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14 Giugno 2026

Affidamento in prova per Alberto Stasi: la vita dopo il carcere e il futuro lontano da Garlasco

Alberto Stasi, condannato per l'omicidio di Chiara Poggi, ottiene l'affidamento in prova. Scopriamo come sta affrontando la sua nuova vita e i suoi progetti per il futuro.

Affidamento in prova per Alberto Stasi: la vita dopo il carcere e il futuro lontano da Garlasco

Dopo undici anni trascorsi dietro le sbarre, Alberto Stasi ha finalmente ottenuto l’affidamento in prova. Un passo significativo verso la libertà, che segna l’inizio di un nuovo capitolo per l’ex studente bocconiano condannato per l’omicidio di Chiara Poggi. La decisione del Tribunale di Sorveglianza di Milano ha permesso a Stasi di lasciare il carcere di Bollate, dove ha trascorso gli ultimi anni della sua vita.

La vita di Stasi ha subito una svolta radicale il 12 dicembre 2015, quando è entrato nel carcere di Bollate dopo la condanna definitiva a 16 anni. Ora, con l’affidamento in prova, può finalmente intravedere la luce in fondo al tunnel. La decisione del tribunale è stata accolta con favore dai suoi legali, che hanno lavorato instancabilmente per ottenere questo risultato.

Il percorso di Stasi verso la libertà

Il percorso di Stasi verso la libertà è stato lungo e complesso. Dopo la condanna definitiva, ha trascorso anni dietro le sbarre, lavorando come contabile in uno studio del centro di Milano. La sua buona condotta e il rispetto delle regole carcerarie hanno giocato un ruolo cruciale nella decisione del tribunale di concedergli l’affidamento in prova.

Stasi ha sempre mantenuto la sua innocenza, pur accettando la condanna. Questo atteggiamento ha suscitato rispetto tra i suoi compagni di carcere, che lo hanno sempre considerato con rispetto. La sua avvocata, Giada Bocellari, ha sottolineato come Stasi abbia sempre rispettato le regole, anche durante il periodo di semilibertà.

Il saluto al carcere e il futuro lontano da Garlasco

Il giorno della sua uscita dal carcere, Stasi ha salutato i suoi compagni di cella e il personale carcerario, lasciando loro alcuni oggetti personali. Un gesto simbolico che segna la fine di un capitolo e l’inizio di un nuovo percorso. Stasi ha dichiarato che non tornerà a vivere a Garlasco, la città dove è avvenuto il delitto che lo ha coinvolto.

Il futuro di Stasi si prospetta lontano da Garlasco, in un appartamento nell’hinterland milanese. Qui potrà finalmente riabbracciare la madre Elisabetta Ligabò, che non ha mai smesso di credere nella sua innocenza. La madre, commossa, ha dichiarato che quando tutto sarà finito, andrà con Alberto sulla tomba di Chiara per pregare.

Le nuove indagini e la possibilità di revisione

Mentre Stasi inizia la sua nuova vita, le indagini sulla morte di Chiara Poggi continuano. La Procura di Pavia sta indagando su Andrea Sempio, un nuovo indagato per lo stesso delitto. Questa nuova pista potrebbe aprire la strada a una revisione del processo, che potrebbe cambiare radicalmente il destino di Stasi.

La procuratrice generale Francesca Nanni sta studiando le carte inviate dai magistrati pavesi. Se ne parlerà dopo la fine dell’estate. Nel frattempo, Stasi può finalmente godersi la sua nuova libertà, pur rispettando le prescrizioni imposte dal tribunale, come l’obbligo di dimora in Lombardia e il divieto di uscire di notte.

La storia di Alberto Stasi è un esempio di resilienza e determinazione. Nonostante le difficoltà, ha sempre creduto nella sua innocenza e ha lavorato instancabilmente per ottenere la libertà. Ora, con l’affidamento in prova, può finalmente guardare al futuro con speranza.

Autore

Alessandro Tassinari

Alessandro Tassinari, torinese con passaporto pieno di timbri, riscrisse un percorso alpino dopo un incontro al Rifugio Garelli: oggi cura storie di viaggio in chiave narrativa. In redazione predilige longform, sostiene l'attenzione al paesaggio e conserva un taccuino logoro con mappe disegnate a mano.