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18 Giugno 2026

Decreto accise 2026: le ultime novità e il ritorno al Senato per la terza lettura

Il decreto accise è stato approvato alla Camera con 149 voti a favore e 95 contrari, ma deve tornare al Senato per la terza lettura dopo le modifiche

Decreto accise 2026: le ultime novità e il ritorno al Senato per la terza lettura

Il decreto legge accise ha compiuto un altro passo nel suo iter legislativo, segnato da modifiche e ritorno al Senato. L’Aula della Camera ha approvato il provvedimento con 149 voti a favore e 95 contrari, ma alcune norme sono state stralciate, rendendo necessario un nuovo passaggio a Palazzo Madama.

Il decreto, che proroga la riduzione delle aliquote delle accise sui carburanti, è stato oggetto di numerose modifiche durante il suo percorso parlamentare. Tra le norme eliminate ci sono quelle relative al telemarketing aggressivo, alla produzione di zolfo e alla tutela delle minoranze linguistiche.

Le modifiche al decreto accise

Tra le norme eliminate dal decreto accise ci sono quelle relative al telemarketing aggressivo. La disposizione, introdotta durante l’esame parlamentare, prevedeva un’estensione dei limiti già introdotti con il decreto energia dello scorso aprile. Tuttavia, la misura è stata considerata non omogenea con le misure urgenti contro il caro carburanti del decreto accise.

Altre norme stralciate riguardano la produzione di zolfo e l’acido solforico, utilizzati in numerosi processi industriali e agricoli. La modifica puntava a limitare gli effetti economici derivanti dall’aumento del prezzo di questi prodotti. Inoltre, è stata eliminata la disposizione che estendeva fino al 30 novembre 2027 la disciplina vigente in materia bancaria e creditizia per le società cooperative.

Il ritorno al Senato

Dopo l’approvazione alla Camera, il decreto accise deve tornare al Senato per la terza lettura. Questo passaggio è necessario a causa delle modifiche apportate al testo originale. Il decreto scade il 29 giugno, quindi il Senato dovrà agire rapidamente per evitare che il provvedimento perda efficacia.

L’episodio rappresenta l’ennesimo richiamo alla necessità di mantenere un nesso diretto tra il contenuto dei decreti-legge e le norme introdotte durante l’esame parlamentare. Il Quirinale e la Corte costituzionale hanno più volte richiamato il Parlamento su questo tema negli ultimi anni.

Le reazioni delle istituzioni

La maggioranza ha dovuto fare marcia indietro su alcune norme dopo le interlocuzioni con gli uffici legislativi del Quirinale. Le disposizioni inserite nel corso dell’iter parlamentare sarebbero state considerate estranee rispetto all’oggetto del decreto legge, che riguarda le misure urgenti legate all’andamento dei prezzi petroliferi.

Relatrice e governo hanno espresso parere favorevole alle modifiche, che sono state approvate dall’Aula della Camera. Tuttavia, il ritorno al Senato per la terza lettura rappresenta un ulteriore ostacolo nel percorso legislativo del decreto accise.

Autore

Marco Tessari

Marco Tessari, giornalista trentino specializzato in sport invernali e montagna, segue da anni Coppa del Mondo di sci, Olimpiadi invernali e alpinismo; racconta gare, atleti e cultura della montagna con competenza tecnica e passione per le terre alte.