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17 Settembre 2026

Commemorazione a Predazzo per l’atleta di sci alpino Matteo Franzoso

Una cerimonia a Predazzo ha trasformato i ricordi di Matteo Franzoso in un tributo permanente al suo percorso sportivo.

Commemorazione a Predazzo per l’atleta di sci alpino Matteo Franzoso

Il 15 settembre 2026, a Predazzo, si è tenuta una cerimonia di memoria per Matteo Franzoso giovane promessa dello sci alpino morto l’anno prima in Cile. L’evento ha riunito la sua famiglia, gli appartenenti alle Fiamme Gialle tecnici, amici e rappresentanti della Scuola Alpina della Guardia di Finanza. Nell’aria si percepiva un misto di dolore e di orgoglio per il percorso compiuto dal ragazzo, cresciuto tra le piste di Sestriere e poi inserito nella squadra nazionale delle prove veloci. La cerimonia è stata officiata dal cappellano militare don Antonio Zimbone, che ha ricordato il valore umano e sportivo del giovane.

Una commemorazione ricca di simboli nella cappella di San Matteo

Il rito religioso si è svolto nella cappella di San Matteo all’interno della Scuola Alpina, luogo storico fondato nel 1920 e simbolo del legame tra territorio trentino e disciplina invernale. Oltre alla Messa, è stato dedicato un momento di silenzio, durante il quale i familiari hanno affidato al Museo Storico della Scuola Alpina gli oggetti più preziosi di Matteo la tuta da gara delle Fiamme Gialle, il casco, gli scarponi, i bastoncini da discesa e due fotografie che lo ritraggono sorridente. Quegli oggetti, seppur apparentemente semplici, racchiudono la storia di gare, allenamenti e delle sfide affrontate su neve e ghiaccio.

Il percorso sportivo di un talento nazionale

Entrato nelle Fiamme Gialle il 12 dicembre 2018, Matteo Franzoso ha rapidamente scalato le classifiche. Nel novembre 2021 ha conquistato un supergigante di Coppa Europa a Zinal prima vittoria a livello continentale. Successivamente ha totalizzato 17 presenze in Coppa del Mondo, alternando supergigante e discesa, culminando nel 28° posto nella gara di superG di Cortina d’Ampezzo nel 2023. Lo stesso anno è stato proclamato campione italiano assoluto di combinata alpina a La Thuile. Prima di queste imprese, nella categoria Juniores, aveva collezionato quattro medaglie ai Campionati Italiani: tre ori e una d’argento, testimonianza di un talento precoce.

Il giorno dell’incidente e le conseguenze

Il 13 settembre 2025, durante un allenamento di discesa libera a La Parva in Cile, Matteo è caduto uscendo dal tracciato e colpendo una protezione. Il trauma cranico subito lo ha portato d’urgenza a Santiago del Cile, dove è stato ricoverato in terapia intensiva. Nonostante le cure, l’atleta è deceduto due giorni dopo, il 15 settembre 2025, a 25 anni. L’evento ha riacceso il dibattito sulla sicurezza delle piste da allenamento per le discipline veloci, spingendo le autorità sportive a rivedere le misure protettive.

Il gesto della famiglia: la testimonianza permanente al museo

Olga, Marcello e Michele Franzoso hanno scelto di donare al museo non solo i reperti sportivi ma anche due scatti che immortalano il sorriso del figlio. Il loro gesto intende trasformare il lutto in una memoria condivisa offrendo alle future generazioni la possibilità di conoscere non solo le imprese atletiche ma anche l’umanità di Matteo. La presenza di alti ufficiali, come il generale Antonio Marco Appella, il generale Raffaele D’Angelo, il colonnello Gabriele Di Paolo e il tenente colonnello Andrea Bergamo, ha sottolineato il valore istituzionale della perdita e il rispetto dovuto a chi ha rappresentato con orgoglio le Fiamme Gialle.

Il ricordo di Matteo Franzoso rimane vivo nei volti di chi lo ha conosciuto, nei racconti di chi ha condiviso le gare e nei pezzi di equipaggiamento ora esposti al museo. La cerimonia di Predazzo, con la sua intensità emotiva e il simbolismo degli oggetti donati, si fa testimonianza di un sogno interrotto ma non dimenticato, una narrazione che continuerà a ispirare gli sportivi di domani.

Autore

Beatrice Beretta

Beatrice Beretta, basata a Bologna, annotò per la prima volta itinerari durante una notte al portico di San Luca: da allora coordina rubriche sui viaggi urbani. In redazione promuove reportage su mobilità sostenibile e porta con sé una mappa tascabile dei vicoli bolognesi come talismano professionale.