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29 Giugno 2026

Elia Barp: come il ciclismo ha plasmato lo sciatore di fondo e cosa fa d’estate

Elia Barp è cresciuto tra bici e Dolomiti, ha conquistato due bronzi olimpici nel fondo e ora costruisce la sua carriera con allenamenti in Svezia, skiroll e ciclismo. In questo articolo analizziamo la sua stagione, la transizione sportiva e alcuni aspetti pratici dell'allenamento estivo, come la perdita di watt in bici dovuta al caldo e alla gestione dell'idratazione.

Elia Barp: come il ciclismo ha plasmato lo sciatore di fondo e cosa fa d'estate

Elia Barp è un atleta di Borgo Valbelluna che ha trasformato l’iniziale passione per il ciclismo in una carriera nello sci di fondo. Dopo una crescita costante nelle giovanili e lo switch definitivo allo Ski College di Agordo, Barp ha raggiunto il palcoscenico olimpico con risultati importanti: due medaglie di bronzo olimpico nella staffetta e nella sprint a squadre, che rappresentano il punto più alto della sua stagione fino a oggi.

Nonostante i successi, il giovane fondista non nasconde un po’ di rammarico per le prove individuali, riconoscendo però che lo sci nordico è uno sport dove entrano in gioco molte variabili oltre alla forma pura. Allo stesso tempo, Barp mantiene un approccio pratico e positivo: ama la fatica, il freddo e sa staccare la spina quando serve, qualità che lo hanno aiutato a diventare uno dei nuovi riferimenti della nazionale dopo il ritiro dei campioni del passato.

Dal ciclismo allo sci di fondo: scelta, adattamento e identità sportiva

Barp racconta di essere nato sul sellino e di aver praticato il ciclismo come primo sport. La svolta è arrivata intorno ai sedici anni, quando l’impegno alle scuole medie con lo sci per mantenersi attivo in inverno si è trasformato in una vera vocazione: l’iscrizione allo Ski College di Agordo e il passaggio in seconda superiore hanno segnato lo switch definitivo. Oggi lui considera la scelta azzeccata, vista la progressione e i risultati ottenuti.

Caratteristiche tecniche e mentali trasferite dal ciclismo

Dal punto di vista tecnico, Barp ammette di aver portato nello sci elementi tipici del ciclismo: il saper correre in gruppo, la capacità di gestire le posizioni e la durezza mentale necessaria per affrontare sforzi prolungati. Dal ciclismo deriva anche l’abitudine a misurarsi con la fatica e a non sottrarsi alle difficoltà, un tratto che emerge nelle gare di fondo dove la tattica e la resa individuale spesso si intrecciano.

Allenamento estivo: skiroll, bici, palestra e la partenza per la Svezia

Dopo la stagione agonistica Barp prende qualche settimana di riposo, ma poi riparte velocemente con lo skiroll la bici, la corsa e i pesi in palestra. L’obiettivo è proseguire il lavoro invernale senza soluzione di continuità: tra le mete programmate figura la Svezia, scelta per la possibilità di sciare in strutture coperte e piste indoor dove la temperatura è controllata. Barp sottolinea che più tempo si trascorre sugli sci, migliore è la qualità della preparazione.

Perché l’estate conta: volume, recupero e qualità

Il periodo estivo è strategico ma anche insidioso. Aumentare il volume di allenamento può produrre benefici a lungo termine, ma senza recupero adeguato si rischia la fatica accumulata che si manifesta con gambe meno brillanti e recuperi più lenti. Barp è consapevole di questo equilibrio e alterna sessioni intense a momenti di lavoro più tecnico, pensando alla conservazione degli obiettivi per i prossimi cinque-dieci anni di carriera.

Affinità con il ciclismo: problemi pratici che gli appassionati conoscono

Barp continua a usare la bici anche per allenarsi e per lui il confronto con il mondo ciclistico è naturale. Un tema che interessa sia i professionisti sia gli amatori riguarda la sensazione di perdere potenza in bici durante i mesi caldi: fenomeno comune che non sempre indica una perdita di forma. Tra le cause più frequenti ci sono il caldo la disidratazione e la maggiore richiesta cardiovascolare, tutte variabili che riducono la produzione di watt a parità di percezione di sforzo.

Quando la temperatura supera i 25-28 gradi, una quota significativa di sangue viene deviata verso la pelle per il raffreddamento, lasciandone meno per i muscoli; il risultato è una diminuzione della potenza erogata e un aumento della frequenza cardiaca. Inoltre, periodi di sonno irregolare, stress mentale e uno scarso equilibrio tra allenamento e recupero amplificano il problema. Per chi si allena d’estate, la gestione dell’idratazione e del recupero è quindi fondamentale per evitare cali prestazionali apparenti.

Elia Barp incarna il profilo dell’atleta moderno che sfrutta la versatilità tra sport affini per crescere: dal sellino della bici alle piste di sci, passando per sessioni di forza e trasferte in Svezia. Le prospettive sono chiare: consolidare la crescita individuale, lavorare sulle gare singole e proseguire con la stessa attitudine alla fatica che lo ha portato sul podio olimpico.

Autore

Marco Tessari

Marco Tessari, giornalista trentino specializzato in sport invernali e montagna, segue da anni Coppa del Mondo di sci, Olimpiadi invernali e alpinismo; racconta gare, atleti e cultura della montagna con competenza tecnica e passione per le terre alte.