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5 Novembre 2026

IBU semplifica il circuito giovanile e vieta il movimento della carabina

L'IBU stravolge il biathlon giovanile, elimina la youth e impone una nuova procedura per la carabina, cambiando il volto delle gare.

IBU semplifica il circuito giovanile e vieta il movimento della carabina

L’International biathlon Union (IBU) ha comunicato una serie di cambiamenti strutturali che riguarderanno l’intero panorama giovanile della disciplina. A partire dalla prossima stagione, il circuito verrà snellito, alcune categorie scompariranno e una nuova procedura per la gestione della carabina entrerà in vigore. Le decisioni sono state motivate da esigenze logistiche e dalla volontà di tutelare lo sviluppo a lungo termine degli atleti.

Eliminazione della categoria youth e della IBU Junior Cup

Il primo passo della riforma è la soppressione della categoria youth, la più giovane fra le categorie agonistiche, istituita nel 2002. La decisione, annunciata dal direttore comunicazione Christian Winkler, mira a semplificare la logistica di un circuito che aveva accumulato un numero eccessivo di partecipanti. Parallelamente, viene annullata la classifica complessiva denominata IBU Junior Cup, che finora aveva premiato la costanza dei risultati junior su più tappe.

Motivazioni sportive e didattiche

Secondo le autorità dell’IBU, mantenere due categorie – youth e junior – nella stessa sede rendeva difficile garantire la sicurezza e l’equità delle gare. Inoltre, la pressione per ottenere risultati immediati rischiava di schiacciare i giovani talenti, ostacolando una crescita graduale. L’obiettivo è quindi quello di adottare un approccio più cauto alle competizioni, favorendo la maturazione atletica.

Nuovo assetto del circuito junior

Con la scomparsa della youth, i Mondiali giovanili saranno esclusivamente per la categoria junior. Gli eventi del calendario resteranno stand-alone, cioè non più legati a un girone di classifica, ma singole gare indipendenti. Il numero delle medaglie in palio diminuisce, ma il valore di ciascuna rimane alto, poiché ogni gara rappresenterà il punto focale della stagione junior.

Ritorno al modello del 2002

Il nuovo assetto richiama l’organizzazione originale del 2002, prima delle successive espansioni che avevano allungato progressivamente le fasce d’età. La semplificazione è vista come una risposta a un sistema che era diventato mastodontico e insostenibile, consentendo una gestione più efficace delle strutture e dei volontari.

Regola sulla carabina: nessun movimento prima del tappeto di tiro

A partire dalla stagione imminente, gli atleti dovranno mantenere la carabina aderente alla spalla con entrambe le cinghie finché non saranno sul tappeto di tiro. La precedente pratica – allentare l’arma durante l’avvicinamento al poligono – non sarà più consentita. Un eventuale posizionamento errato costringerà l’atleta a fermarsi e a correggere prima di riprendere la gara.

Reazioni della squadra norvegese

Il provvedimento ha generato sconcerto tra i biatleti norvegesi, tradizionalmente dominanti nella disciplina. La veterana Ingrid Landmark Tandrevold ha definito il cambiamento una “trappola” per chi ha consolidato le proprie abitudini in anni di competizione. Il giovane Johannes Dale-Skjevdal ha sottolineato l’incertezza sull’impatto reale, temendo che la pressione dell’adrenalina possa indurre errori di routine.

Come funzionano i format di gara e le penalità

Il biathlon combina lo ski di fondo con il tiro a segno, alternando tratti di gara a sessioni al poligono. Le prove più comuni – sprint, inseguimento, individuale e staffetta – differiscono per il numero di passaggi al tiro e per la tipologia di penalità. In sprint e inseguimento, ogni bersaglio mancato comporta un giro di penalità di circa 150 m; nell’individuale, l’errore aggiunge un minuto al tempo finale; nella staffetta, le cariche di riserva consentono di sostituire colpi sbagliati prima di accedere al giro di penalità.

La nuova norma sulla carabina influisce soprattutto sulle gare più brevi, dove ogni decimo di secondo conta. Gli atleti dovranno ricalibrare la sequenza di movimento, aggiungendo un breve “reset” prima di poter estrarre l’arma, con possibili ripercussioni sul ritmo complessivo della gara.

Autore

Marco Tessari

Marco Tessari, giornalista trentino specializzato in sport invernali e montagna, segue da anni Coppa del Mondo di sci, Olimpiadi invernali e alpinismo; racconta gare, atleti e cultura della montagna con competenza tecnica e passione per le terre alte.