Le migliori escursioni estive sul lago di Como: otto vette da non perdere

Una guida alle otto vette più suggestive del Lario: informazioni pratiche, panorami e consigli per l'escursione

Il lago di Como si presta a escursioni memorabili grazie alle sue montagne che si affacciano sul bacino e sulle valli circostanti. Questo articolo presenta otto cime selezionate per varietà di paesaggi, difficoltà e punti di vista, fornendo indicazioni utili per chi vuole programmare un’uscita estiva. Troverai note su accessi, rifugi e scenari che rendono ogni vetta unica, sempre mantenendo attenzione alla sicurezza e al rispetto dell’ambiente.

Ogni cima è descritta con i suoi tratti distintivi: profili dominanti come il Monte Legnone, creste panoramiche come il Monte Bregagno, e vette più accessibili come il Monte San Primo. Nel testo compaiono anche informazioni su punti di appoggio come il rifugio Venini-Cornelio e il Rifugio Riella, oltre a suggerimenti su come raggiungere alcune cime, inclusa la storica Ferrovia del Monte Generoso. Troverai inoltre note sulle caratteristiche geografiche come l’isolamento delle vette.

Vette imponenti e punti panoramici

Tra le cime che dominano l’alto Lario, il Monte Legnone è spesso il primo che cattura lo sguardo: dalla sua sagoma piramidale si percepisce la sua funzione di spartiacque tra il bacino del lago e la Valtellina. Pur senza grandi pareti verticali sul versante nord, la montagna regala un panorama esteso sulle Alpi Centrali grazie al suo isolamento di circa sedici chilometri, che la rende una terrazza naturale senza cime di pari altitudine nelle immediate vicinanze. Salire in vetta significa godere di vedute uniche, motivo per cui è molto frequentata dagli escursionisti alla ricerca di panorami a 360 gradi.

Il costone del Bregagno

Il Monte Bregagno segna il confine tra diversi comuni lariani ed è parte delle Prealpi Luganesi. Con i suoi 2.107 metri si impone sul territorio pur non essendo la vetta più alta della catena: la lunga dorsale verso ovest comprende cime come il monte Marnotto, il pizzo d’Aigua e il pizzo di Gino, creando un profilo roccioso molto apprezzato dagli escursionisti esperti. La salita offre scorci su l’alta valle e sui laghi sottostanti, trasformando l’impegno della camminata in uno spettacolo naturale ricompensante.

Montagne accessibili con viste memorabili

Se cerchi panorami ampi senza percorsi eccessivamente tecnici, il Monte San Primo è una scelta eccellente: la sua collocazione lo rende spesso indicato come la cima più panoramica del Lario, capace di fornire vedute non solo sul lago ma anche sulle catene montuose circostanti, e in giornate particolarmente limpide fino agli Appennini settentrionali. Allo stesso gruppo appartengono cime come il Monte Galbiga, dalla quale, nelle giornate terse, è possibile individuare una sequenza di laghi che comprende il Lago Maggiore, il lago di Lugano e il Lago di Mezzola, grazie alla sua posizione sulla sponda occidentale del Lario.

Monte Galbiga e il rifugio Venini-Cornelio

Il Monte Galbiga (1.698 m) offre un punto d’osservazione privilegiato: dal crinale si scorgono fino a sei specchi d’acqua allineati. Il rifugio Venini-Cornelio, situato a 1.576 metri nella sella verso il monte di Tremezzo, è un riferimento logistico utile per gli escursionisti che vogliono suddividere l’itinerario o cercare un punto di ristoro. Qui il paesaggio combina la dolcezza delle colline prealpine con il gioco di luci sul lago.

Itinerari, rifugi e consigli pratici

Per chi pianifica le uscite è importante considerare dislivello, tipo di sentiero e punti di appoggio. Il Monte Berlinghera (1.930 m), al confine tra le province di Como e Sondrio, richiede circa 700 metri di dislivello su tracciati misti e offre vedute su Lago di Como, lago di Mezzola e la Val Chiavenna; è consigliato a escursionisti con buon allenamento. Il Monte Palanzone ha il Rifugio Riella sul versante ovest e punti di accesso dalla Colma del Piano (1.124 m) nei pressi di Asso, con parcheggi e segnaletica ben curata. Per chi preferisce percorsi meno classici, il Monte dei Pizzoni (circa 1.300 m) sul versante della Valsolda propone una cresta rocciosa che richiede attenzione e circa tre ore di salita da Drano, la frazione di partenza.

Infine, il Monte Generoso merita una nota a parte per il connubio tra architettura e natura: la struttura conosciuta come Fiore di pietra, progettata da Mario Botta, ospita eventi e offre servizi vari; la vetta è comodamente raggiungibile dal versante svizzero grazie alla storica Ferrovia del Monte Generoso, un esempio di cremagliera ancora in funzione da oltre un secolo. Programmare l’escursione tenendo conto della stagionalità, delle condizioni meteo e delle capacità personali garantirà uscite piacevoli e in sicurezza.

Scritto da Alessandro Bianchi

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