Salta al contenuto
10 Giugno 2026

Janja Garnbret chiude Bibliographie a Céüse e firma la prima femminile del 9b+

Janja Garnbret ha completato Bibliographie (9b+) a Céüse il 6 giugno 2026: la prima femminile su una via che conta oltre 80 movimenti e poche ripetizioni, un traguardo costruito in cinque viaggi e segnato da pazienza, impegno e presenza

Janja Garnbret chiude Bibliographie a Céüse e firma la prima femminile del 9b+

La slovena Janja Garnbret ha annunciato di aver salito Bibliographie (9b+) a Céüsein Franciacompletando la via il 6 giugno 2026. Si tratta della prima ripetizione femminile di questa linea iconica dell’arrampicata sportiva moderna e di un’impresa che viene dopo un processo di lavoro protratto nel tempo: Garnbret è tornata su Bibliographie in cinque diverse occasioni prima di agganciare la catena.

La notizia non è soltanto un dato tecnico: per l’atleta, doppia campionessa olimpica e riferimento assoluto dell’arrampicata, l’assegnazione di questa via ha un valore personale e metodologico. Nel suo racconto pubblicato sui social, Janja ha messo al centro il percorso fatto più che il grado, sottolineando concetti chiave come pazienzapresenza e impegno.

Bibliographie: storia, caratteristiche e precedenti

Bibliographie è una via di riferimento tracciata su calcare blu, inizialmente chiodata da Ethan Pringle nel 2009 e liberata per la prima volta da Alexander Megos nel 2026. Megos, dopo averla ripetuta in circa 60 giorni di tentativi, propose originariamente il grado di 9cpoi ridimensionato a 9b+ in seguito alle ripetizioni successive. La via si distingue per una scalata sostenuta con oltre 80 movimenti, che ne fanno un banco di prova per resistenza e sequenza.

Le ripetizioni che hanno definito il grado

Prima di Garnbret, Bibliographie era stata ripetuta da un numero molto limitato di arrampicatori: Stefano Ghisolfi (che propose il grado di 9b+ nella sua ripetizione), Sean BaileySeb Bouin e Jorge Díaz-Rullo. Queste ascese hanno contribuito a consolidare l’attuale valutazione e a confermare la rarità delle ripetizioni su questa linea così impegnativa.

Il percorso di Garnbret e il significato personale della salita

Per Janja Garnbret la sfida non è stata una singola prestazione: ha lavorato sulla via dopo le Olimpiadi del 2026 e ci è tornata ripetutamente fino al successo al quinto viaggio. Nel suo messaggio ha spiegato che la via le ha richiesto di cambiare approccio: se in passato amava variare spesso e perdere interesse sui progetti che non progredivano rapidamente, Bibliographie l’ha costretta a rimanere, ripetere le sequenze e accettare progressi lenti e talvolta impercettibili.

Le parole che Garnbret ha scelto per descrivere il processo sono chiare: «Pazienza, impegno e presenza.» A questo si aggiungono riflessioni più ampie: «Più che un grado, questa sembra una vittoria personale contro una vecchia mentalità.» e «Quando ho agganciato la catena non pensavo ai gradi o ai record», frasi che attestano come l’impresa abbia avuto per lei una valenza esistenziale oltre che sportiva.

Condizioni, momento e sensazioni finali

Il successo è arrivato nell’ultima giornata del soggiorno di Garnbret a Céüse, in una finestra climatica favorevole: temperature più fresche e vento hanno migliorato l’aderenza sul calcare. L’ascensione, partita come un normale riscaldamento, è diventata il tentativo decisivo: per la campionessa è stato «uno dei momenti più sereni della mia carriera su roccia», un passaggio che unisce tecnica, controllo emotivo e condizioni esterne.

Garnbret ha sintetizzato il valore dell’esperienza affermando che il lavoro degli ultimi due anni le ha insegnato che con una mente calma e la pazienza «può succedere qualsiasi cosa». Ha anche rivolto un invito implicito alla nuova generazione: non avere paura del grado e concentrarsi sull’essenza dell’arrampicata.

Contesto sportivo e rilevanza dell’impresa

La salita di Bibliographie aggiunge un tassello importante al palmarès di Janja, che già conta due ori olimpici, numerosi titoli mondiali e successi in Coppa del Mondo. Ma soprattutto, questa impresa sposta l’accento dalla competizione alla pratica su roccia: non è una vittoria ottenuta in gara, bensì il frutto di un lungo confronto tra atleta e parete, di tentativi ripetuti e di adattamento psicofisico.

Dal punto di vista tecnico, la via conferma la sua reputazione: poche ripetizioni in totale, una sequenza di oltre 80 movimenti e un grado che, dopo la prima proposta di 9cè oggi comunemente accettato come 9b+. L’impresa di Janja va a inserirsi in una lista ristretta di salite di massimo livello e segna una pagina nuova per la partecipazione femminile alle massime difficoltà della disciplina.

In chiusura, Garnbret ha detto: «Oggi il mio cuore è pieno di gioia», definendo così un successo che unisce il valore tecnico a quello umano e che probabilmente influenzerà le scelte future della sua carriera su roccia e in competizione.

Autore

Marco Tessari

Marco Tessari, giornalista trentino specializzato in sport invernali e montagna, segue da anni Coppa del Mondo di sci, Olimpiadi invernali e alpinismo; racconta gare, atleti e cultura della montagna con competenza tecnica e passione per le terre alte.