Il cielo notturno della Lombardia sta diventando sempre più oscuro, letteralmente. L’inquinamento luminoso, causato dall’eccessiva illuminazione artificiale, sta offuscando la vista delle stelle in molte città della regione. Secondo dati recenti, le principali città lombarde come Milano, Brescia, Monza e Bergamo mostrano livelli critici di luminosità notturna, rendendo difficile, se non impossibile, osservare le stelle.
L’app LightPollutionMap una mappa interattiva globale che utilizza dati satellitari ad alta risoluzione, ha rilevato che in queste città si vedono meno di 200 stelle. La situazione è leggermente migliore in città come Cremona, Lecco, Lodi e Mantova, dove il numero di stelle visibili varia tra 200 e 500. Tuttavia, anche queste località sono lontane dall’essere considerate aree con cieli bui.
La scala di Bortle e la luminosità notturna
Per misurare la luminosità del cielo notturno, viene utilizzata la scala di Bortle che va da 0 a 9. Il livello 0 rappresenta un cielo completamente buio, mentre il livello 9 indica la massima luminosità notturna. Secondo questa scala, Milano, Brescia, Monza e Bergamo sfiorano il livello 9, il che significa che è quasi impossibile vedere la Via Lattea e che il numero di stelle visibili è estremamente limitato.
La situazione è leggermente migliore a Sondrio, dove nel cuore cittadino si raggiunge un livello 4,5. Tuttavia, anche questo valore è lontano dal livello 0, che rappresenta un cielo completamente buio. Anche nelle località di montagna, più lontane dai grandi centri urbani, è difficile scendere sotto il livello 4.
L’impatto dell’inquinamento luminoso
L’inquinamento luminoso non solo rende difficile osservare le stelle, ma ha anche un impatto significativo sull’ambiente e sulla salute umana. La luce artificiale può disturbare il ciclo naturale di molte specie animali e vegetali, influenzando i loro comportamenti e i loro ritmi biologici. Inoltre, l’eccessiva illuminazione notturna può avere effetti negativi sulla salute umana, come disturbi del sonno e problemi di vista.
Nonostante i dati possano sembrare preoccupanti, l’app LightPollutionMap rimane uno strumento utile per astrofili, astrofotografi e appassionati che desiderano trovare le zone meno illuminate per osservare le stelle. La mappatura, sebbene non perfetta, offre una guida pratica e immediata per chi cerca cieli più scuri.
La ricerca scientifica e le soluzioni future
Negli ultimi anni, la ricerca scientifica sull’inquinamento luminoso è esplosa, offrendo nuovi strumenti di conoscenza e comprensione del fenomeno. Tuttavia, è fondamentale che i risultati di questi studi siano utilizzati per intervenire concretamente e ridurre l’impatto dell’inquinamento luminoso.
Interventi come l’uso di illuminazione a basso impatto, la regolazione dell’intensità luminosa e la promozione di aree protette possono fare la differenza. La consapevolezza e l’azione collettiva sono essenziali per preservare la bellezza del cielo notturno e proteggere l’ambiente e la salute umana.



