Il Coni ha premiato la biatleta Lisa Vittozzi con il prestigioso Collare d’Oro, riconoscendo il suo oro olimpico conquistato nella gara di inseguimento a Milano-Cortina 2026. Il riconoscimento è arrivato in un contesto di festa sportiva, ma la campionessa ha già iniziato a guardare oltre il trofeo, descrivendo il sentimento di pace interiore che l’evento ha generato.
Il trionfo a Milano-Cortina: un sogno che diventa realtà
La domenica della gara di inseguimento a Anterselva ha segnato la prima medaglia d’oro olimpica per l’Italia nel biathlon. Nel momento decisivo, Vittozzi ha tagliato il traguardo con un vantaggio di quarant’secondi, lasciando la folla in estasi. Dopo il taglio del traguardo, ha raccontato di aver sentito un “sospiro di sollievo” che la ha accompagnata per giorni, un’emozione difficile da descrivere a parole. L’oro non è solo un risultato sportivo: è diventato il simbolo di una resilienza costruita tra infortuni alla schiena e pressioni mediali.
Il peso della casa e la gestione delle aspettative
Essere al centro del tifo di casa ha rappresentato per Vittozzi una sfida psicologica non indifferente. Dopo un anno di stop forzato per problemi alla colonna vertebrale, la campionessa ha dovuto bilanciare l’ansia da prestazione con la gioia di correre nuovamente tra le piste illuminate dal supporto dei tifosi italiani. Ha ammesso che, nei primi momenti della gara, la concentrazione era totale e che solo al ritorno al poligono ha potuto permettersi di pensare a “ce l’ho fatta”.
Una nuova tranquillità: il cambiamento di mentalità
Durante il Media Day della Federazione Italiana Sport Invernali, intervista a cura di Dario Puppo Vittozzi ha spiegato come l’oro abbia cambiato il suo approccio competitivo. “L’oro olimpico me lo ricorderò più di quanto io mi ricordi di me stessa”, ha dichiarato, sottolineando una calma diversa rispetto alle stagioni precedenti. La sorella di quella serenità è la consapevolezza di aver raggiunto un obiettivo “più grande di me”, che le ha consentito di tirare un grande respiro di sollievo.
Il ruolo delle crisi nella formazione dell’atleta
La biatleta non nega di aver vissuto periodi di “oscurità quasi depressiva” a fine 2024, quasi al punto di abbandonare lo sport. Tuttavia, il ritorno in pista è stato alimentato da una “scommessa olimpica” che ha trasformato la paura in motivazione. Questo dualismo tra vulnerabilità e forza ha plasmato la sua identità, rendendola più forte sia come sportiva che come persona.
Guardare oltre: obiettivi, coach e la stagione 2026-27
Nonostante l’età avanzi (31 anni), Vittozzi ha scelto di proseguire la carriera, con la prospettiva di arrivare anche alle Olimpiadi di Alpes 2030. La decisione è sostenuta dal nuovo preparatore di tiro, Egil Gjelland proveniente dalla Norvegia, che ha introdotto metodologie fresche e ha rafforzato lo spirito di gruppo. “Ha portato qualcosa di nuovo a livello di preparazione e è bravissimo a fare gruppo”, ha elogiato Vittozzi, evidenziando l’impatto positivo sull’intera squadra azzurra.
Progetti per la Coppa del Mondo e i Mondiali di Otepää
Il prossimo obiettivo è tornare in vetta nella Coppa del Mondo con l’ambizione di conquistare nuovamente la Coppa delle Nazioni e di puntare sul podio a Otepää per i Mondiali 2026-27. Vittozzi ha chiarito che la ricerca della vittoria non sarà più un’ossessione, ma piuttosto una sfida da vivere con più leggerezza e divertimento. L’atleta vuole allungare il suo palmarès senza dimenticare il valore del momento presente.
La sua storia è una testimonianza di resilienza, di capacità di reinventarsi e di un desiderio profondo di continuare a scrivere pagine importanti nella storia del biathlon italiano.



