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16 Giugno 2026

L’avventura estrema di Chris Wright e Scott Adamson sulle montagne del Nepal

Due alpinisti affrontano le montagne del Nepal in una spedizione che ha fatto storia. Scopri come Chris Wright e Scott Adamson hanno superato i loro limiti in una delle avventure più estreme mai raccontate.

L'avventura estrema di Chris Wright e Scott Adamson sulle montagne del Nepal

Nel cuore del Nepal, tra le montagne maestose e i ghiacciai imponenti, due alpinisti hanno scritto una delle pagine più epiche della storia dell’alpinismo. Chris Wright e Scott Adamson, spinti dal desiderio di esplorare e superare i propri limiti, hanno affrontato sfide estreme in una spedizione che ha lasciato il segno.

La loro avventura è iniziata con un incontro casuale sul Buckskin Glacier in Alaska, dove hanno condiviso una scalata impegnativa sul Mooses Tooth. Nonostante la breve conoscenza, hanno deciso di unirsi per una spedizione in Nepal, sostenuti da un McNeill-Nott Award e una borsa di studio Mazamas Alpine Adventure Grant.

La scalata del Lunag West

Il primo obiettivo della spedizione era il Lunag Westuna montagna di 6507 metri con una parete sud-est che prometteva una sfida unica. La via, chiamata Open Fireera una clessidra di 1000 metri che richiedeva abilità e resistenza. Con il sole splendente e condizioni apparentemente perfette, i due alpinisti si sono incamminati attraverso l’Hellplexun percorso disseminato di massi instabili e crepacci insidiosi.

La scalata è stata un susseguirsi di momenti di tensione e adrenalina. Scott Adamson ha superato il primo scivolo di 100 metri in un’unica lunghezza, portando la cordata su un nevaio sotto una strettoia. La parete, però, era un potenziale poligono di tiro, con sassi che cadevano dalle pareti soleggiate sopra di loro. Nonostante le difficoltà, i due hanno continuato, superando tiri di ghiaccio e roccia mista con determinazione.

Il bivacco in cresta

Raggiunta la cresta sommitale, sono stati accolti da una fioca vista sul Tibet e da un vento ululante. Barcollando verso la vetta, hanno trovato un crepaccio dove ripararsi dal vento e prepararsi una sbroda calda. La notte è stata lunga e difficile, con Chris Wright che ha lottato contro il freddo e la fatica. Scott Adamson ha guidato la discesa, occupandosi della maggior parte delle calate in corda doppia, mentre Chris lottava per rimanere sveglio.

La controversia del Pangbuk North

Dopo una settimana di riposo, i due alpinisti si sono diretti verso il Pangbuk Northuna montagna di 6589 metri al centro di una controversia iniziata nel 2008. La vetta era stata presumibilmente scalata nel 2009 da una spedizione guidata dalla guida svizzera Stéphane Schaffterma molti nutrivano dubbi sulla veridicità di questa ascensione.

Chris Wright e Scott Adamson hanno deciso di affrontare la parete nord-est della montagna, una via diretta che hanno chiamato Purgation. La scalata è stata estremamente impegnativa, con tiri di ghiaccio marcio e pareti rocciose instabili. Durante la scalata, Chris ha avuto un momento critico in cui ha rischiato di cadere, ma è riuscito a superare la difficoltà con determinazione.

La conferma delle dubbie ascensioni

Al loro ritorno a Kathmandu, Chris Wright ha avuto conferma che la vetta di 6589 metri era al centro di una controversia. Le fotografie della spedizione del 2009, infatti, non corrispondevano alla reale posizione della vetta. Le immagini erano state scattate nelle vicinanze di una forcella sulla cresta sud-est, il probabile punto più alto raggiunto dalla squadra. La cronologia dell’ascensione, così, era inoltre inverosimile.

Chris Wright ha cercato di contattare i membri della spedizione del 2009 per avere una spiegazione, ma ha ricevuto risposte evasive. La Nepal Mountaineering Association ha suggerito i nomi Pangbuk Nord e Lunag Ovest per le montagne scalate, nomi che sono stati adottati dagli alpinisti.

La spedizione di Chris Wright e Scott Adamson è stata un’avventura epica, segnata da momenti di estrema difficoltà e sfide fisiche e mentali. Nonostante le controversie, la loro storia rimane un esempio di determinazione e passione per l’alpinismo. Ricorderanno sempre questa spedizione non per le polemiche, ma per i momenti straordinari condivisi sulle montagne del Nepal.

Autore

Camilla Bellini

Camilla Bellini, ex guida turistica fiorentina, trasformò la visita a Santa Maria Novella in un progetto multimediale: ora dirige approfondimenti su patrimoni locali. In redazione sostiene itinerari slow, firma dossier sulle piccole botteghe e conserva il primo badge di guida della città come ricordo unico.