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3 Agosto 2026

Don Antonio Mazzi: l’ultimo saluto a Milano tra emozioni e canti

Milano ha detto addio a Don Antonio Mazzi con una cerimonia commovente. Scopri i dettagli dell'evento e i ricordi più significativi

Don Antonio Mazzi: l'ultimo saluto a Milano tra emozioni e canti

Milano ha salutato Don Antonio Mazzi con un abbraccio collettivo che ha riempito la basilica di Sant’Ambrogio. Il sacerdote, fondatore di Exodus, è stato ricordato con affetto e commozione il 3 agosto 2026, in una cerimonia che ha visto la partecipazione di migliaia di persone.

La cerimonia funebre è stata un momento di intensa emozione, con la partecipazione di autorità locali e personalità del mondo dello spettro e dello sport. Tra i presenti, il sindaco Giuseppe Sala, il prefetto Claudio Sgaraglia e il presidente dell’Inter Giuseppe Marotta. La salma di Don Mazzi è stata poi trasferita a Maguzzano, in provincia di Brescia, per la tumulazione privata presso l’Abbazia di Maguzzano.

Una cerimonia tra musica e ricordi

La cerimonia è stata caratterizzata da momenti di grande intensità emotiva, con i ragazzi di Exodus che hanno cantato le canzoni preferite di Don Mazzi, tra cui Io vagabondo dei Nomadi. La musica ha accompagnato l’ultimo saluto, rendendo l’evento un momento di condivisione e riflessione.

Durante la cerimonia, sono stati distribuiti volantini con il testamento spirituale di Don Mazzi, una preghiera del ciao che riassumeva il suo modo di vivere e di credere. Il ciao è stato descritto come una parola leggera come un bacio, dolce come un cioccolatino, fraterno come un abbraccio e travolgente come un sorriso.

I ricordi di chi lo ha conosciuto

Molti dei presenti hanno condiviso i loro ricordi di Don Mazzi, sottolineando il suo impegno per gli ultimi e la sua capacità di ispirare e sostenere chi era in difficoltà. Una donna ha ricordato una carezza ricevuta anni fa, che le è rimasta nel cuore. Un’altra ha parlato della sua umiltà e del suo impegno per chi aveva bisogno.

Il sindaco Giuseppe Sala ha annunciato di voler sostenere l’iscrizione di Don Mazzi nel Famedio, un riconoscimento alla sua figura e al suo contributo alla città. Don Luigi Ciotti ha ricordato Don Mazzi come un simbolo di speranza, giustizia e accoglienza, sottolineando che Dio non abita nei tabernacoli d’oro, ma nelle strade dove la gente lotta per sopravvivere.

L’eredità di Don Mazzi

L’omelia di Don Massimiliano Parrella ha sottolineato come il ciao di Don Mazzi non chiudesse una storia, ma ne aprisse infinite altre. Ha invitato a credere in chi non crede più e a costruire avamposti di speranza, chiamando figli quelli che il mondo chiama falliti.

La cerimonia si è conclusa con il feretro portato a spalle verso il carro funebre, tra gli applausi e le lacrime di chi ha voluto rendere omaggio a un uomo che ha dedicato la sua vita agli altri. Don Mazzi lascia un’eredità di impegno e speranza, un esempio di come la fede e l’amore possano cambiare il mondo.

Autore

Marco Tessari

Marco Tessari, giornalista trentino specializzato in sport invernali e montagna, segue da anni Coppa del Mondo di sci, Olimpiadi invernali e alpinismo; racconta gare, atleti e cultura della montagna con competenza tecnica e passione per le terre alte.