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11 Giugno 2026

Bussana Vecchia: il villaggio d’artisti nato tra le macerie del terremoto

Tra le colline della Liguria, Bussana Vecchia è un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, ma l’arte continua a vivere.

Bussana Vecchia: il villaggio d’artisti nato tra le macerie del terremoto

Nascosto tra le colline della Liguriaa pochi chilometri da Sanremosi trova Bussana Vecchiaun borgo medievale che ha saputo trasformare la distruzione in un’opera d’arte vivente. Abbandonato dopo il terremoto del 1887questo luogo è diventato un simbolo di resilienza e creatività, dove le rovine e l’arte convivono in un equilibrio perfetto.

La storia di Bussana Vecchia inizia con un evento sismico che, alla fine dell’Ottocento, ha segnato profondamente il territorio. Le case crollate e le strade deserte hanno lasciato spazio a un silenzio che è durato per decenni. Ma, a partire dagli anni Sessantaartisti da tutta Europa hanno iniziato a popolare questo borgo abbandonato, trasformandolo in un laboratorio creativo a cielo aperto.

Dalla distruzione alla rinascita artistica

Dopo il terremoto, Bussana Vecchia fu dichiarata inagibile e abbandonata. Le famiglie si trasferirono a valle, dando vita a Bussana Nuovamentre il borgo antico rimase sospeso nel tempo. Le case in pietra, le chiese senza tetto e le strade deserte hanno lentamente subito l’azione del tempo e della vegetazione, creando un paesaggio unico, dove il passato e il presente si intrecciano.

Negli anni Sessanta, un gruppo di artisti decise di stabilirsi qui, trovando un luogo senza infrastrutture ma ricco di storia. Non ricostruirono il borgo nel senso tradizionale, ma lo riutilizzarono così com’era, trasformando le rovine in spazi creativi. Oggi, Bussana Vecchia è un insieme di abitazioni, atelier, botteghe e spazi espositivi, dove ogni angolo racconta una storia diversa.

Un laboratorio diffuso di creatività

Uno degli aspetti più affascinanti di Bussana Vecchia è la mancanza di una distinzione netta tra spazio pubblico e privato. Le strade strette e irregolari si snodano tra case in pietra, dove le pareti conservano ancora tracce del passato, ma sono state integrate con interventi artistici, mosaici, installazioni e lavori in legno e ferro. Questo crea un effetto visivo non omogeneo, ma coerente nel suo insieme, dove ogni angolo presenta una soluzione diversa.

Le pietre antiche non sono state nascoste, ma lasciate a vista, diventando parte integrante delle opere contemporanee. Le pareti delle case sono state trasformate in superfici espressive, dove colori e texture si sovrappongono alla struttura originaria. Questo rapporto tra materia originale e intervento artistico è uno degli elementi più caratteristici del borgo, che continua a vivere grazie alla presenza stabile degli abitanti e degli artisti che lo abitano.

Un equilibrio fragile e permanente

La particolarità di Bussana Vecchia risiede anche nella sua condizione amministrativa e legale, che nel tempo ha generato situazioni complesse legate alla proprietà e alla gestione degli spazi. Nonostante questo, il borgo ha continuato a vivere in modo autonomo rispetto ai modelli urbani più tradizionali. Non è un museo a cielo aperto né un villaggio ricostruito per il turismo, ma un luogo abitato, con dinamiche proprie che lo rendono unico.

Dal borgo si percepisce chiaramente la vicinanza con la costa ligure, anche se Bussana Vecchia resta leggermente arretrata rispetto al mare. Il paesaggio alterna colline, vegetazione mediterranea e scorci che si aprono improvvisamente verso il mare. Questa posizione contribuisce a creare una sensazione di isolamento relativo, abbastanza lontano dalla costa per sembrare sospeso, ma sufficientemente vicino da mantenere un legame visivo con il territorio circostante.

Quando visitare Bussana Vecchia

Bussana Vecchia può essere visitata durante tutto l’anno. In primavera e in autunno il clima è più mite e il borgo si attraversa con maggiore facilità, mentre in estate la presenza di visitatori è più alta ma il contesto resta vivace grazie alle attività artistiche. In inverno l’atmosfera diventa più silenziosa e il borgo si presenta in una forma più essenziale, con meno movimento ma maggiore percezione della struttura architettonica.

Questo luogo non funziona secondo una logica di conservazione classica. È un borgo che ha attraversato distruzione, abbandono e riuso senza mai tornare a una forma definitiva. Questa condizione di trasformazione continua è ciò che lo rende riconoscibile: un borgo che non è stato riportato indietro nel tempo, ma che ha scelto di restare in uno stato intermedio, tra rovina e creazione.

Autore

Alessandro Tassinari

Alessandro Tassinari, torinese con passaporto pieno di timbri, riscrisse un percorso alpino dopo un incontro al Rifugio Garelli: oggi cura storie di viaggio in chiave narrativa. In redazione predilige longform, sostiene l'attenzione al paesaggio e conserva un taccuino logoro con mappe disegnate a mano.