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21 Giugno 2026

Spugne superidrofobiche da sughero: la tecnologia per rimuovere oli e contaminanti

A Lecce il Cnr‑Nanotec e l’Università del Salento hanno realizzato spugne superidrofobiche ottenute da scarti di sughero: materiali non tossici, riutilizzabili e pensati per assorbire oli e contaminanti nelle operazioni di bonifica idrica. Il risultato è pubblicato sul Journal of Hazardous Materials e rientra nel progetto MSP4Water finanziato dal Fondo per la crescita sostenibile del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Spugne superidrofobiche da sughero: la tecnologia per rimuovere oli e contaminanti

A Lecce un gruppo di ricerca del Cnr-Nanotec in collaborazione con l ’Università del Salento ha trasformato materiali di scarto del settore del sughero in un nuovo strumento per la tutela delle risorse idriche. Il lavoro, pubblicato il 18 Giugno 2026 sul Journal of Hazardous Materials descrive la produzione di spugne superidrofobiche in grado di rimuovere oli e sostanze inquinanti dall’acqua, senza ricorrere a processi che impieghino solventi chimici.

La ricerca è stata condotta nell’ambito del progetto MSP4Water finanziato dal Fondo per la crescita sostenibile del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e mette insieme competenze di chimica dei materiali e tecnologie ambientali per proporre una tecnologia che unisce economia circolare e innovazione ambientale.

Processo di trasformazione degli scarti di sughero

Il metodo ideato si basa sul riutilizzo di scarti industriali di sughero che vengono trattati per ottenere carbonio grafitico. Questo materiale viene quindi inserito in una matrice porosa che conferisce alla struttura proprietà di superidrofobicità ossia la capacità di respingere l’acqua pur assorbendo selettivamente gli oli e i contaminanti presenti nelle miscele acquose., ricercatore del Cnr-Nanotec e tra i responsabili del gruppo EDGE-Tech, «il processo sviluppato si basa sul riutilizzo di scarti industriali di sughero, trasformati in carbonio grafitico e integrati in una struttura porosa in grado di assorbire selettivamente oli e sostanze inquinanti».

Caratteristiche tecniche e vantaggi ambientali

Le spugne realizzate risultano prive di tossicità e possono essere riutilizzate più volte mostrando elevata capacità di assorbimento e rapidità nell’azione depurativa. Un elemento centrale del processo è la scelta di tecniche a basso impatto che, come evidenziato dal gruppo di ricerca, evitano l’impiego di solventi chimici. Questo approccio riduce l’impronta ambientale della produzione e valorizza materiali che altrimenti sarebbero destinati allo smaltimento.

Contesto di ricerca e squadra coinvolta a Lecce

Il risultato fa parte di un percorso di ricerca del Cnr-Nanotec sulle applicazioni ambientali dei materiali a base di carbonio. Francesco Ferrara, coordinatore dell’unità Cnr nel progetto MSP4Water, ricorda che il lavoro si inserisce in una serie di studi su nanotubi di carbonio e grafene per la separazione acqua-olio e la rimozione di contaminanti: «Questo risultato ne rappresenta un’evoluzione, con una crescente attenzione alla sostenibilità e alla valorizzazione di materiali di scarto».

La ricerca ha coinvolto, tra gli altri, la prima ricercatrice Clara Piccirillo e le assegniste Antonella Iaia e Roberta Di Maio. Per Fabrizio Illuminati, direttore del Cnr-Nanotec questo avanzamento conferma il ruolo del centro di Lecce nel campo dei materiali avanzati per la bonifica ambientale e rafforza il territorio come punto di riferimento per queste tecnologie.

Applicazioni pratiche e prospettive industriali

Le spugne sviluppate sono pensate per scenari concreti: dalla gestione di sversamenti industriali al trattamento di acque contaminate in impianti di bonifica. La combinazione di efficacia di assorbimento riutilizzabilità e assenza di tossicità le rende candidate interessanti per applicazioni su scala operativa. Tuttavia, come indicato dagli autori del progetto, la sfida successiva sarà il trasferimento di questa innovazione «dai laboratori alle applicazioni su larga scala».

Oltre al valore immediato per la gestione delle emergenze ambientali, la tecnologia proposta apre la strada a modelli produttivi che integrano economia circolare e ricerca applicata: trasformare rifiuti industriali in risorse utilizzabili per proteggere le risorse idriche rappresenta un esempio pratico di questa transizione.

Autore

Marco Tessari

Marco Tessari, giornalista trentino specializzato in sport invernali e montagna, segue da anni Coppa del Mondo di sci, Olimpiadi invernali e alpinismo; racconta gare, atleti e cultura della montagna con competenza tecnica e passione per le terre alte.