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25 Maggio 2026

Il liutaio di montagna: come il legno diventa voce

Un ritratto tra bottega e palcoscenico che racconta come nascono strumenti destinati a parlare per secoli

Il liutaio di montagna: come il legno diventa voce

Nel cuore delle valli dove gli abeti sono memoria e risorsa, si apre un laboratorio che unisce tradizione e sperimentazione: è la bottega di Nicola Segatta. Qui il mestiere del liutaio non è solo abilità manuale, ma un dialogo con il materiale e con la musica stessa. L’autore del libro mette in scena questa relazione tra uomo e legno, trasformando il racconto di formazione in una mappa di incontri — con le foreste, con le città di musica come Cremona e con le piazze dove gli strumenti prendono vita.

Il volume pubblicato da Terre di Mezzo (edizione 2026) è un invito a osservare la costruzione di un violoncello come un atto che sfida il tempo: un oggetto che può avere voce per secoli. Con i suoi 240 pagine, formato 15 x 21 cm e brossura con alette, il libro combina biografia, riflessione artistica e pratica di laboratorio, mostrando come la figura dell’artigiano si intrecci a quella del musicista, compositore e performer.

Il mestiere tra foresta e bottega

All’origine di ogni strumento c’è una scelta: quale pezzo di legno può tradurre vibrazione in suono? La scelta del legno di risonanza diventa decisione estetica e pratica, perché influisce su timbro, proiezione e durata dello strumento. Nel testo emerge la cura che sta dietro a ogni lamina, alla stagionatura e alla lavorazione, con tecniche antiche e adattamenti personali. Il racconto mostra come la bottega sia un laboratorio di pazienza, dove il tempo di asciugatura e quello della musica si misurano diversamente rispetto alla vita quotidiana.

Materie prime e rispetto del materiale

Il libro approfondisce il concetto di legno di risonanza spiegando perché certe essenze sono privilegiate: densità, annualità delle fibre e posizione dell’albero nel bosco influiscono sul risultato acustico. L’autore descrive il rapporto etico con la materia, una pratica che non consuma ma valorizza: il liutaio seleziona, cura e restituisce al mondo un oggetto che continuerà a comunicare. Il lettore scopre inoltre come la conoscenza del bosco sia tanto importante quanto la padronanza degli attrezzi nella cassetta del mestiere.

Musica, viaggio e contaminazioni

Oltre alla bottega, la vita di chi costruisce strumenti è segnata dai palcoscenici. Nicola Segatta alterna il lavoro manuale a tournée, composizioni e performance internazionali, portando con sé strumenti concepiti in montagna. Questa duplice identità — artista e artigiano — alimenta un processo creativo in cui il suono prova l’origine del legno e la città prova la memoria della foresta. Nei capitoli dedicati ai viaggi emergono città come Praga e regioni come il Trentino come tappe di una formazione non convenzionale, fatta di lingue, teatri e contaminazioni culturali.

Performance, colonne sonore e scrittura

Il testo mette in evidenza come la produzione musicale si intrecci con l’attività di costruzione: gli strumenti diventano partner creativi nelle composizioni e nelle colonne sonore, e al tempo stesso testimoni di un percorso umano. La scrittura narrativa si alterna a descrizioni tecniche, permettendo di comprendere sia la complessità della produzione strumentale sia la poetica che la sostiene. In questo scambio, il liutaio non è più solamente costruttore, ma anche interprete delle possibilità timbriche delle sue creazioni.

Artista e artigiano: un’utopia rinascimentale

Il libro propone l’immagine di un uomo giovane e antico insieme: qualcuno che aspira a essere molte cose con uguale forza, incarnando un’idea di utopia rinascimentale. Questa aspirazione si traduce nell’impegno a fare dell’arte uno stile di vita, dove la sperimentazione tecnica convive con la ricerca estetica. Attraverso aneddoti e riflessioni, il lettore percepisce la tensione verso una vita vissuta intensamente, dove la bottega è punto di partenza ma anche orizzonte, e ogni strumento costruito rappresenta una scommessa con il futuro e con ciò che verrà dopo di noi.

Autore

Susanna Cardinale

Susanna Cardinale ha ritrovato una serie di lettere d'epoca nel fondo parrocchiale di Verona, fonte di un approfondimento sulla memoria cittadina; è collaboratrice storica che redige dossier e guide tematiche. Ha studi letteratura e partecipa a letture pubbliche nelle librerie veronesi.