Lead
Eric Perrot è tornato a gareggiare al Blink Festival dopo un periodo di allenamento svolto in Norvegia dove ha trascorso circa due mesi e mezzo per combinare preparazione fisica, ritrovamento delle radici familiari e lavoro tecnico.
Ultimo aggiornamento: 9 agosto 2026.
Perché il periodo in Norvegia è rilevante
Il 25enne ha scelto la Norvegia come cornice per un ritiro che ha definito tra i migliori da quando ha iniziato, cercando di migliorare efficienza e precisione in vista della nuova stagione agonistica. La permanenza ha avuto carattere intensivo e quotidiano, con sessioni di allenamento mattino e pomeriggio, spostamenti su strada e momenti di recupero con la famiglia, elementi che lo staff tecnico ha valutato positivamente nel momento del suo ritorno alla squadra.
Dettagli sul programma e sulle scoperte
Perrot ha raccontato: “Ho trascorso del tempo con la mia famiglia, con la mia ragazza e, soprattutto, immerso nella natura. La Norvegia è davvero selvaggia! Abbiamo girato in macchina, fermandoci in diversi posti”. Il percorso di lavoro è stato costruito su un programma di preparazione fisica sviluppato da Simon Fourcade e allineato con il piano degli altri atleti francesi, con adattamenti per la situazione di isolamento e l’assenza di gare regolari.
Poligoni, logistica e allenamento tecnico
In aree remote come le Isole Lofoten la disponibilità di impianti non era sistematica, ma Perrot ha individuato e sfruttato poligoni sparsi grazie a una mappa: “Ho cliccato su di essi e ho contattato le persone. Sono rimasto piuttosto sorpreso di scoprire che ce n’erano così tanti!”. Ha integrato il lavoro di tiro con escursioni e sessioni su sci a rotelle o in bicicletta per mantenere carichi specifici, contando sull’aiuto logistico della sua ragazza per gli spostamenti tra villaggi e siti di allenamento.
Reazioni dello staff e rientro al Blink Festival
Il tecnico dei francesi, Siegfried Mazet ha spiegato che l’obiettivo al rientro era lavorare al fianco di Perrot e ha commentato: “Dopo il suo periodo in solitaria in Norvegia, l’obiettivo era quello di trascorrere delle giornate di lavoro al suo fianco”. Mazet ha inoltre osservato il buon stato dell’atleta: “L’abbiamo ritrovato come l’abbiamo lasciato due mesi e mezzo fa” e ha sottolineato che, nonostante la solitudine, Perrot “ha fatto tutto come tutti gli altri” nel rispetto del programma collettivo.
Contesto più ampio e tensioni nel biathlon norvegese
Il ritiro di Perrot in Norvegia si è svolto mentre nel panorama locale emergono tensioni legate a gestioni federali: un biatleta norvegese escluso dalla nazionale ha espresso critiche pubbliche verso la sua federazione per il modo in cui sono gestiti gli atleti infortunati e il percorso di rientro. La vicenda ha acceso il dibattito sul supporto e sulle politiche di reinserimento, con implicazioni sulla percezione della Norvegia come destinazione di allenamento e sul confronto tra sistemi nazionali diversi.
Questi elementi hanno accompagnato la permanenza di Perrot e la sua ripresa agonistica, mentre lo staff francese ha monitorato progressi tecnici e fisici in vista delle competizioni internazionali.



