La presenza della combinata nordica nel programma dei Giochi alle Alpi Francesi 2030 non è stata ancora formalmente decisa: la federazione internazionale ha infatti scelto di rinviare la valutazione a luglio. Nonostante il posticipo, i segnali raccolti fino a oggi sono sostanzialmente favorevoli e mettono in luce due elementi chiave: l’interesse a consolidare la disciplina e l’impegno per l’inclusione del settore femminile.
Dichiarazioni ufficiali della dirigenza FIS e l’obiettivo femminile
Il direttore di gara della FISLasse Ottesen ha espresso un giudizio incoraggiante sulla situazione attuale, sottolineando che la federazione ha adempiuto alle richieste del CIO in termini di sviluppo della disciplina. In particolare Ottesen ha affermato: “Vedo la situazione in modo positivo” e ha aggiunto che “Onestamente, abbiamo fatto il lavoro che ci era stato chiesto dal CIO; soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo della combinata femminile“. Queste parole ricollocano la discussione su un piano pratico: non si tratta solo di difendere una tradizione sportiva, ma di dimostrare progressi concreti nell’ampliamento dell’offerta agonistica.
Il significato dello sviluppo femminile
Promuovere la combinata nordica femminile significa perseguire obiettivi organizzativi e tecnici: aumentare il numero di competizioni internazionali, creare percorsi di crescita per le atlete e garantire criteri di selezione comparabili a quelli maschili. L’attenzione della FIS su questi aspetti è diventata un elemento centrale nel dialogo con il CIO, poiché la presenza di una branca femminile strutturata rafforza l’argomentazione per la permanenza della disciplina nel programma olimpico.
Reazioni della Norvegia e il peso dei risultati di Milano-Cortina 2026
Dal fronte norvegese arrivano segnali altrettanto netti: il direttore tecnico della nazionale, Ivar Stuan ha commentato con tono tra il serio e lo scherzoso i successi ottenuti a Milano-Cortina 2026. Citando i traguardi degli atleti, Stuan ha detto che “L’errore più grande che abbiamo commesso è stato quello di vincere tre medaglie d’oro in Italia” e ha aggiunto: “Attendiamo con grande entusiasmo“. Il riferimento ai podi conquistati in Italia serve a rimarcare quanto il valore sportivo della disciplina sia vivo e riconosciuto sul campo.
Argomentazioni sportive e commerciali
Stuan ha inoltre evidenziato che la Norvegia ha lavorato su più fronti per sostenere la candidatura della combinata nordica affermando che “Abbiamo fatto tutto il possibile, sia a livello commerciale che sportivo“. Questa doppia dimensione — sportiva e di sostenibilità economica — è spesso decisiva nelle valutazioni del programma olimpico: dimostrare ricadute economiche e un adeguato appeal commerciale facilita l’inserimento e la permanenza di una disciplina tra le gare ufficiali.
Il futuro immediato: attesa fino a luglio e implicazioni
Con la decisione rimandata a luglio le federazioni nazionali, gli atleti e gli organizzatori locali mantengono una fase di attesa attiva. Da un lato la FIS continua a lavorare su standard tecnici e programmi di sviluppo; dall’altro le squadre nazionali intendono capitalizzare i risultati ottenuti a Milano-Cortina 2026 come argomento a favore della permanenza olimpica della disciplina. In questo contesto, la posizione della Norvegia è chiara: sarebbe difficile accettare la rimozione della combinata dal programma, come sintetizzato dalla dichiarazione di Stuan che “Sarebbe incomprensibile se dovessimo uscire dal programma olimpico“.
Il rinvio a luglio lascia



