Salta al contenuto
7 Agosto 2026

Arrestati cinque agenti della polizia locale di Milano: le accuse e i dettagli

Un'indagine lampo ha portato all'arresto di cinque agenti della polizia locale di Milano, accusati di gravi reati. Ecco cosa è successo.

Arrestati cinque agenti della polizia locale di Milano: le accuse e i dettagli

Un’inchiesta lampo ha portato all’arresto di cinque agenti della polizia locale di Milano, tra cui un ufficiale e quattro agenti. Le accuse sono gravi: arresto illegale, peculato e falso ideologico commesso da pubblico ufficiale. L’episodio che ha scatenato le indagini risale al 16 luglio, quando un uomo è stato arrestato per presunto spaccio di droga.

La vicenda è emersa grazie alla denuncia presentata dall’avvocato difensore dell’arrestato, che ha segnalato irregolarità nell’operazione. Le indagini, condotte dalla procura di Milano e dal reparto radiomobile della polizia locale, hanno portato alla luce comportamenti inaccettabili da parte degli agenti.

L’arresto illegale e le false accuse

Secondo le accuse, gli agenti avrebbero organizzato un arresto illegale, falsificando i verbali e il luogo dell’intervento. L’arresto è avvenuto in un parcheggio di viale Liberazione a Corsico, fuori dalla giurisdizione della polizia locale di Milano. Per giustificare l’operazione, gli agenti hanno inventato un tentativo di fuga e un’aggressione, ma le telecamere di sorveglianza hanno smentito queste affermazioni.

Gli agenti avrebbero anche sottratto 1.400 euro all’arrestato, denaro che il giovane aveva ricevuto poco prima dell’arresto da una cliente per la vendita di droga. La droga, tuttavia, è stata ritrovata nell’auto dell’arrestato, sollevando ulteriori dubbi sulla legittimità dell’operazione.

Il ruolo della difesa e le prove video

Le immagini delle telecamere di sorveglianza hanno giocato un ruolo cruciale nelle indagini. Le registrazioni hanno dimostrato che l’arrestato non ha opposto resistenza e che l’arresto è avvenuto in modo diverso da come descritto nei verbali. La difesa dell’arrestato ha presentato queste prove, che hanno portato alla luce le irregolarità commesse dagli agenti.

Le indagini hanno anche rivelato che l’acquirente della droga era una persona senza alcun titolo per condurre un veicolo in uso alla polizia locale. Si tratta della sorella di un presunto pusher, perquisito mesi prima. Questo dettaglio ha ulteriormente sollevato dubbi sulla legittimità delle azioni degli agenti.

Le reazioni e le conseguenze

Il comandante della polizia locale di Milano, Gianluca Mirabelli, ha commentato la vicenda sottolineando la capacità del corpo di reagire a comportamenti inaccettabili. “Dalla segnalazione ricevuta – ha dichiarato Mirabelli – sono bastati quindici giorni per ricostruire, con la guida dell’Autorità Giudiziaria, una vicenda indubbiamente dolorosa, ma che dimostra quanto il Corpo sappia reagire e sia refrattario a condotte per le quali non esistono giustificazioni.”

Gli interrogatori di garanzia si terranno nel carcere di San Vittore. Il giudice per le indagini preliminari di Milano, Elio Sparacino, ha ritenuto sussistenti le esigenze cautelari del pericolo di reiterazione dei reati e di inquinamento probatorio. L’inchiesta del pm Giovanni Tarzia è ancora in corso, e potrebbero emergere ulteriori episodi analoghi.

La vicenda ha scosso l’opinione pubblica e sollevato interrogativi sulla trasparenza e l’integrità delle forze dell’ordine. Le indagini continuano per fare piena luce su quanto accaduto e garantire giustizia.

Autore

Alessandro Tassinari

Alessandro Tassinari, torinese con passaporto pieno di timbri, riscrisse un percorso alpino dopo un incontro al Rifugio Garelli: oggi cura storie di viaggio in chiave narrativa. In redazione predilige longform, sostiene l'attenzione al paesaggio e conserva un taccuino logoro con mappe disegnate a mano.