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11 Giugno 2026

Leone XIV benedice la Torre di Gesù alla Sagrada Família nel centenario di Gaudí

Il Papa Leone XIV ha presieduto la messa di inaugurazione della Torre di Gesù alla Sagrada Família, ricordando Antoni Gaudí nel centenario della morte e lanciando un forte appello contro la guerra e per la cura dei poveri

Leone XIV benedice la Torre di Gesù alla Sagrada Família nel centenario di Gaudí

La sera del 10 giugno 2026 la Sagrada Família ha ospitato una cerimonia che ha unito celebrazione religiosa e simbolismo architettonico: Papa Leone XIV ha officiato una messa solenne per commemorare il centenario della morte di Antoni Gaudí e ha benedetto dall’esterno la neocostruita Torre di Gesù. La basilica, ancora formalmente in cantiere dopo oltre un secolo di lavori, è stata presentata al pubblico come un’opera che continua a essere costruita, non come un monumento definitivamente concluso.

Benedizione della Torre di Gesù e significato liturgico

Al termine della celebrazione il pontefice è uscito per consacrare la nuova guglia, che culmina con una grande croce progettata per riflettere la luce diurna e brillare nelle ore notturne. La croce installata in sommità e concepita secondo i criteri di Gaudí, è diventata il simbolo visibile del momento: per il Papa essa rappresenta la trasformazione di uno strumento di morte in un emblema di speranza, ponendosi come faro verso il Mediterraneo. Durante l’omelia Leone XIV ha definito la basilica come una «catechesi di pietre, colori e luce», ribadendo come l’architettura possa fungere da canale di evangelizzazione.

Parole sulle opere e sulla vita cristiana

Nel corso della messa il Papa ha pronunciato affermazioni forti sui comportamenti che contraddicono il Vangelo: «Non possiamo credere in Gesù e fare la guerra», ha scandito, aggiungendo che non è compatibile con la fede cristiana l’uccidere gli innocenti o abbandonare chi soffre e fugge dalla miseria. Queste parole hanno riecheggiato nel contesto del tempio, luogo che — secondo Leone XIV — invita a trasformare la bellezza in impegno concreto verso i più vulnerabili.

Contesto istituzionale, partecipazione e percorso del Papa in Catalogna

Alla cerimonia hanno partecipato figure pubbliche tra cui il re Felipe VI e la regina Letizia seduti vicino all’altare insieme a rappresentanti delle istituzioni spagnole e catalane. L’evento ha collocato la benedizione della torre all’interno di una tappa più ampia del viaggio del Papa in Spagna: nella stessa giornata Leone XIV aveva visitato un carcere e si era recato al santuario di Montserrat per rendere omaggio alla Madonna patrona della Catalogna, affidando a lei il suo ministero e la missione della Chiesa per la giustizia e la pace.

Incontri e gesti prima della messa

Prima della celebrazione nella Sagrada Família il Papa ha incontrato bambini in una chiesa locale, dialogando con loro anche di temi apparentemente quotidiani come il calcio: ricordando di aver giocato in difesa da ragazzo, ha sottolineato che chi non sa passare la palla non ha capito il gioco usando la metafora per invitare a vivere per gli altri. Prima dell’inizio della funzione Leone XIV si è inoltre raccolto in preghiera davanti alla tomba di Gaudí, accolto da un momento significativo durante il quale una bambina non vedente gli ha spiegato la struttura della basilica attraverso un modello tattile.

Il completamento della Sagrada Família e dettagli tecnici

La Torre di Gesù Cristo ultimata in questi anni, raggiunge un’altezza di 172,5 metri e ospita al suo interno opere d’arte contemporanee concepite in dialogo con l’estetica gaudiniana. Tra questi elementi spicca l’Agnus Dei in vetro soffiato, realizzato da un artista italiano selezionato tramite concorso, che interpreta la tradizione di Gaudí fondendo luce e materiali moderni. La struttura è stata oggetto di interventi tecnologici per rendere la croce visibile di giorno e illuminata di notte, con proiettori dedicati alle guglie degli Evangelisti e degli Apostoli.

La conclusione di questa fase del cantiere — celebrata formalmente nel centenario della morte di Gaudí — è il risultato di decenni di lavoro segnati da interruzioni storiche e difficoltà finanziarie, ma anche di un lungo processo di restauro e completamento che negli ultimi anni ha accelerato con l’obiettivo di onorare il progetto originario. La cerimonia del 10 giugno 2026 è stata

Autore

Alessandro Tassinari

Alessandro Tassinari, torinese con passaporto pieno di timbri, riscrisse un percorso alpino dopo un incontro al Rifugio Garelli: oggi cura storie di viaggio in chiave narrativa. In redazione predilige longform, sostiene l'attenzione al paesaggio e conserva un taccuino logoro con mappe disegnate a mano.