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8 Ottobre 2026

Rosi Mansuino, icona delle piste tra valle Po e Vermenagna

Rosi Mansuino, icona dello sci cuneese, ci lascia a 85 anni, ma la sua eredità vive nelle piste e nei cuori dei suoi allievi.

Rosi Mansuino, icona delle piste tra valle Po e Vermenagna

Martedì 6 ottobre la comunità sportiva cuneese ha salutato la scomparsa di Rosina “Rosi” Mansuino, una figura emblematica dello sci alpino locale. L’amante della montagna, venuta a mancare nella sua abitazione di via Mellana a Cuneo all’età di 85 anni, ha lasciato un vuoto difficile da colmare, ma soprattutto un’eredità che continua a scivolare sulle piste della valle Po e della Val Vermenagna.

Originaria di Pinerolo, Rosi ha trascorso tutta la vita a coltivare una passione contagiosa per lo sci. Insieme al marito Adriano Ramella, ha costruito un vero e proprio pilastro dell’insegnamento sciistico, trasmettendo la sua vocazione educativa a più di generazioni di giovani atleti.

Il percorso di vita di Rosina “Rosi” Mansuino

Fin da giovane, la giovane di Pinerolo dimostrò un legame indissolubile con le vette piemontesi. Dopo aver incontrato Adriano Ramella, condivise non solo la vita privata, ma anche la missione di diffondere lo sci come strumento di crescita personale. Nel 1960 la coppia aprì a Crissolo la scuola di sci “Monviso”, una realtà pionieristica che includeva anche l’Asilo della Neve, pensato per accogliere i più piccoli, i “cuccioli” del mondo sciistico.

Fondazione della scuola “Monviso” a Crissolo (1960)

La scuola nascesse in un periodo in cui le infrastrutture sciistiche della zona erano ancora rudimentali. Grazie alla tenacia di Rosi e alla gestione tecnica di Adriano, “Monviso” divenne rapidamente il punto di riferimento per famiglie provenienti da tutta la Valle Po. La scuola di sci offriva corsi strutturati, seguiti da una metodologia didattica attenta alle esigenze dei bambini, con particolare enfasi sulla sicurezza e sul divertimento.

La scuola sci “Monviso”: un punto di riferimento per generazioni

Negli anni Settanta, la famiglia Ramella si trasferì a Limone Piemonte, dove Adriano assunse la direzione degli impianti per la società “Tre Amis”. Rosi, divenuta una maestra instancabile, continuò a guidare i gruppi di piccoli sciatori guadagnandosi la riconoscenza di intere comunità. Il suo approccio, basato su pazienza e dolcezza trasformò la semplice lezione di sci in un’esperienza formativa che molte famiglie ricordano ancora con affetto.

L’impegno con le famiglie della Valle Po e Vermenagna

Le famiglie della valle Po e della Val Vermenagna, spesso remote e legate a tradizioni contadine, vedevano in Rosi una figura di fiducia. I genitori affidavano loro i figli, consapevoli che la vocaizone educativa della maestra avrebbe modellato non solo la tecnica sciistica, ma anche valori di disciplina, rispetto e amore per la natura. Fino ai primi anni 2000, la scuola rimase operativa, attestando la capacità di Rosi di adattarsi ai cambiamenti del mercato turistico e sportivo.

Ultimo saluto: famiglia, cerimonia e volontà finale

Il lutto è stato condiviso da marito Adriano, dalla figlia Roberta, dalla sorella Irene, dal fratello Mario e da numerosi nipoti. Il rosario si è svolto mercoledì 7 ottobre alle ore 18 nella parrocchia di San Rocco a Castagnaretta, mentre i funerali si sono tenuti giovedì 8 ottobre alle 10 nella medesima chiesa. Per onorare la sua ultima volontà, la salma è stata tumulata a Ostana, nel cuore della valle Po, luogo sacro che Rosi amava visitare fin da giovane.

Il suo ricordo resta vivo non solo nei libri di storia dello sci alpino cuneese, ma soprattutto nei sorrisi dei bambini che, grazie a lei, hanno potuto scivolare per la prima volta sulle nevi delle Alpi. La sua eredità, fatta di dedizione, passione e vocazione educativa continuerà a ispirare chiunque abbia il privilegio di insegnare o apprendere a velocità di 30 metri al secondo sulle piste piemontesi.

Autore

Marco Tessari

Marco Tessari, giornalista trentino specializzato in sport invernali e montagna, segue da anni Coppa del Mondo di sci, Olimpiadi invernali e alpinismo; racconta gare, atleti e cultura della montagna con competenza tecnica e passione per le terre alte.