Un colpo di scena nella vicenda che ha coinvolto Nicole Minetti e il suo compagno Giuseppe Cipriani. Graciela Mabel De Los Santos Torres, la massaggiatrice uruguaiana che aveva parlato di festini hard al ranch di Punta del Este, ha ritrattato tutto davanti a un notaio. La dichiarazione giurata, depositata il 29 maggio a Maldonado, è arrivata in Italia il 5 giugno, dopo che la procura generale di Milano aveva già confermato i presupposti della grazia concessa a Minetti.
La dichiarazione giurata e il dietrofront
Graciela, che aveva lavorato per un periodo nel ranch di Cipriani, aveva inizialmente parlato di festini con escort organizzati dalla compagna di Cipriani. Queste dichiarazioni avevano messo in discussione i presupposti della grazia concessa dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Nicole Minetti, condannata per favoreggiamento della prostituzione e peculato.
Nella dichiarazione giurata, Graciela ha smentito tutto, affermando di non aver mai visto festini hard nella villa della coppia. Ha anche negato che Minetti fosse coinvolta in operazioni per reperire o indurre prostitute. La donna ha sostenuto che le sue precedenti dichiarazioni siano state distorte e manipolate dai media, complici anche barriere linguistiche e traduzioni grossolane.
Lo scontro tra procura e media
Le dichiarazioni iniziali di Graciela avevano scatenato uno scontro tra la procura generale di Milano e il Fatto Quotidiano. I magistrati avevano spiegato di non aver potuto sentire la massaggiatrice perché con l’Uruguay le rogatorie sono possibili solo in ambito penale. Inoltre, avevano smentito le dichiarazioni della donna, sostenendo che fossero state smentite da numerose dichiarazioni assunte in sede di indagini difensive dai legali della coppia Cipriani-Minetti.
Il direttore del Fatto, Marco Travaglio, aveva chiesto le scuse della procuratrice generale Francesca Nanni, parlando di diffamazione e accusando la procura di non aver fatto quanto possibile per chiarire la vicenda. La procura, dal canto suo, ha confermato il parere positivo sulla clemenza, dichiarando non rispondenti al vero le notizie di stampa.
La controffensiva legale
Mentre l’incendio investigativo si spegne, si accende la battaglia legale. La difesa della coppia Minetti-Cipriani ha passato al contrattacco, chiedendo un maxi-risarcimento danni da 250 milioni di euro nei confronti del gruppo editoriale del Fatto Quotidiano e delle trasmissioni Rai Report e CartaBianca. I legali parlano di una gogna mediatica, una campagna diffamatoria e denigratoria che ha ferito la serenità di un minore, il figlio adottivo della coppia, le cui gravi condizioni di salute erano state il motivo cardine dietro la concessione della grazia.
Sul fronte politico, il Guardasigilli Carlo Nordio ha gettato acqua sul fuoco, blindando l’operato delle istituzioni: «Forse ci sarà qualche piccolo seguito di istruttoria, ma credo che sia risolta», ha detto. La tempesta sul ranch “Gin Tonic” si sgonfia così, lasciando spazio a un interrogativo di fondo: qual era la vera voce di Graciela? Quella registrata dai microfoni dei giornalisti o quella, opposta, sigillata davanti a un notaio uruguaiano?



