Al congresso della Federazione Internazionale di Sci e Snowboard (FIS) tenutosi a BelgradoSerbia Alexander Ospelt è stato eletto presidente con un margine estremamente ridotto: il voto finale è stato di 65 a 64 contro l’incumbent Johan Eliasch. La scelta, arrivata per una sola preferenza, ha subito assunto un valore politico e simbolico, con la nuova leadership che dichiara l’intenzione di ricucire rapporti e ascoltare tutte le componenti coinvolte.
Il risultato elettorale non è passato inosservato: Ospelt, che ha 58 anni e rappresenta il Liechtenstein ha definito la maggioranza che lo ha portato al vertice come «La maggioranza con cui sono stato eletto non avrebbe potuto essere più risicata», intendendo trasformare quella fragilità numerica in una spinta a lavorare in modo condiviso con il Consiglio e con le federazioni affiliate.
Il programma di riconciliazione e le priorità annunciate da Ospelt
Nei primi interventi pubblici il neo presidente ha posto l’accento sulla necessità di un dialogo costante con le federazioni nazionali, gli atleti e gli stakeholder esterni. Ospelt ha ribadito che, passo dopo passo, verranno definite priorità chiare per rendere la FIS pronta per il futuro in tutte le sue attività, sottolineando più volte che «ogni voto conta». Questo approccio cerca di trasformare la sottile maggioranza in un invito alla collaborazione, con l’obiettivo dichiarato di ascoltare anche chi non ha sostenuto il suo programma e di riunire una federazione apparsa frammentata durante il congresso.
Principi di governance e trasparenza
Ospelt ha promesso una gestione improntata alla trasparenza e ai più alti standard di buona governance, affermando che avrebbe tenuto la comunità regolarmente informata sui progressi. Nel suo appello, il neo presidente ha sottolineato che «Il rispetto per le diverse esigenze e opinioni è uno dei miei principi guida» e ha ricordato la sua intenzione di essere il presidente «di tutte le nostre federazioni affiliate e di tutti i nostri atleti», ribadendo che la direzione della FIS non è definita da una sola persona ma da tutti gli attori coinvolti.
Impatti immediati: decisioni rinviate e il ruolo del CIO
La svolta ai vertici della FIS ha avuto ricadute che vanno oltre la governance interna: il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha infatti deciso di rinviare la decisione su alcune proposte legate ai Giochi 2030 in particolare sulla combinata nordica e sul parallel giant slalom (PGS) di snowboard. Lo slittamento della valutazione è stato interpretato come una conseguenza diretta del cambio di presidenza e del clima di incertezza che può accompagnare una transizione così stretta nei numeri.
Questo rinvio ha già alimentato discussioni tra federazioni e delegazioni, poiché le scelte del CIO influenzano quote di partecipazione e il palinsesto degli eventi olimpici. La decisione di posticipare la valutazione è stata descritta come una misura prudente per consentire un esame più completo alla luce del nuovo assetto decisionale della FIS.
Il contesto internazionale e le alleanze emerse
Dietro la votazione si sono mosse coalizioni nazionali che hanno dato forma al risultato: Paesi europei e altre rappresentanze hanno contribuito a un esito che ha ribaltato la precedente linea politica. La vittoria di Ospelt ha segnato un cambiamento nella direzione strategica della federazione, con l’obiettivo dichiarato di riportare al centro del dibattito le esigenze dei membri tradizionali e di costruire rapporti più solidi tra le diverse delegazioni.
Alla luce della sottigliezza del risultato elettorale, il nuovo corso della FIS dovrà fare i conti con la necessità di ottenere consenso su decisioni complesse, a partire dalla gestione degli eventi internazionali e dalla definizione di formati televisivi e commerciali che assicurino visibilità agli atleti e sostenibilità economica alle federazioni.
La neoelezione di Ospelt a guida della FIS inaugura Le prime settimane di mandato saranno decisive per tradurre il mandato elettorale — ottenuto per una sola preferenza — in scelte concrete e per ristabilire fiducia tra le parti coinvolte, mentre restano sotto osservazione le decisioni sul programma dei Giochi 2030 e l’eventuale impatto sulla presenza di alcune discipline.
Da Belgrado parte un percorso che mira a ricostruire la coesione all’interno della comunità dello sci e dello snowboard: un percorso che Ospelt si è impegnato a percorrere affermando che «Costruire ponti» sarà il filo conduttore della sua presidenza.



