Il panorama dello sci alpino piange la scomparsa di Thomas “TJ” Lanning, ex discesista della nazionale statunitense, morto all’età di 41 anni. Nato a Helena, nel Montana, il 27 agosto 1984 Lanning aveva costruito la sua reputazione sulle piste di velocità grazie a uno stile aggressivo che lo rese uno degli atleti più spettacolari da seguire.
La notizia della sua morte è stata diffusa senza dettagli sulle circostanze e ha suscitato dolore tra chi lo aveva conosciuto nelle gare e chi aveva lavorato con lui in seguito, quando passò dal ruolo di atleta a quello di tecnico e mentore per nuove generazioni.
Carriera agonistica: dai Mondiali juniores alle vette della Coppa del Mondo
Fin da giovane Lanning mostrò il suo talento: prese parte ai Mondiali juniores nel 2001 e nel 2002 tappe che ne segnarono la crescita verso il circuito maggiore. Riuscì poi a guadagnarsi un posto nella squadra nazionale e rappresentò gli Stati Uniti ai Mondiali di Åre 2007 esperienza che confermò il suo potenziale nelle gare di velocità.
Risultati in Coppa del Mondo e Coppa Europa
Nel massimo circuito internazionale Lanning raccolse complessivamente 42 presenze in Coppa del Mondo, centrando 9 piazzamenti a punti e salendo per tre volte nella top ten. Tra i risultati di rilievo si ricordano il 9° posto nella discesa libera di Lake Louise il 29 novembre 2008 il 10° posto nella supercombinata di Beaver Creek nel 2007 e un altro 10° posto nella discesa della Val Gardena il 20 dicembre 2008. In quella stessa annata agonistica ottenne anche una vittoria in Coppa Europa nella discesa di Crans-Montana 2008 segno della sua continuità di rendimento tra i circuiti internazionali.
Il 2008: il picco e il titolo nazionale
La stagione 2008-2009 segnò l’apice della carriera di Lanning: conquistò il titolo di campione nazionale statunitense di discesa libera e si qualificò per le finali di Coppa del Mondo, chiudendo la classifica di discesa con un piazzamento di rilievo. Quel periodo racconta di un atleta che aveva sintetizzato tecnica, coraggio e fiducia, elementi che lo portarono a spingersi sempre al limite delle piste veloci.
L’incidente a Lake Louise che pose fine alla carriera
La natura estrema del suo approccio ebbe però un prezzo elevato. Il momento più drammatico arrivò il 28 novembre 2009 durante la discesa libera di apertura a Lake Louise quando una caduta ad alta velocità determinò la lussazione del ginocchio sinistro e la frattura della vertebra cervicale C5. Lesioni così gravi misero fine alla sua carriera agonistica ad appena 25 anni obbligandolo a ritirarsi dalle competizioni di alto livello.
Le conseguenze dell’incidente
Le ferite riportate in quella caduta non furono solo un trauma fisico: misero in discussione il futuro sportivo e costrinsero Lanning a reinventarsi lontano dalle gare. L’episodio è spesso ricordato come il punto di svolta che interruppe bruscamente una traiettoria che prometteva ancora molte soddisfazioni.
Il ruolo da allenatore e l’eredità lasciata
Dopo il ritiro forzato, Lanning non abbandonò il mondo dello sci. Entrò nello staff tecnico della nazionale statunitense, diventando un allenatore apprezzato per la capacità di trasmettere esperienza e per la schiettezza. I giovani atleti beneficiarono della sua conoscenza della velocità, del suo approccio diretto e della capacità di leggere le difficoltà di chi affronta le prove più veloci del circuito.
Colleghi, ex compagni e allievi ricordano Lanning non solo per i risultati in pista, ma anche per il carattere e il sorriso che spesso accompagnavano il suo ruolo di guida. La sua storia rappresenta un esempio di passione che sopravvive oltre il gesto sportivo, trasformandosi in trasmissione di competenza e responsabilità verso i prossimi talenti.
La comunità dello sci alpino si stringe attorno alla famiglia e agli amici di TJ Lanning in questo momento di dolore, ricordando la figura dell’atleta che ha cercato sempre il limite e dell’uomo che ha continuato a servire lo sport anche dopo il ritiro.


