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La cerimonia di chiusura di Milano Cortina 2026, ospitata all’Arena di Verona, ha segnato la fine ufficiale di una rassegna che ha ridefinito i confini del successo per lo sport invernale italiano. Il Tricolore è stato portato con orgoglio da Lisa Vittozzi e Davide Ghiotto, due protagonisti di medaglie e imprese che hanno lasciato un segno indelebile nella storia olimpica azzurra.
La manifestazione non è stata solo una festa simbolica: è il culmine di una competizione ricca di primati e di risultati inediti per l’Italia Team, capace di conquistare piazzamenti in discipline tradizionali e nuove affermazioni in discipline emergenti.
Il momento della bandiera e la cerimonia
Davanti all’Arena di Verona, sotto lo sguardo delle massime istituzioni — tra cui il Presidente del Consiglio, il Presidente del CONI e il Presidente del Comitato Organizzatore — la sfilata azzurra ha offerto un’immagine di unità e orgoglio nazionale. Portabandiera come ruolo simbolico ha assunto valore speciale quando Vittozzi, oro nella pursuit femminile del biathlon, e Ghiotto, medaglia d’oro nella speed skating team pursuit, hanno sollevato il vessillo.
Presenze istituzionali e passaggio della fiamma
Alla parata hanno partecipato autorità nazionali e locali, oltre ai rappresentanti delle regioni che ospiteranno i prossimi Giochi Invernali. La consegna a Alpes Françaises 2030 ha rappresentato il simbolico passaggio di consegne, preludio allo spegnimento dei bracieri in Milan e a Cortina. Questo momento ha chiuso ufficialmente il capitolo organizzativo di Milano Cortina 2026.
Numeri e record: il bilancio dell’Italia
L’Italia Team ha chiuso con un totale di trenta medaglie: dieci d’oro, sei d’argento e quattordici di bronzo. Si tratta di un tetto mai raggiunto nelle edizioni invernali, superando i record storici di Lillehammer 1994. La squadra italiana, la più numerosa di sempre ai Giochi invernali con 196 atleti, ha conquistato podi in dieci discipline diverse, dal pattinaggio di figura al curling, dallo snowboard al biathlon.
Protagonisti e primati individuali
Alcuni risultati meritano una menzione particolare: Arianna Fontana ha superato un record storico di medaglie olimpiche italiane divenendo la più medagliata della delegazione nazionale; Francesca Lollobrigida ha conquistato l’oro nello speed skating, primo successo femminile italiano in questa specialità dopo Enrico Fabris; Federica Brignone ha realizzato una doppietta d’oro in gigante e super-G che richiama i grandi traguardi di Alberto Tomba.
Tappe storiche e prime volte
Milano Cortina 2026 ha registrato anche molte “prime volte” per l’Italia: la prima medaglia a squadre nel pattinaggio artistico, le prime vittorie nel freestyle, la prima medaglia d’oro nel short track mixed relay e successi storici nel luge con doppie affermazioni nelle gare a coppie. Anche lo short track e lo ski cross hanno visto l’Italia salire per la prima volta ai vertici mondiali olimpici.
Accanto alle medaglie, sono da ricordare le carriere longeve che hanno caratterizzato questi Giochi: atleti che hanno partecipato a molteplici edizioni olimpiche e che con la loro presenza hanno contribuito a raccontare una continuità sportiva straordinaria.
Guardando avanti: eredità e obiettivi futuri
Con la chiusura di Milano Cortina 2026, l’attenzione dell’Italia si sposta su nuovi obiettivi: la partecipazione ai Giochi Estivi di Los Angeles 2028 e la necessità di prepararsi per l’appuntamento invernale di Alpes Françaises 2030. L’eredità organizzativa e l’onda emotiva generata da questi Giochi rappresentano un patrimonio da cui ripartire, sia in termini di infrastrutture sia per il rafforzamento dei vivai sportivi.
Il sipario si è chiuso, ma la sfida per migliorare resta aperta e la fiamma rimane pronta per nuove imprese.