Un pomeriggio di vacanza si è trasformato in un incubo per una famiglia in visita a Milano Marittima. Una bambina di 4 anni ha perso la vita annegando nella piscina di un hotel lasciando la comunità locale sotto shock.
L’incidente è avvenuto nel primo pomeriggio, quando la piccola si trovava con il padre tra la sala giochi e la piscina. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo si sarebbe allontanato per qualche minuto, lasciando la bambina incustodita. In quel breve lasso di tempo, la piccola è finita in acqua senza che nessuno potesse intervenire in tempo.
Le indagini in corso
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Cervia-Milano Marittima, il nucleo investigativo di Ravenna e il pm di turno Angela Scorza. Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente, cercando di capire dove si trovasse la madre e la posizione del bagnino al momento del tragico evento.
Il sindaco di Cervia, Mirko Boschetti, ha espresso il suo cordoglio con una nota ufficiale: “Oggi siamo colpiti da una tragedia che segna profondamente la nostra città. In questo momento di grande dolore, desidero esprimere le mie più sincere condoglianze ai genitori e a tutti i familiari.”
I precedenti recenti
Questa tragedia segue altre recenti morti in piscina che hanno scosso l’Italia. Solo il giorno prima, Alice Ferrari, 11 anni, è morta a Sestri Levante dopo essere rimasta intrappolata con i capelli nel bocchettone di una piscina. A Pasqua, Matteo Brandimarti, 12 anni, ha perso la vita a Pennabilli, risucchiato dal meccanismo di una vasca idromassaggio.
La madre di Matteo, Nicoletta Sprecacè, ha rivolto un accorato appello alla premier Giorgia Meloni per interventi normativi urgenti e controlli serrati sulle strutture acquatiche, affinché non si debbano più piangere simili tragedie.
Le indagini sugli stabilimenti
Nel caso di Alice Ferrari, i titolari dei bagni Segesta di Sestri Levante sono stati indagati. La procura ha inviato avvisi di garanzia per procedere con l’autopsia. Secondo le indagini, non sarebbe stato presente il cartello che imponeva la presenza di un adulto per l’utilizzo della piscina da parte dei minori di 12 anni.
La piccola Alice era rimasta momentaneamente sola perché i genitori, abituali frequentatori dello stabilimento, si stavano preparando per andare via. Il proprietario dello stabilimento si è immerso per tagliare con un coltello i capelli della bambina, ma le sue condizioni erano già gravissime.
Questi incidenti sollevano gravi interrogativi sulla sicurezza degli impianti acquatici e sulla necessità di misure preventive più rigorose per evitare future tragedie.



