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20 Giugno 2026

Ondata di caldo 2026: perché l’Europa è sotto stress e quali città italiane sono a rischio

Una vasta massa d'aria calda di origine subtropicale sta investendo l'Europa: in Italia otto capoluoghi saranno con bollino rosso domani, mentre le autorità mettono in guardia per la durata e l'impatto sulla salute pubblica

Ondata di caldo 2026: perché l'Europa è sotto stress e quali città italiane sono a rischio

Una nuova ondata di calore, più ampia e prolungata della media stagionale, sta investendo l’Europa proprio nel periodo del solstizio. In Italia la situazione si traduce in avvisi di rischio elevato per diverse città: il livello massimo di allerta, indicato come bollino rossoè atteso domani per otto capoluoghi. L’evento è alimentato da una massa d’aria subtropicale che risale dal Nord Africa e da condizioni di subsidenza che aumentano ulteriormente le temperature.

Il fenomeno non è confinato alla Penisola: anche Regno Unito, Francia, Svizzera, Germania e Spagna hanno lanciato segnalazioni di rischio per il caldo. La preoccupazione principale degli esperti non riguarda solo le temperature diurne, ma la persistenza dell’alta pressione che manterrà valori elevati anche durante le ore notturne.

Elenco delle città italiane in bollino rosso e quadro regionale

Per la giornata di domani il livello critico scatterà in otto capoluoghi: Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Milano, Perugia, Rieti, Torino. Queste aree sono concentrate soprattutto sulla Pianura Padana e nelle regioni centrali, con le regioni più coinvolte rappresentate da Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna. Le previsioni indicano temperature massime frequentemente tra 35 e 37 °C nelle pianure e minime notturne spesso superiori ai 25 °C nelle aree urbane, configurando anche notti tropicali che limitano il recupero fisiologico dal calore.

Distribuzione delle anomalie termiche

Analisi recenti mostrano come giugno stia registrando anomalie positive rispetto alle medie climatologiche: un esempio citato riguarda un mese di giugno con +3,02 °C rispetto alla media 1991-2026, a indicare che alcune estati cominciano a bruciare già da giugno più che da agosto. Il contributo principale a queste anomalie è la risalita di masse d’aria subtropicale, non esclusivamente il fenomeno El Niño, anche se quest’ultimo può modificare il contesto climatico globale.

Durata prevista e impatto sanitario

I modelli meteorologici convergono su una persistenza dell’alta pressione almeno fino ai primi giorni di luglio, senza segnali immediati di rinfrescate o perturbazioni significative. Questo elemento fa temere che l’evento possa essere caratterizzato più per la durata che per i picchi isolati: le proiezioni parlano di una ondata prolungata con massime che possono avvicinarsi ai 38–39 °C in alcune città del Centro-Nord e con elevati tassi di umidità che aumentano la sensazione di disagio.

Dal punto di vista sanitario, l’ondata rappresenta una minaccia per le popolazioni più vulnerabili: persone con patologie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche e neurologiche sono particolarmente a rischio. Le autorità raccomandano misure di protezione come il mantenimento di corretta idratazione, l’uso di ambienti climatizzati quando disponibili e il monitoraggio delle condizioni dei soggetti fragili. L’aumento di eventi meteorologici estremi nel Paese è un dato osservato anche negli ultimi anni e contribuisce a un incremento di ricoveri e, in certe ondate eccezionali, di mortalità legata alle alte temperature.

Conseguenze su eventi e vita sociale

La diffusione del caldo influisce anche su manifestazioni pubbliche e attività all’aperto, con prefetture e amministrazioni locali chiamate a valutare eventuali sospensioni o restrizioni per proteggere il pubblico. In alcune aree della Francia, ad esempio, la combinazione tra festa patronale e ondata di calore ha generato discussioni su cancellazioni o modifiche logistiche. In Italia, la prolungata assenza di notti rinfrescanti aggrava la vulnerabilità urbana, con superfici asfaltate e materiali edili che trattengono calore rendendo le città particolarmente roventi.

Le osservazioni climatiche a scala europea indicano che gli ultimi anni mostrano una tendenza al rialzo delle temperature medie: il periodo 2026-2026 potrebbe segnare valori medi globali particolarmente elevati, con implicazioni per la frequenza e l’intensità delle ondate di calore. In questo contesto la combinazione di valori massimi elevati, notti tropicali e durata prolungata rende necessario mantenere alta la vigilanza a livello sanitario e operativo.

Monitorare l’evoluzione meteo nelle prossime giornate sarà fondamentale per aggiornare le misure di tutela nelle città colpite e per gestire eventi pubblici all’aperto. Sul piano individuale, le indicazioni consolidate rimangono: evitare l’esposizione nelle ore peggiori, bere regolarmente, limitare sforzi fisici intensi e prestare particolare attenzione agli anziani e a chi ha patologie croniche.

Autore

Alessandro Tassinari

Alessandro Tassinari, torinese con passaporto pieno di timbri, riscrisse un percorso alpino dopo un incontro al Rifugio Garelli: oggi cura storie di viaggio in chiave narrativa. In redazione predilige longform, sostiene l'attenzione al paesaggio e conserva un taccuino logoro con mappe disegnate a mano.