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18 Giugno 2026

Fermaglio vicino a un sentiero riapre le indagini sulle due sorelle scomparse a Civitella Alfedena

Un fermaglio rosso trovato in un'area boschiva di Civitella Alfedena potrebbe essere collegato a Sarah, la più piccola delle due sorelle scomparse; le indagini procedono tra telefonini inattivi, due fascicoli della procura e un comunicato difensivo della madre, Valentina D’Acunto

Fermaglio vicino a un sentiero riapre le indagini sulle due sorelle scomparse a Civitella Alfedena

Le ricerche di Sarah e Alisyadue sorelle allontanatesi da una casa famiglia a Civitella Alfedena nella notte tra il 6 e il 7 giugno, hanno registrato un possibile elemento utile: un fermaglio rosso per capelli per bambini è stato recuperato nei boschi del paese, vicino a un sentiero nella parte alta del centro abitato. L’oggetto è stato segnalato da un cittadino e, secondo una coetanea della più piccola, potrebbe appartenere proprio a Sarah. Gli inquirenti stanno verificando la provenienza e la possibile relazione con gli spostamenti delle ragazze.

La vicenda, che si svolge tra il territorio del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e i centri amministrativi coinvolti, è complessa: oltre al fermaglio, gli investigatori analizzano tre telefoni in possesso delle minori, due dei quali risultano inattivi da 96 ore e con schede intestate a terze persone, mentre il terzo è sotto controllo per capire se agganci celle utili a localizzare le ragazze. Sul fronte giudiziario la Procura di Sulmona ha aperto due fascicoli, uno per sottrazione di minori e l’altro per abbandono di minoridopo le denunce presentate dai genitori.

Il fermaglio ritrovato e le verifiche sul campo

Il recupero del fermaglio ha riacceso le speranze, ma rimane un elemento da confermare: una bambina amica di Sarah avrebbe riconosciuto l’accessorio, ma gli accertamenti tecnici dovranno stabilire se si tratta di una prova concreta. Sul terreno sono impegnati il soccorso alpinoi vigili del fuoco, unità cinofile e droni, che stanno perlustrando boschi, corsi d’acqua e sentieri per trovare ulteriori tracce. Un elicottero dei vigili del fuoco ha sorvolato la zona per mappare aree difficili da raggiungere a piedi.

Contesto e difficoltà operative

Le ricerche sono rese complicate dalla conformazione del territorio: i boschi del parco sono fitti e comprendono zone impervie. Inoltre, le ragazze erano note per avere paura del buio e per dormire con la luce accesa, un dettaglio che solleva interrogativi su cosa le abbia spinte a uscire in nottata. Secondo le ricostruzioni, la loro fuga è avvenuta passando da una finestra e scendendo su una tettoia fino a raggiungere la strada principale, portando con sé pochissimi effetti personali.

Telefoni, intestazioni delle sim e iter giudiziario

Due delle schede telefoniche presenti su altrettanti dispositivi risultano intestate a un uomo di origine kosovara e al compagno della madre; quei telefoni sono inattivi da quattro giorni. L’ultimo segnale di un apparecchio è stato captato nel territorio del Parco nazionale d’Abruzzoma ora l’attenzione è concentrata sul terzo cellulare per verificare eventuali agganci alle celle telefoniche e ridurre il perimetro delle ricerche. Gli inquirenti stanno inoltre acquisendo i dati dai dispositivi e dai computer della struttura per ricostruire spostamenti e comunicazioni.

Nel frattempo la procura procede su due fronti: il fascicolo per sottrazione di minori e quello per abbandono di minori. Le indagini includono audizioni di persone informate sui fatti, tra cui il fidanzato di Alisya, ascoltato più volte come testimone. Le autorità valutano ogni pista, sia quella della fuga volontaria sia ipotesi di intervento di terzi.

Tensioni familiari e il comunicato della madre

In un clima già segnato da conflitti familiari e provvedimenti civili, la madre delle ragazze, Valentina D’Acuntoha smentito con un duro comunicato qualsiasi coinvolgimento nella scomparsa. I legali hanno sottolineato che la responsabilità della vigilanza notturna spettava alla casa famiglia e che la madre è stata informata della scomparsa solo nella tarda mattinata successiva, quando i carabinieri si sono presentati presso la sua abitazione. La nota difensiva evidenzia questioni pratiche come i turni di presenza, i controlli notturni e i tempi dell’allarme.

Tra gli elementi emersi in sede investigativa anche l’affermazione del fidanzato di Alisya, che avrebbe riferito dell’esistenza di una lettera attribuita alla madre con frasi che parlerebbero di un prelievo notturno; la presunta missiva sarebbe stata poi bruciata, secondo quanto dichiarato. Queste dichiarazioni sono al vaglio degli inquirenti, che cercano riscontri oggettivi per separare le illazioni dai fatti accertabili.

La ricerca continua senza certezze definitive: il fermaglio potrebbe essere un indizio cruciale o un elemento isolato. Nel frattempo, la priorità delle autorità resta trovare tracce utili per localizzare Sarah e Alisya e garantire la loro incolumità, mentre il lavoro tecnico sui telefoni e sulle registrazioni farà luce sui movimenti nelle ore precedenti la scomparsa.

Autore

Alessandro Tassinari

Alessandro Tassinari, torinese con passaporto pieno di timbri, riscrisse un percorso alpino dopo un incontro al Rifugio Garelli: oggi cura storie di viaggio in chiave narrativa. In redazione predilige longform, sostiene l'attenzione al paesaggio e conserva un taccuino logoro con mappe disegnate a mano.