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9 Agosto 2026

La vita di Giuseppe Mitta, guida alpina di Torre Santa Maria

Giuseppe Mitta, guida alpina di Torre Santa Maria, ha insegnato a Giancarlo Bregani l'arte della montagna. Scopri la sua vita e le sue imprese

La vita di Giuseppe Mitta, guida alpina di Torre Santa Maria

In un’epoca in cui la montagna era ancora un mondo selvaggio e incontaminato, Giuseppe Mitta, un giovane di Torre Santa Maria divenne il primo maestro di montagna di Giancarlo Bregani. Con i suoi diciassette anni e un fisico robusto, Giuseppe insegnò a Bregani, allora sedicenne, i segreti dell’arrampicata e della vita in montagna.

Giuseppe Mitta, conosciuto anche come Giuseppe Pin Mitta, era un uomo di un metro e sessanta di statura, con un torace di centodieci centimetri e una forza incredibile. La sua vita era dedicata alla montagna, dove lavorava come guida alpina portando cordate sulle cime e aiutando i clienti nelle loro ascensioni.

La vita dura di una guida alpina

Giuseppe Mitta iniziava la sua giornata prima dell’alba, preparando il fuoco e qualcosa di caldo per i suoi clienti. Con uno zaino carico di viveri e attrezzature, partiva per lunghe escursioni che potevano durare fino a nove o dieci ore. Dopo aver raggiunto la vetta, indicava i punti del panorama ai suoi clienti e li accompagnava nella discesa. Il suo lavoro era faticoso e spesso rischioso, ma Giuseppe lo affrontava con coraggio e determinazione.

La sua vita era caratterizzata da una routine estenuante: trasportare carichi pesanti, spaccare legna, riparare tetti, accudire il bestiame e accompagnare i clienti in gita. Nonostante la fatica, Giuseppe trovava gioia nei momenti di pausa, quando poteva parlare con gli altri e ascoltare episodi della vita cittadina. La sua famiglia, composta da sei persone dipendeva dal suo lavoro, e lui era l’uomo su cui gravavano i lavori più duri.

Le imprese di Giuseppe Mitta

Giuseppe Mitta era noto per la sua forza e resistenza. Una volta, trasportò una cucina economica di ferro e ghisa del peso di novanta chili per milletrecento metri di dislivello in sole cinque ore. Nonostante la fatica, riuscì a portare a termine il compito senza fermarsi, dimostrando una determinazione eccezionale.

Durante le ascensioni, Giuseppe era rinomato per il suo piede sicuro e il suo senso dell’equilibrio. Scendeva dai paretini con disinvoltura, lasciandosi scivolare sui chiodi delle sue antiche scarpe ferrate. Conservò per anni un biglietto da cinquecento lire un premio del suo comandante durante il servizio militare, come ricordo prezioso.

L’eredità di Giuseppe Mitta

Giuseppe Mitta rappresenta tutto ciò che fu la vita in montagna per Giancarlo Bregani. La sua storia è un esempio di dedizione, forza e passione per la montagna. Nonostante le difficoltà e i rischi, Giuseppe Mitta ha lasciato un’impronta indelebile nel cuore di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo.

La sua vita, dedicata alla montagna e ai suoi clienti, è un ricordo prezioso per chi ha avuto la fortuna di vivere accanto a lui. Giuseppe Mitta, con il suo cuore grande e la sua forza indistruttibile, è un simbolo di ciò che significa essere una guida alpina.

Autore

Alessandro Tassinari

Alessandro Tassinari, torinese con passaporto pieno di timbri, riscrisse un percorso alpino dopo un incontro al Rifugio Garelli: oggi cura storie di viaggio in chiave narrativa. In redazione predilige longform, sostiene l'attenzione al paesaggio e conserva un taccuino logoro con mappe disegnate a mano.