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18 Maggio 2026

Allerta meteo: vento forte, piogge e nevicate tardive interessano vaste zone

Una area di bassa pressione ha riportato condizioni quasi invernali in diverse regioni: allerta gialla, vento sostenuto e nevicate anche a quote relativamente basse

Allerta meteo: vento forte, piogge e nevicate tardive interessano vaste zone

L’arrivo di una vasta area di bassa pressione ha cambiato repentinamente la traiettoria stagionale e sta determinando condizioni meteorologiche avverse in molte parti d’Italia. Il quadro include piogge intense, raffiche di vento, episodi di grandine e nevicate in montagna, talvolta a quote insolite per il periodo. La combinazione di fenomeni ha spinto la Protezione Civile a emettere allerte mirate per alcune regioni: è quindi fondamentale comprendere dove sono segnalati i rischi e come evolve la situazione.

La centralità dell’evento è legata anche alla provenienza dei venti: masse d’aria più fredde, spinte da correnti nord-occidentali, stanno raggiungendo la Penisola. Questo genera un quadro dinamico in cui precipitazioni e raffiche possono creare criticità locali, sia lungo le coste sia in aree montane. Di seguito trovi un riassunto delle zone colpite, degli effetti principali e delle indicazioni tecniche fornite dagli esperti e dalle autorità.

Allerte e regioni interessate

Per la giornata di sabato 16 maggio la Protezione Civile ha diffuso un’allerta gialla che riguarda le regioni di Umbria, Campania, Piemonte, Emilia-Romagna, Lazio, Abruzzo, Molise, Basilicata e Calabria. Sono previste precipitazioni a carattere temporalesco, con probabili raffiche di vento, frequente attività elettrica e possibili grandinate. Le autorità richiamano l’attenzione sui fenomeni convettivi locali, che possono determinare accumuli repentini d’acqua e danni puntuali: in questo contesto, il termine criticità idrogeologica indica il rischio di frane, smottamenti e allagamenti in aree sensibili.

Venti, mareggiate e impatto sulla navigazione

Secondo gli avvisi tecnici, alla base del peggioramento c’è una ventilazione intensa da nord-ovest che si origina in Sardegna e si propaga verso il Tirreno. Le raffiche più forti interesseranno progressivamente Campania, Basilicata e Calabria, con effetti pronunciati sui settori tirrenici e sugli Appennini. Sono attese anche mareggiate sulle coste esposte: questo può comportare problemi alle attività marittime e alle infrastrutture portuali. La sinergia tra pioggia abbondante e vento sostenuto aumenta il potenziale di erosione costiera e di criticità per la navigazione locale.

Neve, accumuli e temperature

Il maltempo ha riportato la neve sulle principali catene montuose. Sulla Marmolada, nelle Dolomiti venete, si sono misurati accumuli fino a 45 centimetri attorno ai 3.000 metri, mentre oltre i 2.000 metri gli spessori risultano compresi tra 20 e 25 centimetri. In Alto Adige i fiocchi sono scesi fino a circa 1.200 metri; alcuni valichi sono rimasti percorribili, ma passi come Stelvio e Rombo sono stati temporaneamente chiusi. Anche in Toscana, nella zona di Abetone Cutigliano (Val di Luce), si sono registrati vicino ai 5 centimetri, mentre fiocchi sparsi sono stati segnalati a Zeri (Massa-Carrara).

Andamento termico e condizioni in quota

L’irruzione fredda ha comportato un netto calo delle temperature: a Bolzano la minima si è avvicinata ai 7 °C, nelle località attorno ai 1.000 metri si sono osservati valori intorno a 5-6 °C, mentre alle quote più elevate il termometro è sceso ben sotto lo zero. Oltre i 3.000 metri sono state registrate temperature prossime a -10/-12 °C: sulla Marmolada, a Punta Penia, il valore rilevato si è attestato intorno ai -10 °C. Le previsioni indicano però un carattere temporaneo dell’abbassamento termico, con un graduale aumento delle temperature entro la prima parte della settimana successiva.

Impatto sulle comunità e valutazioni degli esperti

Tra le aree più colpite figura il Friuli-Venezia Giulia, dove il numero unico di soccorso ha raccolto oltre 130 richieste per allagamenti e sette segnalazioni per cedimenti strutturali, soprattutto nella parte orientale del territorio. Grandinate intense hanno interessato il Goriziano e il Carso triestino; sono state mobilitate squadre dei volontari di protezione civile e dei vigili del fuoco. Allagamenti sono stati segnalati a Monfalcone, Gorizia, Cervignano, Ronchi dei Legionari e San Giovanni al Natisone, mentre a Grado si è registrato un episodio di acqua alta con il mareometro a 1,29 metri. A Trieste la caduta di un albero ha danneggiato alcune auto parcheggiate.

Interpretazione degli specialisti

Gli esperti invitano alla prudenza ma ricordano che nevicate tardive e freddo in quota a maggio non sono fenomeni del tutto inediti: Flavio Tolin di Marmolada Meteo sottolinea come eventi analoghi siano stati ricorrenti in decenni passati e possano rientrare nella variabilità climatica stagionale. Inoltre, le precipitazioni possono in parte ridurre il deficit idrico accumulato nei mesi precedenti, fornendo un contributo positivo alle riserve idriche. Le condizioni dovrebbero comunque migliorare rapidamente, lasciando progressivamente spazio a temperature più miti e tempo più stabile.

Autore

Beatrice Beretta

Beatrice Beretta, basata a Bologna, annotò per la prima volta itinerari durante una notte al portico di San Luca: da allora coordina rubriche sui viaggi urbani. In redazione promuove reportage su mobilità sostenibile e porta con sé una mappa tascabile dei vicoli bolognesi come talismano professionale.