Il paddock del Gran Premio di Monte-Carlo ha ospitato volti noti provenienti dalle piste da sci, trasformando per alcuni giorni il Principato in un crocevia tra neve e alta velocità. Tra gli ospiti presenti nelle giornate di sabato 6 giugno e domenica 7 giugno 2026 figurano nomi come Lindsey VonnGiovanni FranzoniMarco Odermatt e Lucas Pinheiro Braathenche hanno alternato osservazioni tecniche e semplici momenti di tifoseria.
L’atmosfera, già casa della Formula 1 per un weekend, ha offerto agli sciatori la possibilità di confrontare emozioni e dettagli: dalle sensazioni in pista alle strategie di concentrazione. Interventi e dichiarazioni raccolte nelle due giornate hanno messo in luce aspetti umani e sportivi di questo incontro fra mondi affini per adrenalina e rischio.
Il ritorno di Lindsey Vonn e il messaggio al giovane Kimi Antonelli
Nel pomeriggio di domenica 7 giugno alle 14:10 Lindsey Vonn, originaria del Minnesotaè stata protagonista di un breve colloquio nel paddock. Visibilmente sorridente e senza supporti, ha dichiarato: “Me ne sono liberata da tre giorni”riferendosi alle stampelle che l’hanno accompagnata nel lungo recupero dopo l’incidente della discesa olimpica dell’8 febbraio. Ha aggiunto: “Sto bene e guardo sempre la F1 da casa”sottolineando la sua stima per un ambiente sportivo «con tanta adrenalina».
Durante lo stesso incontro, Vonn ha rivolto un messaggio a Kimi Antonellileader del Mondiale e protagonista della pole position: “Non ha nulla da perdere, deve sempre attaccare come ho sempre approcciato io lo sport”. Il consiglio evidenzia un parallelismo tra l’approccio mentale richiesto nelle discipline ad alta velocità e quello dello sci di discesa.
Giovanni Franzoni al paddock: passione per i motori e riflessioni dopo la Streif
Già presente per le prove libere, Giovanni Franzoni ha raccontato il suo rapporto con la Formula 1 in una intervista rilasciata il sabato 6 giugno alle 14:10. Il 25enne di Manerba del Gardavice campione olimpico di discesa e protagonista alla Streif nel 2026, ha spiegato che la lunga off-season dello sci fa apprezzare le sensazioni che solo il ritmo di gara sa restituire: «mi piace avvertire le sensazioni della gara», ha detto.
Franzoni ha sottolineato l’ammirazione per i piloti e per il loro controllo emotivo: osserva «la calma e il focus» degli atleti della F1 e confronta traiettorie e velocità con quelle della discesa. Ha anche ricordato la sua presenza al Mugello nel weekend precedente, dove ha seguito la vittoria dell’amico Marco Bezzecchi, e ha spiegato di rimanere nel Principato fino alla gara per godersi l’evento.
Obiettivi tecnici e gestione della pressione
Parlando della stagione successiva, Franzoni ha evitato dichiarazioni iper-ambiziose sui risultati, preferendo mettere l’accento su aspetti di crescita: ha dichiarato che non ama porsi obiettivi di piazzamento perché gli generano ansia, ma che si concentra su punti di miglioramento tecnici e mentali. Il suo approccio è stato commentato durante lo scambio con il telecronista Carlo Vanziniche ha stimolato la riflessione su come gestire la pressione dopo una stagione in cui il giovane atleta è esploso con due vittorie in Coppa del Mondo e la medaglia d’argento olimpica.
Il quadro complessivo: quando lo sci osserva la F1
La presenza di nomi come Marco Odermatt e Lucas Pinheiro Braathen ha completato il quadro di una giornata in cui sport diversi si sono sfiorati. Per gli atleti dello sci il paddock rappresenta una palestra di osservazione sulla gestione delle gare: dettagli, precisione nelle traiettorie e capacità di mantenere il focus sotto pressione sono elementi che accomunano ambedue gli universi.
La compresenza degli sciatori a Monte-Carlo dimostra come eventi come il GP possano diventare momenti di scambio e confronto, sia sul piano tecnico che su quello motivazionale. Al centro restano la passione per la velocità e la ricerca continua di miglioramento, valori condivisi tra chi scende dalla Streif e chi gareggia nei circuiti stradali della Formula 1.



