La Pubblica Amministrazione italiana sta vivendo una fase di profonda trasformazione. Dopo anni di stagnazione, il settore pubblico ha ripreso a reclutare con decisione, affrontando due sfide cruciali: il ricambio generazionale e l’integrazione dell’intelligenza artificiale negli uffici. Questi temi sono emersi chiaramente durante il Forum PA 2026l’evento annuale dedicato all’innovazione nella pubblica amministrazione.
Secondo i dati del Dipartimento della Funzione Pubblicadal lancio del portale inPA nel luglio 2026, sono state pubblicate oltre 63.000 procedure di selezione, tra concorsi, avvisi e mobilità, per un totale di oltre 730.000 posizioni bandite. Solo nell’ultimo anno, tra aprile 2026 e maggio 2026, sono stati messi a disposizione più di 208.000 posti attraverso oltre 23.000 procedure pubbliche.
L’ingresso dei giovani nella Pubblica Amministrazione
L’interesse verso il lavoro nella Pubblica Amministrazione continua a crescere, soprattutto tra le nuove generazioni. Il portale inPA conta oggi circa 3,2 milioni di utenti registrati, di cui quasi un milione iscritti negli ultimi dodici mesi. Un dato particolarmente significativo è l’età degli iscritti: il 55% ha meno di 40 anni e il 30% non ha ancora compiuto 35 anni. Questo rappresenta un segnale importante in un comparto che continua a presentare un’età media elevata, pari a circa 49 anni.
La presenza crescente dei giovani rende necessario affrontare con attenzione il tema del passaggio di competenze tra generazioni. Per i lavoratori pubblici, il ricambio non può limitarsi alla semplice sostituzione anagrafica. Dall’indagine emerge infatti una forte richiesta di strumenti che favoriscano lo scambio di conoscenze e l’integrazione tra diverse fasce d’età.
Programmi di mentoring e reverse mentoring
Il 60% dei dipendenti considera prioritari programmi di mentoring che consentano ai lavoratori più esperti di trasferire competenze ai colleghi più giovani. Parallelamente, il 45% guarda con favore al reverse mentoringovvero a percorsi nei quali siano i giovani a condividere con i senior competenze innovative e digitali. Tra le altre esigenze indicate figurano modalità di lavoro più flessibili, richieste dal 50% degli intervistati, e percorsi formativi differenziati in base all’età, sostenuti dal 47%.
La ricerca evidenzia come il confronto tra generazioni venga percepito in maniera positiva dalla grande maggioranza dei dipendenti pubblici. Il 90% considera la presenza di lavoratori di età differenti un elemento che rende più attrattive le organizzazioni. L’89% riconosce nell’esperienza dei senior una risorsa strategica per garantire continuità e trasmissione delle competenze, mentre l’82% ritiene che la presenza dei giovani favorisca l’innovazione organizzativa e tecnologica.
L’impatto dell’intelligenza artificiale
Un altro elemento destinato a cambiare profondamente il lavoro nella PA è rappresentato dall’intelligenza artificiale generativa. Secondo l’indagine, il 66% dei dipendenti pubblici utilizza strumenti di IA quotidianamente o almeno una volta alla settimana. Solo l’11% dichiara di non farne mai uso. Le applicazioni più diffuse riguardano la sintesi e l’analisi di documenti, attività indicate dal 59% degli utilizzatori, la redazione di testi (59%), la ricerca di informazioni online (57%) e quella normativa o procedurale (54%).
Tuttavia, la diffusione dell’intelligenza artificiale procede più rapidamente delle politiche organizzative. Per il 59% dei lavoratori l’utilizzo dell’IA avviene ancora su iniziativa individuale, senza linee guida chiare, percorsi formativi dedicati, strumenti certificati o sperimentazioni strutturate. Solo il 41% afferma che la propria amministrazione abbia attivato azioni di supporto e orientamento. Questo evidenzia la necessità di definire rapidamente modelli di governance capaci di accompagnare l’adozione delle nuove tecnologie.
La percezione dei cittadini
Intanto, la Pubblica Amministrazione è tornata al centro nella percezione degli italiani. Il 53% la considera un punto di riferimento stabile per cittadini e imprese. E la vede elemento essenziale per la tenuta economica e sociale: il principale ruolo per il settore pubblico è intervenire attivamente per sostenere l’economiaidentificato dal 42% dei cittadini. Le priorità delle politiche pubbliche secondo i cittadini sono prima di tutto il controllo dei prezzi e dell’inflazione, poi occupazione e lavoro, e sicurezza energetica.
La ricerca presentata al Forum PA 2026 sottolinea come la Pubblica Amministrazione sia diventata l’infrastruttura strategica del Paese. È il luogo decisivo per affrontare le grandi trasformazioni come crisi energetica, inflazione, sicurezza, sanità, sovranità digitale, intelligenza artificiale e attuazione delle politiche pubbliche. I cittadini la percepiscono centrale, soprattutto per la tenuta economica e sociale.
Per i dipendenti pubblici, la PA è attraversata dall’innovazione, ma chiamata a fare un salto di leadership, competenze e capacità organizzativa. In un momento cruciale che vede la chiusura del ciclo PNRR e l’irruzione dell’intelligenza artificiale generativa, bisogna rafforzare la capacità amministrativa, governare l’uso della tecnologia, consolidare il metodo PNRR, investire su competenze e capitale umano, costruendo un patto tra generazioni.



