Nel periodo immediatamente precedente la partenza della stagione 2026/27 di biathlon la nazionale italiana ha ospitato una conferenza a Bolzano, all’interno dell’evento di consegna del truck FERCAM, per ascoltare le impressioni dei due pilastri del femminile maschile: il ventenne Tommaso Giacomel e il veterano Lukas Hofer.
Tommaso Giacomel: il ritorno dopo la caduta
Il giovane atleta di Imer, classe 2000, ha riconosciuto che la preparazione è stata seriamente compromessa da una caduta in mountain bike avvenuta nell’estate di giugno. L’incidente ha provocato una lesione alla spalla, costringendolo a un intervento chirurgico e a numerose settimane di riabilitazione. Giacomel ha dichiarato di aver perso elasticità e dinamismo sentendosi attualmente al 60-70 % della sua condizione ottimale. Nonostante l’intenso lavoro svolto in bicicletta, l’uso degli skiroll è diminuito, e il campione avverte la frustrazione di non riuscire a eseguire gli allenamenti proprio come desidera.
Spalla ferita e perdita di elasticità
Durante l’intervista, Giacomel ha spiegato: “Giugno è stato il mio miglior mese di allenamento, ma una caduta ha interrotto tutto. Ora sto cercando di riconquistare la flessibilità che la spalla mi ha negato”. Il 26enne ha sottolineato come la ferita influisca non solo sulla potenza, ma anche sulla capacità di mantenere il ritmo nelle lunghe sessioni di tiro e di corsa, elementi fondamentali per il biathlon di alto livello.
Obiettivi per la stagione e ricordi olimpici
Nonostante le difficoltà, Giacomel guarda al futuro con determinazione. Ha annunciato che mancano circa sette settimane alla prima gara della stagione e che il suo obiettivo è tornare competitivo, anche se la corsa verso la classifica finale sarà impegnativa. Il ricordo più caro è la medaglia d’argento conquistata nella staffetta mista alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, prima medaglia olimpica per la sua valle. Il rapporto con Dorothea Wierer è stato descritto come un “legame di caratteri difficili”, dove l’entusiasmo di questa ultimi è una fonte di ispirazione per gestire le tensioni nervose tipiche del nostro sport.
Lukas Hofer: esperienza e motivazione per il nuovo ciclo
Il trentasetteenne altoatesino, nato il 30 settembre, si prepara per un altro anno da punto di riferimento nella nazionale maschile. Dopo aver contribuito al podio olimpico nella staffetta mista e ad una premiazione al Campionato del Mondo, Hofer ha espresso un entusiasmo quasi adolescenziale per la stagione che si avvia. Il campione ha dichiarato di sentirsi “ancora molto bene” e pronto ad affrontare le sfide, mantenendo alta la motivazione grazie ai nuovi stimoli che il calendario 2026/27 offre.
La carica di un veterano di 37 anni
Hofer ha condiviso alcuni consigli pratici sulla carabina insistendo sull’importanza di compiere piccoli passi per individuare il “tiro perfetto”. Ha inoltre sottolineato il valore dell’esperienza: “Essere presenti in gare importanti più volte ti insegna a gestire la pressione e a trasmettere sicurezza ai più giovani”. Il suo messaggio è chiaro: la continuità e la dedizione sono i pilastri per mantenere alti i risultati, e il suo spirito è contagioso per tutta la squadra.
Entrambi condividono la volontà di dare il massimo nella stagione 2026/27 rendendo il prossimo capitolo del biathlon italiano particolarmente intrigante.



