La mattina del 4 luglio 2026, in via Alfonso Capecelatro a pochi passi dallo stadio di San Siro si è consumata un’aggressione improvvisa che ha lasciato la città sotto shock. Un uomo di 55 anni è stato colpito ripetutamente con un coltello mentre si trovava all’esterno di un bar: i soccorritori lo hanno trasportato d’urgenza al Policlinico Niguarda dove è ricoverato in condizioni definite critiche.
Le dinamiche dell’aggressione e l’intervento dei presenti
Secondo la ricostruzione degli agenti intervenuti sul posto, l’aggressore, un giovane di 22 anni identificato come Lamin Saidilly è comparso all’angolo tra via Capecelatro e via Paravia e ha raggiunto la vittima alle spalle. L’attacco è stato rapido e ripetuto: l’uomo è stato ferito in più punti della schiena e dell’addome con una lama di pochi centimetri. Alcuni clienti del bar accanto, assistendo alla scena, sono intervenuti fisicamente per bloccare l’aggressore e lo hanno immobilizzato fino all’arrivo delle pattuglie della Polizia di Stato che lo hanno arrestato con l’accusa di tentato omicidio.
Il primo tentativo di fermare l’assalitore è stato compiuto dal padre della vittima, che si trovava seduto su una sedia vicino al figlio nel momento dell’aggressione: l’uomo ha cercato di avventarsi sul giovane per sottrarlo all’azione, mentre altri tre o quattro avventori, tra cui due persone di origine egiziana, hanno collaborato per bloccarlo definitivamente. Il coltello è stato sequestrato dagli agenti come oggetto del reato.
Profilo dell’aggressore e ipotesi investigative
L’aggressore è descritto come un cittadino italiano nato in Italia ma di origini gambiane, residente fuori regione e giunto a Milano da pochi giorni. Le autorità hanno riferito che al momento non risultano legami o precedenti attriti tra il 55enne e il 22enne: i primi accertamenti orientano verso un episodio apparentemente senza movente noto. Gli investigatori stanno verificando la presenza di eventuali disturbi psichiatrici dell’aggressore, che potrebbero spiegare il gesto, anche se i familiari contattati hanno dichiarato che non risulterebbero in corso cure specifiche.
La natura del gesto, caratterizzata dalla brutalità e dalla ripetitività dei fendenti, ha portato gli inquirenti a considerare con attenzione l’ipotesi di una crisi legata a uno stato mentale alterato. Tuttavia, gli accertamenti sanitari e le verifiche su eventuali precedenti sono ancora in corso per chiarire definitivamente il quadro.
Elementi raccolti dalla polizia
Le forze di polizia intervenute hanno proceduto all’arresto del giovane non lontano dal luogo dell’aggressione grazie anche alla collaborazione dei passanti. È stato sequestrato un coltello con lama di dimensioni ridotte, indicato nelle prime relazioni come arma utilizzata per infliggere le ferite. La vittima, identificata con le iniziali Gerardo P. risiede nella zona del Giambellino/Lorenteggio e al momento è in prognosi riservata presso il reparto di terapia intensiva del Niguarda.
Contesto locale e reazioni immediate
L’episodio si è verificato in un orario mattutino, poco prima delle 7:30, in una strada frequentata da residenti e avventori del vicino esercizio commerciale. Sul posto sono intervenuti i medici dell’AREU che hanno prestato le prime cure al ferito prima del trasferimento in ospedale. La sequenza dell’aggressione e la prontezza dell’intervento civile hanno evitato che la situazione degenerasse ulteriormente, portando all’immediato fermo dell’autore dell’assalto.
Per la comunità del quartiere si tratta di un fatto eccezionalmente grave che ha suscitato inquietudine: i residenti presenti hanno fornito testimonianze utili agli inquirenti, e le autorità stanno ascoltando i testimoni per ricostruire ogni passaggio dell’accaduto. Le indagini proseguiranno con accertamenti sui movimenti del 22enne nei giorni precedenti e con l’analisi dei profili clinici e sociali che possano spiegare il gesto.
Stato delle indagini
La posizione del giovane arrestato è al vaglio della Procura competente: oltre all’accusa di tentato omicidio gli inquirenti valuteranno eventuali profili psichiatrici e civili che emergessero dalle verifiche. Tutti gli elementi raccolti — dai video alle testimonianze — saranno esaminati per definire la dinamica precisa dell’aggressione e il movente, al momento non chiarito. La vicenda resta sotto osservazione mentre la vittima lotta per la vita in ospedale.



