone.

Da questa lettura nasce Radici future – Immaginare i territori, rigenerare le comunità, promosso dalla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli insieme a BPER Banca. Il progetto si articola tra ricerca, ascolto e dibattito pubblico e si sviluppa in tre tappe in Valtellina e Valchiavenna: Chiavenna, Morbegno e Bormio. Alla guida della ricerca un comitato scientifico interdisciplinare composto da Gabriele Pasqui, Andrea Membretti, Gabriela Jacomella e Silvia Di Passio, con l’obiettivo di tradurre analisi sul campo in proposte praticabili.

I tre assi del progetto: cultura, economia, turismo

Il progetto mette a confronto tre dimensioni spesso trattate separatamente ma qui pensate come un unico piano d’azione: la cultura come leva di identità, l’economia come possibilità di lavoro stabile e il turismo come risorsa mai neutra. L’intento è spostare il paradigma da un approccio che usa i territori a uno che li costruisce con gli abitanti. In questo senso la cultura è proposta non solo come patrimonio da esporre ma come risorsa produttiva capace di generare economie locali e coesione.

La cultura come motore di sviluppo

Si indaga se la cultura possa essere un motore economico concreto: preservare memorie collettive, rituali, saperi artigianali e paesaggi culturali può tradursi in nuove filiere produttive. Il progetto cerca modelli che evitino il rischio di spettacolarizzare l’identità, preferendo forme di valorizzazione partecipata che creino reddito e rafforzino le relazioni sociali. Qui il termine valorizzazione è usato nel senso di tutela attiva e non di sfruttamento commerciale.

Ricomporre economia e comunità

Un secondo focus riguarda strategie economiche per contrastare la desertificazione demografica e la stagionalità del lavoro. Vengono esplorate alternative alla monocultura turistica: incentivi per imprese locali, reti di servizi condivisi, politiche abitative per giovani e lavoratori. Si analizzano fenomeni concreti come seconde case vuote, aumento dei prezzi immobiliari e riduzione dei servizi pubblici, puntando a soluzioni che mantengano vivace il tessuto sociale.

Il calendario degli incontri pubblici

Radici future prevede tre appuntamenti aperti alla cittadinanza che combinano lecture, dibattiti e forme di arte partecipata. Il programma si apre il 20 maggio, ore 18.30, al Teatro della Società Democratica Operaia con una lectio intitolata Cultura che crea. Come rilanciare l’identità dei luoghi? affidata allo storico dell’arte Giovanni Agosti. Durante la serata verrà proiettato il documentario La forma della città di Pier Paolo Pasolini, un testo ancora utile per riflettere su urbanizzazione e paesaggio.

La seconda tappa è fissata per il 4 giugno, ore 18.30, all’Auditorium Ex Convento di S. Antonio con Territori che (non) contano. Come riattivare le economie locali? dove Luca Mocarelli dialogherà con Paola Arrigoni su nuove strategie economiche per le aree interne. La serata si concluderà con un momento musicale a cura di Alessandro Asso Stefana, che porterà una performance pensata per mettere in relazione paesaggio sonoro e memoria territoriale.

La chiusura del percorso avverrà il 17 giugno, ore 18.30–19.30, a Bormio Terme con Il turismo di domani. Quali alternative possibili? a cui interverranno Massimiliano Tarantino e Luca Romellini, seguiti da una lectio di Valeria Barbi sul rapporto tra natura, turismo e sostenibilità. Questi incontri vogliono essere spazi di ascolto oltre che di proposta, aperti al confronto con abitanti, operatori e istituzioni.

Metodo, partner e obiettivi concreti

Il progetto si fonda su un approccio che combina ricerca sul campo, partecipazione pubblica e cooperazione istituzionale. La collaborazione con BPER Banca mette in luce l’intenzione di sostenere percorsi di sviluppo che intreccino cultura, economia e coesione sociale, mentre il patrocinio dei Comuni di Chiavenna, Morbegno e Bormio garantisce radicamento locale. Non si tratta di proporre soluzioni preconfezionate, ma di attivare processi di co-progettazione con le comunità.

Al centro resta una domanda aperta e decisiva: le montagne italiane devono limitarsi a essere destinazioni turistiche o possono continuare a esprimere comunità vive e autonome? Radici future prova a offrire strumenti per rispondere, valorizzando competenze locali, relazioni sociali e identità culturali senza cedere alla logica del mero sfruttamento economico.

Scritto da Beatrice Beretta

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