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Il Molise, con i suoi 4.461 km² e poco meno di 290.000 abitanti, è spesso percepito come una regione fermata nel tempo, la più giovane per costituzione ma anche la meno visibile sulle mappe dell’immaginario collettivo. Chi la attraversa avverte una sorta di pausa, uno spazio in cui la vita scorre a un ritmo diverso rispetto alle grandi città: per alcuni è una prigione di rassegnazione, per altri un rifugio rigenerante. Proprio in questo terreno di contrasti nasce l’idea di valorizzare il territorio con un progetto che sappia coniugare autenticità e qualità.
La tendenza verso il turismo lento e la riscoperta del camminare, accelerata nel periodo post-pandemico, ha spinto molti italiani a preferire esperienze a passo d’uomo, lontane dal consumo rapido dell’istantanea. Il Cammino degli Stanghi si colloca in questo filone: vuole offrire non solo un percorso escursionistico ma anche un’occasione per ritrovare sapori, memorie e relazioni con il paesaggio, trasformando sentieri dimenticati in un valore condiviso.
Nascita del progetto e caratteristiche principali
Il Cammino degli Stanghi è stato concepito come un anello di circa 118 km con un dislivello totale intorno ai 4.000 metri, con partenza e arrivo nel comune di Carpinone (IS). L’itinerario, presentato in anteprima a Frosolone il 14 marzo 2026, collega borghi, valli e cime dell’Appennino molisano per proporre un’esperienza che unisce natura e spiritualità. Il tracciato attraversa punti di interesse come Campitello Matese, il Monte Miletto, Roccamandolfi, Santa Maria del Molise e Casalciprano, combinando paesaggi montani e testimonianze culturali.
Chi ha ideato il cammino
Alla base del progetto ci sono tre persone: Lamberto Giusti e i fratelli Francesco e Vladimiro Ianiero, che hanno messo insieme competenze diverse e radici comuni nel territorio. Lamberto, biologo ambientale originario di Frosolone, trae spunto dall’esperienza nel risanamento e dall’interesse per l’ospitalità; Francesco, istruttore di trekking, porta la passione per i cammini; Vladimiro, guida ambientale e istruttore di cicloturismo, combina capacità organizzative e conoscenza tecnica. Insieme, sotto l’egida dell’associazione Spartium APS, hanno trasformato una suggestione personale in un progetto praticabile.
Il tracciato reale: sentieri, manutenzione e tecnicalità
Il percorso è stato ricostruito recuperando antiche vie di comunicazione: si tratta per lo più di sentieri CAI, tratturi e mulattiere che oggi risultano per lo più abbandonati. Circa l’85% del percorso è su fondo sterrato, con brevi tratti su strade interpoderali. Il lavoro ha incluso fasi di esplorazione, pulizia e adattamento: gli ideatori hanno seguito il territorio passo dopo passo, rinunciando ad alcuni passaggi complicati (ad esempio vicino al fiume Biferno) e rimodellando il tracciato quando necessario. La traccia GPX è già disponibile, ma rimangono da completare la pulizia definitiva dei sentieri e l’installazione della segnaletica.
Manutenzione, segnaletica e apertura al pubblico
Per rendere il cammino fruibile è prevista una fase di interventi: entro maggio si spera di concludere la prima operazione di manutenzione e di posare una segnaletica leggera. Prima di aprire ufficialmente al grande pubblico, gli ideatori inviteranno Guide Ambientali Escursionistiche e operatori del settore per testare il percorso e fornire feedback tecnici. Il progetto punta alla qualità dei servizi, dall’accoglienza alla gestione delle tappe, perché l’obiettivo non è solo attrarre camminatori, ma creare un circuito sostenibile di turismo esperienziale.
Rete, sostegni e prospettive
Sul fronte istituzionale e associativo il Cammino degli Stanghi ha già trovato alleati: il sostegno del comune di Frosolone è determinante per la rete territoriale, mentre figure come Francesco Mancini (CAI Isernia e Club 2000 m) hanno contribuito a far conoscere il progetto, anche durante un evento del Club 2000 m tenutosi il 22 novembre 2026 ad Anagni. A livello tecnico la FIPTES ha fornito consulenze, e l’esperienza di altri cammini—come quella di Damiano e Tiziano Fabbri—offre utili suggerimenti pratici sull’organizzazione e la governance.
La visione a medio termine è chiara: trasformare il cammino in un volano per il territorio, capace di attrarre praticanti del turismo lento, promuovere servizi di qualità e coinvolgere enti e associazioni nella gestione condivisa. Gli ideatori immaginano un Molise dove si scoprono i paesi «camminando», con ospitalità diffusa e un’offerta che sappia coniugare autenticità, sostenibilità e professionalità. Il Cammino degli Stanghi è pensato per chi cerca il tempo giusto per osservare, ascoltare e incontrare una regione che vuole essere riscoperta.