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5 Giugno 2026

Fabbri supera i 22 metri e vince il Golden Gala allo Stadio Olimpico

Leonardo Fabbri ha vinto il getto del peso al Golden Gala allo Stadio Olimpico di Roma con 22.14, battendo atleti come Joe Kovacs e Ryan Crouser; il toscano ha risposto alle critiche con dichiarazioni forti e ha sottolineato il valore emotivo della gara

Fabbri supera i 22 metri e vince il Golden Gala allo Stadio Olimpico

La serata del Golden Gala allo Stadio Olimpico di Roma ha avuto un protagonista assoluto nel getto del peso: Leonardo Fabbri. Il campione d’Europa ha riportato la specialità sotto i riflettori italiani grazie a una spallata da 22.14 metrifirmata al terzo tentativo, che gli è valsa la vittoria nella tappa della Diamond League. Dopo due prove al di sotto delle attese a Xiamen e il quinto posto a Rabatil fiorentino ha messo a segno una prestazione di alto profilo di fronte al pubblico di casa.

La misura di 22.14 non è stata solo numericamente rilevante: ha rappresentato una risposta sportiva e psicologica alle critiche degli ultimi mesi. L’atleta allenato da Paolo Dal Soglio ha saputo tenere a distanza campioni di livello internazionale e rilanciare il proprio percorso in vista degli impegni estivi.

Classifica e risultati degli avversari più vicini

Dietro a Fabbri la gara ha visto confrontarsi alcuni dei migliori interpreti mondiali della specialità. Al secondo posto si è piazzato l’americano Joe Kovacs con 21.87seguito dal connazionale e primatista mondiale Ryan Crouser con 21.50. Quarto è arrivato il neozelandese Tom Walsh con 21.49mentre il giamaicano Rajindra Campbell ha chiuso con 21.39. Queste misure sottolineano quanto fosse competitivo il campo di gara e quanto valga la prestazione del vincitore.

La serie di lanci di Fabbri

La vittoria è arrivata al terzo tentativo, quando Fabbri ha trovato il colpo decisivo: una spallata che ha superato la barriera dei 22 metri. Il toscano ha poi replicato con un altro lancio di sostanza, fermandosi a 21.79 al quinto turno, ma senza riuscire a migliorare ulteriormente il proprio primato della serata. Il risultato resta però sufficiente per salire sul gradino più alto del podio e per segnare il quarto successo personale in Diamond League, dopo traguardi ottenuti in precedenza tra cui una vittoria a Firenze.

Dichiarazioni e tono della rivincita

Al termine della competizione Fabbri ha espresso con chiarezza il significato della prestazione: “Il mio valore è questo: sono uno emotivo, ma non un debole“. Con queste parole ha voluto respingere giudizi e critiche legate a prestazioni ritenute sotto tono nelle ultime uscite. L’atleta ha aggiunto che gareggia per provare e trasmettere emozioni al pubblico e ai più giovani, e che la sua svolta mentale è partita dopo l’esperienza olimpica a Parigimi sono detto che sono meglio di quello che ho dimostrato, me ne devo fregare di gare brutte e sbagliate“.

In un passaggio più duro e diretto, Fabbri ha sottolineato la sua autonomia emotiva e professionale: “Non devo niente a nessuno, ho sempre dato il massimo” e ha concluso con parole che esprimono il risentimento accumulato: “accontentiamoci e che tutti vadano a quel paese“. Questi passaggi rivelano quanto la vittoria a Roma avesse per lui anche valore morale, oltre che tecnico.

Riflessioni sul metodo e sul divertimento in gara

Il campione ha poi spiegato un aspetto caratteriale che considera centrale: l’equilibrio tra serietà e leggerezza. “Nella vita bisogna anche sapersi dire: invece di stare sempre nel mood super serio, ogni tanto bisogna anche divertirsi“, ha detto, suggerendo che la capacità di godersi la competizione può tradursi in risultati migliori. Ha anche aggiunto che il valore della misura non risiede soltanto nei 22 metri, ma nelle emozioni provaterafforzando l’idea che l’approccio mentale sia parte integrante del suo rendimento.

Infine, Fabbri ha dichiarato la volontà di lavorare sulla fiducia in se stesso: “Io alla fine so che quando vado in gara e mi diverto, posso battere chiunque“, affermazione che fotografa il suo obiettivo per la stagione e la speranza di consolidarsi tra i migliori al mondo.

La serata romana rappresenta quindi un punto di svolta per l’atleta toscano: una misura importante, il confronto vinto con atleti del calibro di Kovacs e Crouser e parole che chiudono una fase critica per rilanciare ambizioni internazionali.

Autore

Marco Tessari

Marco Tessari, giornalista trentino specializzato in sport invernali e montagna, segue da anni Coppa del Mondo di sci, Olimpiadi invernali e alpinismo; racconta gare, atleti e cultura della montagna con competenza tecnica e passione per le terre alte.