L’Sliding Centre di Cortina ha riaperto le porte non solo per le prove di allenamento delle squadre nazionali, ma anche per una serie di manifestazioni che includono taxi-bob, attività ludiche e gare internazionali. Il luogo, situato a pochi minuti da Cortina d’Ampezzo, è tornato a operare dopo gli ultimi lavori di messa in sicurezza, ma la sua agenda è ormai fitta di appuntamenti che coinvolgono atleti, sponsor e operatori turistici.
Un nuovo track manager è stato nominato con l’obiettivo di coordinare le attività quotidiane, garantire la sostenibilità ambientale dell’impianto e reperire sponsor per integrare le risorse finanziare. L’amministrazione locale sottolinea che l’utilizzo da parte delle nazionali è stato regolamentato attraverso un listino di tariffe speciale, ma la gestione resta sotto pressione a causa delle spese di manutenzione e dei costi operativi ancora elevati.
Calendario gare, tariffe e gestione operativa
Nel programma sportivo figurano la World Series giovanile di slittino (23 novembre-6 dicembre), la Coppa Europa di skeleton (7-11 dicembre) e di bob a gennaio, seguite dalla Coppa del Mondo di bob e skeleton (14-20 dicembre) e da eventi di slittino nel febbraio successivo. Le nazionali hanno ricevuto una comunicazione della Fondazione Milano-Cortina con le tariffe: 45 euro per skeleton e slittino, 50 euro per slittino doppio, mentre per il bob i prezzi variano da 70 euro per monobob a 90 euro per il bob a quattro. Con una capacità di 36 discese all’ora per slittino/skeleton e 24 per il bob, l’incasso teorico può oscillare tra 1 620 e 2 160 euro per ora, oltre ai costi di noleggio dei container per il materiale.
Costi, debiti e critiche istituzionali
Le cifre riportate dalla Corte dei Conti evidenziano un deficit patrimoniale di 176,5 milioni di euro e un debito complessivo di oltre un miliardo, mentre la Regione Veneto ha dovuto accantonare 140 milioni per tutelarsi dalle responsabilità olimpiche. L’eurodeputata Cristina Guarda (Alleanza Verdi-Sinistra) ha definito l’intero progetto una “spesa pubblica senza controllo”, sottolineando che la pista è stata riconsegnata a Simico senza che la Fondazione avesse coperto i danni stimati in più di un milione di euro. In assenza di fondi, è stato necessario ricorrere a soluzioni provvisorie, come la sigillatura del tetto di partenza con silicone.
Cause legali e futuro finanziario della pista
L’impresa Pizzarotti ha sporto un ricorso per decreto ingiuntivo contro la Fondazione Milano-Cortina chiedendo il pagamento delle fatture relative a bob, slittino e skeleton, dimostrando una “gestione economica fuori controllo” secondo le dichiarazioni di Guarda. Il contenzioso si inserisce in un panorama più ampio: un report di Libera e Open Olympics 2026 indica un valore complessivo delle opere olimpiche di 3,62 miliardi di euro, con una crescita costante dei costi e ritardi che interessano l’81,8 % dei progetti. La pista di Cortina, oltre a rappresentare un punto focale per le gare, diventa così simbolo di una strategia di investimento che ha trasferito rischi finanziari sui territori e sui cittadini.
Le autorità locali, gli atleti e le imprese coinvolte sono chiamati a trovare soluzioni che possano bilanciare gli aspetti sportivi con le esigenze di trasparenza e responsabilità finanziaria, prima che la questione si trasformi in un peso permanente per la comunità.



