Turismo primaverile in ripresa: 4,7 milioni di presenze e forte domanda di personale

Il turismo primaverile si conferma vivace: micro-vacanze vicino casa, tassi di saturazione elevati in montagna e una domanda di lavoro in crescita per la stagione aprile-giugno 2026

Il turismo italiano si prepara all’avvio della stagione primaverile con segnali concreti di ripresa: per il weekend del 25 aprile le piattaforme di prenotazione mostrano una saturazione media dell’offerta pari all’80%, che si traduce in circa 4,7 milioni di pernottamenti stimati. Questo fenomeno conferma la forza del turismo di prossimità, fatto di micro-vacanze e spostamenti di breve durata verso mete facilmente raggiungibili.

Accanto alla domanda, cresce anche l’esigenza di risorse umane: per il periodo aprile-giugno 2026 le imprese del settore prevedono di assumere circa 418mila addetti, una cifra superiore di oltre 20mila unità rispetto all’analogo trimestre del 2026. Il quadro, però, resta segnato da elementi di incertezza che potrebbero influenzare scelte e comportamenti nei prossimi mesi.

Come si distribuisce la domanda: territori e tipologie di meta

Le preferenze dei viaggiatori mostrano un ritorno verso destinazioni vicine: città d’arte, borghi, località outdoor, mare e montagna guidano le prenotazioni. Le aree montane registrano il tasso di saturazione più alto, con l’89% dell’offerta online impegnata, seguite dalle città e centri d’arte all’85% e dalle località marine all’84%. Valori più contenuti caratterizzano laghi (75%), località termali (74%) e aree rurali o collinari (73%).

Variazioni per macroarea

Sul piano geografico emergono differenze nette: Nord Est e Nord Ovest raggiungono tassi di prenotazione pari all’83%, trainati in particolare da Trentino-Alto Adige e Lombardia. Il Centro è in linea con la media nazionale (circa 80%), con la Toscana in evidenza, mentre Sud e Isole segnano una saturazione inferiore, intorno al 75%, con risultati migliori per Sardegna, Puglia e Sicilia.

Impatto sulle imprese: servizi, organizzazione e reclutamento

Di fronte a questa domanda concentrata su soggiorni brevi, le imprese turistiche e della ristorazione sono impegnate nella pianificazione della stagione estiva: dall’organizzazione dei servizi alla formazione del personale. Secondo il Sistema Informativo Excelsior (Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali), su oltre 224mila imprese horeca con dipendenti interpellate, il 36,2% prevede nuove entrate nel trimestre aprile-giugno 2026, per un totale di 418mila unità richieste.

Profili più richiesti e criticità di reperimento

La domanda di lavoro si concentra in modo massiccio nella ristorazione, con circa 301mila entrate previste. Tra le figure più richieste spiccano i camerieri di sala (che rappresentano circa il 39% del totale), insieme a banconieri di bar, aiuto cuochi, cuochi di ristorante, camerieri di bar, banconieri di gelateria e baristi. Le difficoltà di reperimento riguardano il 44% dei profili ricercati, dovute sia al numero ridotto di candidati sia alla mancata corrispondenza tra competenze richieste e offerte disponibili.

Nella ricettività le previsioni parlano di circa 22,5mila nuove entrate, con predominanza di figure come addetti alla reception (circa il 78% del totale atteso), portieri notturni, responsabili del ricevimento, addetti al customer service e personale per le pulizie delle camere. Anche in questo comparto quasi la metà dei profili risulta difficile da trovare: il 41% degli incarichi presenta problemi di reperimento per carenza numerica o inadeguatezza delle candidature.

Fattori di rischio e cambiamenti nei comportamenti dei viaggiatori

Nonostante i numeri incoraggianti del 25 aprile, il settore opera in un contesto segnato da variabili esterne: tensioni geopolitiche, crisi energetica e la volatilità dei prezzi dei trasporti possono modificare le scelte dei turisti. La tendenza osservata è verso soggiorni più brevi, una maggiore attenzione al budget e una preferenza per mete raggiungibili con mezzi propri, elementi che favoriscono il consolidamento del turismo di prossimità.

Come sottolineato da Vittorio Messina, presidente di Assoturismo Confesercenti, i dati del 25 aprile rappresentano una buona prova generale per la stagione, ma non cancellano le incertezze legate allo scenario internazionale. Le imprese sono dunque chiamate a flessibilità operativa, investimenti nella qualità del servizio e strategie di reclutamento più mirate per intercettare talenti e competenze mancanti.

Strategie per affrontare la stagione

Tra le azioni suggerite compaiono l’ottimizzazione delle offerte per soggiorni brevi, l’implementazione di pacchetti che valorizzino esperienze locali e il rafforzamento della formazione professionale per ridurre il mismatch tra domanda e offerta di lavoro. In prospettiva, il consolidamento del turismo nazionale e la valorizzazione delle risorse locali possono diventare leve importanti per mitigare rischi esterni e sostenere la ripresa del comparto.

In sintesi, il quadro per il weekend del 25 aprile disegna un settore dinamico ma attento: prenotazioni elevate, forte richiesta di personale e la necessità per le imprese di adattarsi a preferenze di viaggio più prossime e budget-constrain. Il successo della stagione estiva dipenderà dalla capacità di combinare efficienza operativa, qualità dell’offerta e politiche di reclutamento efficaci.

Scritto da Marco Pellegrini

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