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31 Maggio 2026

Turismo pasquale 2026: presenze in lieve calo a causa dell’instabilità internazionale

Bilancio pasquale: la destinazione Italia mantiene appeal ma il conflitto internazionale costa circa 200mila presenze

Turismo pasquale 2026: presenze in lieve calo a causa dell'instabilità internazionale

Le festività di pasqua consegnano un quadro sfaccettato per il settore turistico italiano: la stima delle presenze si aggira intorno a 14,1 milioni, con una leggera contrazione pari al -1,3% rispetto all’anno precedente. Questo bilancio, elaborato dal Centro Studi Turistici per Assoturismo Confesercenti, riflette l’effetto combinato di dinamiche economiche e di una crescente instabilità geopolitica che sta influenzando la domanda internazionale.

Nel sondaggio sono state ascoltate 1.087 imprese della ricettività e i dati mostrano come il turismo straniero continui a rappresentare la quota maggiore del mercato: circa il 58,9% delle notti prenotate, pari a 8,3 milioni (-1,4%), mentre i pernottamenti degli italiani si attestano a 5,8 milioni (-1,2%). Queste cifre spiegano perché, nonostante il lieve calo, la destinazione Italia conservi ancora un forte potenziale attrattivo.

Analisi territoriale dei flussi

La flessione non è uniforme: tutte le macro-aree mostrano segni di rallentamento, ma con intensità diverse. Il Sud e le Isole registrano la contrazione più marcata, indicata intorno al -2,0%, mentre il Centro è stimato in calo di circa il -1,8%. Le città d’arte, pur subendo una lieve diminuzione stimata del -0,8%, restano tra le mete trainanti grazie al loro appeal storico e culturale.

Località montane e stabilità dei flussi

Interessante è la tendenza delle località di montagna, dove si prevede una sostanziale stabilità dei flussi turistici. Questo risultato dipende in buona parte dalla domanda internazionale: i mercati esteri continuano a sostenere le presenze nei comprensori montani e offrono un supporto al settore locale, mitigando l’impatto della riduzione complessiva.

Chi arriva in Italia: mercati in crescita e in calo

Il quadro delle provenienze mostra segnali differenti: crescono i visitatori da Austria, Francia, Germania, Paesi Bassi, Polonia, Svizzera, Repubblica Ceca e Ungheria, a sottolineare il ruolo fondamentale dei mercati europei prossimali. Al contrario, risultano in flessione gli arrivi da USA, Canada, Australia, Gran Bretagna, Cina, Giappone, India e Corea del Sud, creando un vuoto nei segmenti più lontani e nell’outgoing di lungo raggio.

Mercati stabili

Rimangono sostanzialmente stabili le provenienze da Belgio, Brasile, Spagna e paesi scandinavi: questi mercati non hanno mostrato variazioni significative durante il periodo pasquale, contribuendo così a un equilibrio relativo nei flussi globali verso l’Italia.

Cause dell’andamento e conseguenze per il settore

Secondo il presidente di Assoturismo Confesercenti, Vittorio Messina, il fattore principale che pesa sulle scelte di viaggio è il conflitto in Medio Oriente e le tensioni internazionali correlate. Le ripercussioni concrete includono cancellazioni di voli intercontinentali, l’aumento delle tariffe aeree, la revoca di prenotazioni e una diffusa percezione di insicurezza tra i viaggiatori, elementi che scoraggiano la pianificazione dei viaggi a lunga distanza.

Questa crisi ha già prodotto effetti negativi sul comparto dell’outgoing e sulle agenzie di viaggio, ma sta iniziando a colpire anche l’incoming: si osserva un rallentamento delle prenotazioni su alcuni mercati extraeuropei e un raffreddamento generale delle vendite. Nonostante ciò, nei primi tre mesi dell’anno il settore ha dimostrato una capacità di adattamento alle fluttuazioni del mercato, limitando i danni rispetto a scenari più drastici.

Richieste e prospettive

Le imprese del turismo chiedono interventi mirati e tempestivi per sostenere la filiera: dal supporto finanziario alle misure che rilancino la fiducia dei viaggiatori internazionali. Il rischio concreto è che una fase di incertezza prolungata si traduca in effetti più duraturi: i circa 200mila pernottamenti in meno e la flessione dell’1,3% rispetto al 2026 sono segnali che spingono a soluzioni rapide per proteggere occupazione e aziende del comparto.

In conclusione, l’Italia mantiene una buona capacità di attrazione ma non è immune alle turbolenze globali: il settore rimane vigile e chiede politiche di sostegno per convertire la resilienza dimostrata in una ripresa più solida nei mesi a venire.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.