Bonus per gli atleti russi esclusi dai Giochi di Milano-Cortina: la misura del ROC

Il ROC ha annunciato un contributo economico per 116 atleti russi esclusi dai Giochi di Milano-Cortina e ribadito l'impegno per il ritorno della squadra nazionale alle competizioni internazionali

Il Comitato Olimpico Russo (ROC) ha stabilito un intervento di natura economica in favore di 116 sportivi che non hanno potuto gareggiare ai giochi invernali di Milano-Cortina. La misura, resa nota da fonti ufficiali e ripresa dalla BBC, risponde alla situazione venutasi a creare dopo le interdizioni che hanno colpito atleti con passaporto russo o bielorusso a seguito dell’invasione dell’Ucraina nel 2026. Questo pacchetto si inserisce in una strategia più ampia del ROC per sostenere la categoria e per rivendicare il ritorno degli atleti sotto la propria bandiera nazionale.

La decisione ha suscitato attenzione sia dentro che fuori i confini della Russia: oltre al sostegno economico, il presidente del ROC — che è anche il ministro dello Sport — ha rilanciato l’impegno istituzionale a tutelare gli interessi dei campioni esclusi. Nel frattempo, un numero limitato di atleti russi e bielorussi ha potuto partecipare ai Giochi come atleti neutrali, un percorso previsto dal Comitato Olimpico Internazionale per chi soddisfa requisiti specifici.

La misura economica e il suo significato

Secondo quanto comunicato, il ROC ha definito l’erogazione di bonus monetari destinati a tutti gli sportivi che si sono visti negata la partecipazione per ragioni politiche. L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato alleviare il danno economico e morale per chi ha perso l’opportunità di competere, dall’altro segnalare una risposta istituzionale coordinata. La scelta è stata motivata come un atto di solidarietà verso gli atleti e come una forma di riconoscimento per sacrifici e programmi di allenamento interrotti.

Chi sono i beneficiari

I destinatari sono 116 sportivi con passaporto russo che non hanno preso parte ai Giochi di Milano-Cortina a causa delle esclusioni imposte in ambito internazionale. Accanto a loro la vicenda tocca anche atleti bielorussi in situazioni analoghe. Va ricordato che, in contesti simili, esiste la possibilità di partecipare come atleti neutrali: per questi pochi ammessi, la competizione si svolge senza simboli nazionali e senza intonazione dell’inno, a condizione che siano dimostrate specifiche garanzie di neutralità rispetto al conflitto.

La via della partecipazione neutrale e i criteri

Il Comitato Olimpico Internazionale ha predisposto un meccanismo che consente l’accesso ai Giochi a singoli atleti ritenuti non compromessi da rapporti attivi con la guerra. Tale percorso richiede il rispetto di criteri rigorosi, tra cui prove sul comportamento pubblico e privato dell’atleta e garanzie su eventuali legami con enti o attività militari. Ai Giochi di Milano-Cortina, infatti, 13 atleti russi e bielorussi hanno gareggiato con lo status neutrale, in una formula pensata per separare lo sport dalla geopolitica quando possibile.

Un esempio concreto

Tra i partecipanti ammessi come neutrali, uno degli esiti più visibili è stato la medaglia d’argento conquistata nello sci d’alpinismo da Nikita Filippov. Il suo podio illustra come il modello della partecipazione neutrale possa consentire a singoli atleti di esprimere il proprio valore sportivo pur in assenza di simboli nazionali, e come questo percorso risponda a esigenze sia di tutela del principio di competizione sia di applicazione di sanzioni collettive.

Dichiarazioni ufficiali e prospettive del ROC

Il presidente del ROC ha ribadito che il Ministero dello Sport e il Comitato stanno lavorando per ottenere il pieno reintegro della squadra russa nelle competizioni internazionali, al fine di gareggiare nuovamente con la bandiera nazionale e l’inno. Nelle sue parole emerge la disponibilità a negoziare e, se necessario, a ricorrere alle vie legali per «difendere i diritti degli atleti» e per assicurare una partecipazione completa a future rassegne internazionali. Questa posizione rappresenta un mix di pressione diplomatica, iniziative legali e misure interne di supporto economico e logistico.

In sintesi, la decisione del ROC di assegnare bonus agli esclusi è un capitolo della più ampia vertenza che riguarda la presenza internazionale degli sportivi russi e bielorussi. Tra aiuti finanziari, percorsi neutri e strategie legali, resta aperto il dibattito su come conciliare le sanzioni collettive con il diritto individuale degli atleti a competere.

Scritto da Marco Pellegrini

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