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30 Settembre 2026

Quota, ipossia e scelte di gara per il biathlon francese

Scopri come la Francia organizza l’allenamento in ipossia a Font‑Romeu e le recenti modifiche di programma per il Loop One Festival.

Quota, ipossia e scelte di gara per il biathlon francese

La nazionale maschile francese di biathlon ha avviato un nuovo ciclo di preparazione a Font-Romeu, nei Pirenei, con l’obiettivo di simulare le condizioni di alta quota già prima di trasferirsi sul terreno di allenamento. Da martedì 29 settembre, la metà degli atleti ha iniziato a utilizzare una camera ipossica per abituare il corpo a una ridotta concentrazione di ossigeno, senza dover affrontare subito le difficoltà logistiche dell’altitudine.

Chi si è messo in ipossia e chi ha scelto la casa

Tra i biatleti che hanno accettato la sfida, Gaëtan Paturel si è recato al CNSNMM di Prémanon, dove una stanza dedicata riproduce la pressione atmosferica tipica delle zone montuose. Altri due atleti, Oscar Lombardot e Eric Perrot, hanno optato per una soluzione più casalinga: hanno installato un motore di simulazione di altitudine nei propri appartamenti, renderli eremitici e tracciare i valori di ossigeno attraverso sistemi di monitoraggio personalizzati.

Il caso più singolare riguarda Quentin Fillon-Maillet, campione olimpico a nove medaglie, che è stato esentato dall’intera settimana di preparazione in ipossia. Il responsabile tecnico Simon Fourcade ha spiegato che l’ipossia richiede un impegno psicofisico notevole e, considerando le recenti difficoltà personali di Fillon-Maillet, è stato più saggio lasciarlo vicino alla famiglia. “Preferisce stare a casa, non ha voluto allestire la camera, così può assorbire lo stress emotivo accumulato nelle ultime due settimane”, ha aggiunto Fourcade.

Altri percorsi di allenamento: dall’ipossia naturale al riposo al sole

Non tutti gli atleti hanno seguito la stessa strategia. I fratelli Fabien e Emilien Claude, dopo qualche giorno di recupero al sole per ricaricare le batterie, hanno diretto i propri esercizi verso Bessans, in Savoia. Lì, l’ipossia naturale dell’alta montagna è la condizione di allenamento, senza ricorrere a apparecchiature artificiali. Questa scelta si inserisce in un programma più ampio che vede la squadra passare da Font-Romeu al Summer Tour d’Arçon o al Loop One Festival di Monaco, e successivamente a Geilo in Norvegia per le prime gare di apertura del circuito.

Riorganizzazione del Loop One Festival: la pressione dell’IBU

Parallelamente alla fase di preparazione, la federazione francese di biathlon ha dovuto rivedere il proprio impegno per il Loop One Festival di Monaco, previsto per il 18 ottobre. L’International Biathlon Union (IBU) ha infatti esercitato pressione affinché una parte significativa delle stelle francesi partecipasse comunque all’evento, per garantire la competitività del calendario.

Lou Jeanmonnot, Camille Bened, Justine Braisaz-Bouchet, Oscar Lombardot e lo stesso Quentin Fillon-Maillet hanno ricevuto l’incarico di competere al National Tour d’Arçon, rimanendo in Italia. Gli altri membri del gruppo A, inclusi gli atleti più titolati, hanno invece viaggiato a Monaco, dove troveranno la maggior parte delle figure di spicco della Coppa del Mondo.

Questa decisione è stata comunicata dallo staff tecnico guidato da Stéphane Bouthiaux, il quale ha sottolineato la difficoltà di bilanciare le esigenze dei singoli atleti con le richieste dell’organizzazione internazionale. “L’IBU ci ha chiesto di presentare una lista adeguata per il Loop One; abbiamo dovuto riorganizzare gli atleti in modo da non compromettere né la preparazione né gli impegni nazionali”, ha spiegato.

Prospettive per la stagione 2026/2027

Con la squadra A completa in vista dell’inizio della Coppa del Mondo, gli allenamenti in quota a Font-Romeu e le modifiche di programma per gli eventi di ottobre rappresentano gli ultimi tasselli di una strategia di alto livello. Simon Fourcade ha dichiarato che la maggior parte dei biatleti è “nel giusto ritmo” a più di due mesi dall’avvio della stagione, grazie anche alla varietà di approcci –da camere ipossiche a percorsi in alta montagna– adottati nei vari centri di allenamento.

Nel complesso, la Francia punta a sfruttare sia l’aspetto fisiologico dell’allenamento in ipossia sia la flessibilità tattica del calendario per ottimizzare le prestazioni dei propri atleti, dando spazio sia a chi necessita di un contesto familiare più sereno sia a chi è pronto a confrontarsi con le sfide più difficili del circuito internazionale.

Autore

Marco Tessari

Marco Tessari, giornalista trentino specializzato in sport invernali e montagna, segue da anni Coppa del Mondo di sci, Olimpiadi invernali e alpinismo; racconta gare, atleti e cultura della montagna con competenza tecnica e passione per le terre alte.