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5 Agosto 2026

Marmotte alpine: linguaggio, adattamenti e impatto del cambiamento climatico

Le marmotte alpine, con il loro grido di allarme spesso confuso con un fischio, stanno affrontando nuove sfide a causa del cambiamento climatico. Scopri come vivono e comunicano.

Marmotte alpine: linguaggio, adattamenti e impatto del cambiamento climatico

Le marmotte alpine, con la loro presenza imponente e il loro richiamo caratteristico, sono tra gli animali più affascinanti delle Alpi. Spesso confuse con un fischio, le loro vocalizzazioni sono in realtà un sofisticato sistema di comunicazione. Ma il cambiamento climatico sta mettendo a dura prova la loro sopravvivenza.

Questi roditori, noti per il loro adattamento alla vita sotterranea, sono perfetti esempi di come la natura si sia evoluta per affrontare ambienti ostili. Tuttavia, le temperature record e le nevicate irregolari stanno alterando i delicati equilibri degli ecosistemi alpini.

Il linguaggio delle marmotte: un codice sofisticato

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il famoso verso della marmotta non è un fischio, ma un grido emesso con le corde vocali. Questo suono serve come segnale d’allarme per avvisare le altre marmotte della presenza di un pericolo. Studi recenti suggeriscono che il numero di richiami possa indicare il tipo di minaccia: più grida consecutive segnalano un pericolo proveniente da terra, mentre un solo grido può indicare un predatore in volo.

Questo sistema vocale non serve soltanto a mettere in guardia la colonia dai pericoli, ma è alla base di un linguaggio in codice che tiene unito il gruppo familiare. Le marmotte hanno persino dei dialetti regionali: quelle elvetiche emettono grida a frequenze diverse a seconda della valle in cui vivono, un adattamento all’ambiente circostante.

L’impatto del cambiamento climatico sulle marmotte

Le temperature record registrate nelle Alpi lombarde stanno avendo un impatto significativo sulla fauna locale, incluse le marmotte. Le anomalie termiche, con picchi di +3 gradi Celsius rispetto alla media storica, stanno alterando i delicati equilibri biologici di alta quota. Le marmotte, abituate a un letargo invernale prolungato, stanno risvegliandosi prematuramente a causa della mancanza di una copertura nevosa adeguata sulle tane.

Questo fenomeno compromette la loro sopravvivenza, poiché il freddo penetra nei rifugi, svegliandole in stagioni in cui la vegetazione scarseggia. Le marmotte, spinte a cercare cibo in periodi in cui le risorse sono limitate, rischiano la morte per stenti. Inoltre, la risalita della flora verso quote più elevate sta modificando l’habitat tradizionale delle marmotte, mettendo ulteriormente a rischio la loro sopravvivenza.

La marmotta alpina: un capolavoro di adattamento

La marmotta alpina (Marmota marmota) è il più grande roditore delle Alpi e rappresenta un perfetto esempio di adattamento alla vita sotterranea. La sua corporatura tozza e compatta, sostenuta da zampe corte ma dotate di unghie potenti e cinque cuscinetti plantari, rivela subito la sua natura di provetta scavatrice. Gli arti robusti sostengono una testa larga, con orecchie piccole e interamente ricoperte di pelo.

La sua biologia è strettamente legata al ritmo delle stagioni. La marmotta è un animale soggetto a vistose oscillazioni di peso: appena sveglia dal lungo letargo invernale pesa in media poco più di tre chilogrammi, ma entro la fine dell’estate accumula così tanto grasso da raddoppiare quasi la sua stazza. La folta pelliccia, sfumata dall’ocra al marrone scuro, la protegge dai rigori del clima mentre si muove tra le praterie alla ricerca di erbe, radici e sementi.

In Italia, la marmotta popola in modo continuo tutto l’arco alpino, pur essendo presente con popolazioni naturalizzate anche sull’Appennino Ligure e Tosco-Emiliano. Predilige i versanti soleggiati compresi tra i 1.400 e i 2.700 metri di altitudine, dove la presenza di pietraie e grandi massi offre sia ottimi punti di avvistamento sia il riparo perfetto sotto cui scavare i complessi labirinti delle proprie tane.

Autore

Marco Tessari

Marco Tessari, giornalista trentino specializzato in sport invernali e montagna, segue da anni Coppa del Mondo di sci, Olimpiadi invernali e alpinismo; racconta gare, atleti e cultura della montagna con competenza tecnica e passione per le terre alte.